"Colpi" da luce ed effetti sulla salute

Uno studio cinese dimostra che vivere in grandi città fortemente illuminate può danneggiare la salute.

SALUTE
Pamela Preschern
"Colpi" da luce ed effetti sulla salute

Uno studio cinese dimostra che vivere in grandi città fortemente illuminate può danneggiare la salute.

L’inquinamento luminoso può essere tra le cause di ictus negli umani. Un’eccessiva esposizione notturna a bagliori e luci esterne intense, infatti, può aumentare il rischio di apoplessia cerebrale, indica una recente ricerca cinese.

L’ inquinamento luminoso e gli effetti sulla salute

Indagini precedenti avevano già dimostrato il collegamento tra una notevole esposizione alla luce artificiale e lo sviluppo di malattie cardiovascolari. Questo studio specifico che ha riguardato Ningbo, una città portuale industriale di oltre 8 milioni di abitanti sulla costa orientale della Cina, è stato pubblicato a fine marzo sulla rivista dell’American Heart Association e sarebbe tra i primi ad esplorare la relazione tra luce notturna e salute del cervello.

Circa l’80 per cento della popolazione globale vive in ambienti inquinati dalla luce artificiale, con conseguenze nocive per la salute dovute alla soppressione nella produzione di melatonina, l’ormone che favorisce il sonno. Se ne deduce che le persone che dormono poche ore la notte hanno maggiori probabilità degli altri di sperimentare un peggioramento della salute cardiovascolare nel tempo, secondo gli studiosi.

Lo studio: partecipanti modalità e risultati

La ricerca ha interessato circa 28.000 partecipanti, di cui il 60 per cento erano donne con età media di 62 anni, escludendo persone con livelli estremi di esposizione alla luce esterna durante la notte, quelle a cui era stata precedentemente diagnosticata una malattia cerebrovascolare e quanti l’avevano sviluppata entro un anno. L’analisi e i follow-up sono stati condotti dal 2015 al 2021 e la mappatura dell’inquinamento luminoso è avvenuta mediante immagini satellitari.

Gli esperti hanno rilevato che livelli più elevati di esposizione alla luce artificiale esterna di notte possono aumentare di oltre il 40 per cento la probabilità del verificarsi di ictus e simili patologie legate a un’alterazione del flusso sanguigno al cervello. Alla luce di quanto riscontrato i ricercatori hanno concluso che quanti vivono nelle aree urbane dovrebbero ridurre tale esposizione per proteggersi.

L’inquinamento dell’aria e gli effetti sulla salute

Lo studio ha anche esaminato i livelli di inquinamento atmosferico rivelando che i suoi possibili effetti sono indipendenti dalla luce. Le persone esposte ai livelli più alti del tipo di inquinamento atmosferico associato alla combustione di benzina, olio, carburante diesel o legno riportano un rischio maggiore del 41 per cento di sviluppare malattie cerebrovascolari rispetto ai partecipanti con i livelli di esposizione più bassi; per quanti esposti ai livelli più elevati di inquinamento atmosferico causato da polvere o fumo, invece, le probabilità maggiori sono del 50 per cento rispetto agli altri. Infine per quelli che subiscono più alti livelli di ossido di azoto, in particolare provenienti dalle emissioni dei veicoli a motore e centrali elettriche, l’incremento è del 31 per cento.

In Italia, il caso della Pianura Padana

L’inquinamento luminoso e da polveri sottili cresce in modo costante anche nel nostro paese, in particolare nella val Padana, la regione più inquinata d’Europa con veleni sparsi nell’atmosfera. Il risultato di un’illuminazione e una densità abitativa notevoli, maggiori di quelle delle città industriali dei Paesi bassi e le aree metropolitane di Parigi e Londra, favoriscono l’alto tasso di inquinamento. Riscaldamento domestico e allevamenti intensivi sono tra le cause principali, rappresentando insieme circa il 50 per cento del totale; a questi si aggiungono altre attività energivore e il traffico veicolare. Se poi si considerano le condizioni meteo stabili e la tendenziale carenza di vento nell’area padana, si comprende facilmente che ridurre l’inquinamento è un’impresa.

 I limiti della ricerca

Il campione di popolazione cinese su cui è stato condotto lo studio abitava in un contesto urbano quindi i risultati potrebbero non essere applicabili ad altre comunità; inoltre non sono sufficientemente rappresentativi i dati sui prodotti di illuminazione usati o su prodotti di ombreggiamento come le tende oscuranti. A ciò si aggiunga che le immagini satellitari raramente catturano fonti di luce blu, il che potrebbe portare a un’associazione sottostimata tra luce esterna notturna e malattie cerebrovascolari.

Nonostante i significativi progressi fatti nella riduzione di fattori di rischio cardiovascolare come fumo, obesità, diabete di tipo 2, per ridurre l’incidenza delle malattie cardiovascolari occorre considerare i fattori ambientali e intervenire il prima possibile tramite comportamenti e misure specifici  quali la riconversione del settore zootecnico, il rinnovamento del parco auto e la modernizzazione delle caldaie domestiche puntando su energia pulita, in un’ottica di sostenibilità, ma anche la riduzione a favore delle compagnie gaspetrolifere i sussidi di cui il nostro paese, tra gli altri, è un generoso distributore.

È necessario sviluppare politiche e strategie di prevenzione più efficaci per ridurre il peso delle malattie derivanti da fattori ambientali come l’inquinamento luminoso e atmosferico, in particolare per chi vive nelle aree più densamente popolate e inquinate del mondo.

Abbattere drasticamente la quantità di inquinanti atmosferici nel prossimo futuro, come anche l’UE ci indica, non è un’opzione ma un obbligo.

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