CIBO: IN PIEMONTE UN CENTRO DI RICERCA

La sostenibilità dei sistemi alimentari rappresenta uno degli obiettivi da perseguire per ridurre le emissioni di CO2.

AMBIENTE
Domenico Aloia
CIBO: IN PIEMONTE UN CENTRO DI RICERCA

La sostenibilità dei sistemi alimentari rappresenta uno degli obiettivi da perseguire per ridurre le emissioni di CO2.

L’importanza dei sistemi alimentari e la nascita del centro di ricerca sulla sostenibilità del cibo

I sistemi alimentari rappresentano una quota importante nelle emissioni di gas climalteranti, per questo è necessario mettere in campo azioni volte alla loro riduzione, in modo tale da rendere sostenibile l’intera vita di un prodotto alimentare, dal campo allo scaffale e da lì alla tavola. In questa direzione un’ esperienza viene dal Piemonte, dove grazie alla sinergia del sistema universitario regionale, costituito dall’ Università e dal Politecnico di Torino, dall’ Università del Piemonte Orientale con sede a Vercelli e dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo nel comune di Brà in provincia di Cuneo, si è deciso di dar vita ad un centro che si prefiggesse l’ obiettivo di portare avanti attività di ricerca e studio nell’ ambito della sostenibilità del cibo.

Il centro è stato oggetto di un evento di presentazione tenutosi a Torino il 22 gennaio 2024, al quale erano presenti i rettori dei quattro atenei coinvolti. L’ auspicio è che possa rappresentare un punto di riferimento grazie al quale dare vita a collaborazioni ristrette all’ interno dei confini nazionali ma che si aprano ad un respiro globale.

Un ruolo importante affidato a Carlo Petrini

A presiedere il centro Carlo Petrini, gastronomo ed esperto di cibo, che nella veste di fondatore di Slow Food, insieme alle regioni Emilia Romagna e Piemonte, è l’artefice della nascita dell’ Università di Scienze Gastronomiche. La sua presenza permetterà di comprendere quale sia il vero valore del cibo, orientare le abitudini alimentari verso scelte consapevoli all’ insegna della sostenibilità, e raccordare il centro con realtà accademiche e istituzioni.

La ricerca scientifica per supportare le sfide dei sistemi alimentari verso la sostenibilità.

Il centro ha sede proprio presso l’Università di Scienze Gastronomiche, con la quale è legata da obiettivi comuni. In particolare, la formazione di esperti di cibo a tutto tondo, che grazie al fondamentale supporto della ricerca scientifica e delle nuove tecnologie in chiave multidisciplinare, possano permettere ai sistemi alimentari di affrontare sfide sempre più complesse con un respiro rivolto alla sostenibilità.

Sfide che sono legate alla garanzia di cibo per una popolazione, che a livello mondiale è in costante aumento demografico. Per questo è necessario un approccio sostenibile alla catena del cibo, attraverso sostenibilità, circolarità, e qualità con azioni che possano concorrere al processo di transizione ecologica ed energetica. In quest’ ottica devono essere ripensati i metodi di coltivazione e di utilizzo dei suoli affinché non ne venga compromessa la fertilità, e grazie ad essi si possa concorrere alla riduzione delle emissioni climalteranti e garantire il mantenimento della biodiversità. È fondamentale agire sulle filiere alimentari rendendole più snelle e tracciarne la sostenibilità, contenere gli sprechi e il consumo di rifiuti, aumentare le fonti vegetali e il loro contenuto proteico riducendo gli allevamenti, promuovere l’educazione alimentare fin dalle generazioni più giovani e con esse gli stili di vita salutari.

Intervista ad uno dei protagonisti del centro, il Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche

Stradenuove ha voluto intervistare uno dei componenti del centro di ricerca, il Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche, Bartolomeo Biolatti.

Bartolomeo Biolatti, Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche
Rettore Biolatti, quale è la genesi del centro che si occupa di ricerca nell’ ambito della sostenibilità del cibo e dell’alimentazione? quale sono le sue prerogative, quali le progettualità e gli aspetti che il centro intende sviluppare?

Il Centro nasce dall’esigenza di dare al territorio, alle aziende, alla società, ai politici, risposte concrete alla pressante richiesta di innovazione a tutto campo necessaria per l’avvio della transizione ecologica verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. La messa a sistema delle risorse dei quattro atenei permette un approccio multidisciplinare con la messa a disposizione delle necessarie competenze specialistiche.

Quale è il significato di cibo sostenibile, quali gli aspetti e le parole chiave che lo caratterizzano, perché è necessario parlarne? la sostenibilità rappresenta ormai un elemento fondamentale per il presente futuro, ma in particolare quali elementi dovrebbero essere messi maggiormente sotto la lente di ingrandimento?

La parola sostenibilità ormai ha permeato la nostra vita a livello globale e riguarda tutti i campi e tutti i settori che hanno rapporti con il cibo, dalla produzione al consumo ed è l’espressione di numerose parole chiave: rigenerazione, biodiversità, stagionalità, località, circolarità, qualità, salubrità, energie rinnovabili, giustizia sociale, sovranità alimentare, ecc. Tutti richiedono cambiamenti significativi che spesso sono ostacolati dalla sostenibilità economica, oltre che dalla necessità di significativi cambiamenti di stili di vita.

Avete deciso di affidare la presidenza a Carlo Petrini, ritiene che la sua presenza, , possa essere un veicolo dei messaggi di impatto e appelli, come quello presentato nei giorni scorsi in occasione della nascita del centro e possa fungere da interfaccia con i portatori di interesse per creare con essi sinergie nonché sviluppare politiche del cibo sostenibile ?

Carlo Petrini è stato uno degli ispiratori di questa iniziativa, il suo passato e la sua coerenza sui temi della sostenibilità del sistema alimentare, che rappresentano anche i principi fondanti su cui poggia la missione dell’Università di Scienze Gastronomiche, sono una garanzia nei confronti dei futuri interlocutori del Centro di Ricerca. Contiamo, grazie al suo contributo, di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su questi grandi temi, davvero vitali per il futuro, nostro e del pianeta.

L’Università di Scienze Gastronomiche che lei presiede, rappresenta uno dei soggetti che andranno a realizzare il centro. Oltre ad esserne sede, quale sarà il compito dell’ateneo e come verrà strutturata la sinergia con gli altri partner scientifici?

Si tratterà semplicemente di favorire il confronto e la collaborazione dei nostri gruppi di ricerca con quelli delle altre università promuovendo la nascita di progetti trasversali. Sarà un centro diffuso con sede di volta in volta nelle diverse università, si eviteranno i doppioni e le sovrapposizioni, favorendo anche il risparmio di risorse.

I sistemi alimentari rappresentano una tra le principali fonti di emissioni e con esse sono responsabili della crisi climatica. Per questo, il percorso verso la transizione ecologica ed energetica obbliga alla necessità di ripensare l’intera filiera in un’ottica sostenibile. Per questo è necessario intervenire in tutti gli anelli della catena del cibo. In che modo ritiene possa declinarsi il concetto di sostenibilità del cibo e quale può essere il ruolo della multidisciplinarietà che ne è alla base?

Il nostro contributo, quali centri di formazione, ricerca e trasferimento tecnologico, sarà anche quello di progettare nuovi percorsi formativi per nuove professioni e nuovi professionisti, in grado di accompagnare le aziende, la società, la politica verso l’orizzonte della transizione ecologica. Una recente indagine dell’ILO prevede che, per l’effetto del Green Deal, si perderanno circa 7 milioni di posti di lavoro tradizionali, per contro ne nasceranno circa 24 milioni di nuovi, cosiddetti green jobs. Si tratta di specialisti che, alle elevate competenze tecnico scientifiche, associano la profonda competenza dei temi della sostenibilità. Saranno operativi in tutti i settori, dall’edilizia, alla produzione di energie rinnovabili, al sistema alimentare. Per raggiungere questi risultati servono le competenze presenti in tutte le università a diversa vocazione, che si uniscono in un approccio multidisciplinare.

Il centro si occupa anche della promozione dell’educazione alimentare e della salute attraverso il cambiamento degli stili di vita, della riduzione degli sprechi, del rafforzamento della biodiversità, ecc. In che modo in un’ottica sostenibile è possibile sviluppare questi aspetti?

Tra i temi che affronteremo, naturalmente anche quelli legati alla promozione dell’educazione alimentare nelle scuole, e ai corretti stili di vita. Li affronteremo attraverso campagne di sensibilizzazione, ma anche naturalmente attività di formazione, ricerca, trasferimento tecnologico e di divulgazione scientifica e culturale.

centro

Anche la sostenibilità alimentare concorre al concetto di salute unica (One Health), quale può essere il ruolo della ricerca scientifica per garantire questo aspetto e quali le competenze necessarie?

Tutti gli specialisti, i ricercatori e le professioni concorrono alla salute unica, ognuno deve svolgere il proprio ruolo con elevata specializzazione mantenendo costante il collegamento con gli esperti e gli operatori degli altri settori. Così il medico, il veterinario, l’agronomo, il biologo, il chimico, il geologo, l’agricoltore, l’allevatore, ecc. operano e collaborano fra di loro per mantenere in salute l’uomo, gli animali e l’ambiente perché se una di queste parti soffre ne soffriranno inevitabilmente anche le altre.

Il settore agroalimentare fa sempre più uso delle nuove tecnologie. Quale ritiene possa essere il loro compito nel processo di implementazione dell’intera filiera e nella sua sostenibilità?

Le nuove tecnologie possono e devono essere di grande aiuto all’innovazione della filiera alimentare. È però fondamentale che vengano impiegate per raggiungere i giusti obiettivi, ad es. la rigenerazione dei suoli, la protezione della biodiversità, la circolarità e la riduzione della plastica nel settore alimentare, la lotta allo spreco, il corretto uso dell’acqua, la qualità e la salubrità degli alimenti.