CONCILIARE VITA E LAVORO

Occupazione femminile, la Toscana sostiene il welfare aziendale. A “Tu per Tu” con Alessandra Nardini, assessora Regione Toscana a istruzione, formazione, lavoro, Università e ricerca, pari opportunità.

APPROFONDIMENTO
Francesca Franceschi
CONCILIARE VITA E LAVORO

Occupazione femminile, la Toscana sostiene il welfare aziendale. A “Tu per Tu” con Alessandra Nardini, assessora Regione Toscana a istruzione, formazione, lavoro, Università e ricerca, pari opportunità.

Viviamo una fase delicata dal punto di vista socio-economico, ma allo stesso tempo ricca di straordinarie opportunità dal punto di vista delle risorse e dei vari strumenti a disposizione, che abbiamo il dovere di utilizzare al meglio. Il filo rosso che guida la nostra azione amministrativa è la ferma volontà di contrastare tutte le forme di disuguaglianze. Penso alle disuguaglianze e alle povertà educative, e al nostro progetto ‘Nidi Gratis’, che ha l’obiettivo di garantire che il nido sia davvero un’opportunità per tutte le bambine e tutti i bambini e non un privilegio per chi nasce in una famiglia che può permetterselo”.

Così l’assessora regionale con deleghe a istruzione, formazione, lavoro, Università e ricerca e pari opportunità, Alessandra Nardini che ha partecipato anche a “I fondi europei 2021-2027 in Toscana. Dai programmi alle opportunità per le cooperative”, l’iniziativa che, nei giorni scorsi, si è svolta alle Murate Art District di Firenze e che ha visto l’impegno corale di tutte le associazioni delle Cooperative a partire da Confcooperative Toscana, Legacoop Toscana, AGCI, Associazione Generale delle Cooperative Italiane Toscana e Regione Toscana.

Dopo la firma con la Commissione Europea dell’accordo di partenariato per la programmazione dei fondi europei di coesione per il 2021-2027, che porterà in Italia 75 miliardi di euro di cui 42,7 provenienti dalla Ue, la Toscana ha ottenuto l’approvazione dei programmi regionali FESR e FSE+. E partendo da questa notizia – ma anche con un occhio agli obiettivi della nuova programmazione della Regione nonché alle scelte e alle modalità e tempi entro i quali la programmazione dei fondi europei si tradurrà in opportunità di finanziamento per le imprese toscane – abbiamo colto l’occasione per parlare anche di temi centrali per lo sviluppo della Toscana e più in generale del Paese.

Alessandra Nardini, assessora Regione Toscana con deleghe a istruzione, formazione, lavoro, Università e ricerca e pari opportunità
Da dove iniziare?

“Penso al grande tema delle disuguaglianze di genere, dalla necessità di conciliare tempi di vita e tempi di lavoro, tema rispetto al quale abbiamo messo in campo un grande investimento per finanziare progetti innovativi di welfare aziendale, a quella di destrutturare stereotipi e ruoli di genere a partire dalle scuole. Penso poi alla formazione e alle politiche attive del lavoro, vera leva per far ripartire il nostro Paese e garantire buona occupazione, stabile, sicura e di qualità”

Che si traduce in?

“In Toscana abbiamo messo al centro un metodo: quello della concertazione con le parti sociali, e con loro abbiamo definito il Nuovo Patto per il Lavoro, messo a terra le misure finanziate dal PNRR attraverso il nuovo programma GOL – Garanzia Occupabilità Lavoratori, e ci stiamo confrontando continuamente su ulteriori misure finanziate con il Fondo Sociale Europeo 2021-2027”

È di pochi giorni fa la bella notizia inerente welfare e occupazione femminile...

“È proprio così. La nostra Regione punta sulla diffusione di piani di welfare aziendale per rafforzare la promozione della parità di genere e dell’occupazione femminile. Attraverso il Fondo sociale europeo plus 2021/2027, la Toscana mette in campo due azioni coordinate rivolte a datrici e datori di lavoro: un bando da oltre 7 milioni e mezzo fino al 2025, inserito tra le operazioni di importanza strategica del Pr Fse+, e il progetto Vita Lavoro Toscana, intervento di comunicazione e animazione territoriale, che si svilupperà su tutto il territorio regionale”

Obiettivo?

“Incoraggiare l’introduzione di soluzioni innovative di welfare per la conciliazione vita-lavoro all’interno dei contesti aziendali in modo da contribuire a una più equa redistribuzione del carico di cura all’interno della coppia, favorire la presenza delle donne in azienda, e le loro opportunità di carriera, sostenendo misure dirette sia a lavoratrici sia a lavoratori working carers, ovvero persone che pur lavorando assistono familiari bisognosi di cure. In particolare, il bando sosterrà piani che prevedono misure di welfare a supporto dell’organizzazione familiare: dalla flessibilità oraria e organizzativa ai servizi per la cura o l’assistenza di figli, anziani, familiari non autosufficienti”

Un modo tangibile per incoraggiare le aziende ad adottare misure dirette ad agevolare un miglior equilibrio tra vita lavorativa e privata e sostenere la corresponsabilità dei compiti di cura, che contribuiscono a rendere le donne più partecipi nel mondo del lavoro, più libere di raggiungere ruoli apicali…

“Credo sia giusto e necessario favorire la conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro e parlare di questo tema non sempre e solo al femminile. Lo dico perché ancora oggi, nella cultura della nostra società, il carico di cura è quasi esclusivamente sulle spalle delle donne, manca un’equa distribuzione tra donne e uomini all’interno della coppia e della famiglia. Questo rappresenta anche uno dei fattori determinanti che spiega la minore partecipazione delle donne al mondo del lavoro, il più frequente ricorso al part time se non addirittura l’abbandono del lavoro in alcuni momenti della vita e una minore presenza femminile nelle posizioni apicali”

Conseguenze?

“Ovviamente anche disuguaglianze retributive e pensionistiche. Si tratta di una situazione assolutamente intollerabile rispetto alla quale le istituzioni, a tutti i livelli, hanno il dovere di intervenire”.

E la Regione come si muove?

“Proviamo a farlo in vari modi, sia innescando quel cambiamento culturale necessario a scardinare stereotipi e disuguaglianze purtroppo ancora radicate, sia stimolando le aziende a mettere in campo misure per chi lavora, per ogni persona, donne e uomini, volte a favorire la conciliazione, tema che appunto non riguarda solo le lavoratrici”.

Possiamo spiegare ai non addetti ai lavori il bando?

Il bando, già aperto da alcune settimane, ha una dotazione finanziaria di 7 milioni e 571 mila euro per il triennio 2023-2025, e sosterrà piani di welfare per la conciliazione vita-lavoro elaborati dalle imprese toscane fino a un tetto massimo di 25 mila euro. Potranno accedere ai contributi imprese, enti, associazioni, liberi professionisti e in generale tutte le datrici e tutti i datori di lavoro con almeno una/un dipendente e con sede legale e/o unità operativa interessata dal piano di welfare, localizzata in Toscana”

A chi sono destinate queste misure?

“A donne e uomini, lavoratrici e lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o a tempo determinato, con contratto di somministrazione, con contratto di apprendistato, soci di cooperative, collaboratrici e collaboratori coordinati e continuativi, tirocinanti, ad esclusione dei membri di Consigli di amministrazione che non svolgono attività lavorativa nell’impresa e titolari di impresa. Con l’avviso potranno essere sostenute anche le imprese che intendono avvicinarsi alla nuova certificazione UNI/PDR 125:2022, che attesta l’inserimento dei principi di parità di genere e rispetto delle diversità negli obiettivi aziendali”

Che cosa è il progetto VLT?

“Assieme al bando, la Regione Toscana ha avviato anche “VLT – Vita Lavoro Toscana”, specifico intervento di comunicazione e animazione territoriale per informare e sensibilizzare gli operatori economici su valore strategico e benefici del welfare aziendale. Un percorso condiviso con le associazioni datoriali e sindacali della Toscana più rappresentative che dopo i primi incontri nel dicembre scorso si svilupperà per tutto il 2024 in ogni provincia attraverso 20 eventi sia a carattere informativo, sia a carattere laboratoriale per favorire la nascita di comunità di lavoro o di reti. Lavoreranno in partnership i livelli regionali di Confartigianato Imprese (capofila), CNA, Confindustria, Confcommercio, Confcooperative, Agci, Confederazione Italiana Agricoltori e Cgil, con il supporto di Cisl, Uil, Coldiretti, Confapi, Confesercenti. Di recente si è aggiunto anche il patrocinio di Unioncamere Toscana. Prevista la possibilità di coinvolgimento di ulteriori soggetti in rappresentanza del mondo del lavoro, delle istituzioni locali, del terzo settore”