Considerazioni di Intesa Sanpaolo su comunicazioni di MPS

Riguardano anche Banco BPM e Banca Generali. Le condizioni di efficacia dell’OPAS

MILANO – Si alza la posta nella partita tra Intesa Sanpaolo e Banca Monte dei Paschi di Siena. In un comunicato diffuso il 3 ottobre, Intesa Sanpaolo ha annunciato un incremento di 25 centesimi per azione della componente in denaro della propria OPAS su MPS, portandola da 1 a 1,25 euro, mentre resta invariato il rapporto di concambio di 1,6 azioni Intesa Sanpaolo per ogni azione MPS, salvo gli eventuali adeguamenti legati al dividendo. La banca guidata da Carlo Messina ha inoltre chiarito che, qualora Intesa Sanpaolo distribuisse un acconto sul dividendo 2026 prima del pagamento del corrispettivo dell’OPAS, il rapporto di concambio sarà adeguato per neutralizzare integralmente l’effetto dello stacco della cedola.

Il nodo dell’assemblea MPS

Il comunicato contiene anche una presa di posizione sulle operazioni annunciate da MPS, in particolare sulle offerte pubbliche di scambio per Banco BPM e Banca Generali, che saranno sottoposte all’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi del 29 ottobre. Intesa Sanpaolo ha annunciato che non intende rinunciare alle condizioni di efficacia dell’OPAS nel caso in cui l’assemblea approvi uno o più dei punti da 3 a 5 della parte straordinaria relativi alle OPS, ai conseguenti aumenti di capitale e alla riduzione volontaria del capitale sociale. In tale eventualità, la banca dichiara che invocherà il mancato avveramento delle condizioni, con la conseguenza che l’OPAS diventerebbe definitivamente inefficace. Più articolata la posizione sulle altre delibere all’ordine del giorno: Intesa si riserva di decidere successivamente se invocare o meno le relative condizioni di efficacia. Quanto alla fusione tra MPS e Mediobanca e alle connesse operazioni di scissione, Intesa Sanpaolo afferma invece di ritenere preferibile che l’eventuale integrazione venga realizzata successivamente alla conclusione dell’OPAS, indicando tra le motivazioni il contenimento dei rischi di integrazione informatica e operativa e la possibile duplicazione dei costi.

Intesa contesta il progetto MPS su Banco BPM e Banca Generali

Una parte rilevante del comunicato è dedicata alle due OPS annunciate da MPS. Intesa Sanpaolo definisce il progetto particolarmente complesso, evidenziando l’interdipendenza economica tra le due operazioni e la necessità di integrare più gruppi e sistemi informativi. Secondo Intesa, inoltre, le offerte presenterebbero condizioni economiche differenti rispetto ai prezzi precedenti all’annuncio dell’OPAS: sulla base dei dati richiamati nel comunicato, gli azionisti di Banco BPM non riceverebbero un premio rispetto ai prezzi del 19 agosto, mentre per Banca Generali il premio sarebbe del 10%. Considerando invece i prezzi precedenti all’annuncio dell’OPAS di Intesa dell’8 giugno, la banca calcola uno sconto per entrambe le operazioni. Si tratta, va precisato, di valutazioni e dati riportati da Intesa Sanpaolo nel proprio comunicato.

Più valore per gli azionisti MPS

La modifica annunciata porta il valore unitario indicato da Intesa a 10,341 euro per azione MPS, sulla base del prezzo di riferimento delle azioni Intesa Sanpaolo del 5 giugno 2026. Secondo i calcoli della banca, ciò corrisponderebbe a un premio del 15,3% rispetto al prezzo MPS di quella data. In caso di adesione totalitaria, l’operazione avrebbe un controvalore complessivo indicato in 31,4 miliardi di euro, di cui 27,6 miliardi rappresentati dalla componente in azioni e 3,8 miliardi dalla componente monetaria. Intesa Sanpaolo afferma inoltre di essere in condizione di far fronte con mezzi propri agli impegni finanziari derivanti dall’aumento del corrispettivo.

Il futuro di Siena

Nel comunicato Intesa Sanpaolo dedica ampio spazio anche alle ricadute territoriali dell’operazione, rispondendo alle preoccupazioni sul futuro di Siena e del marchio MPS. La banca indica, tra le iniziative previste, la creazione a Siena di un polo tecnologico specializzato, la possibile costituzione di una nuova Direzione Commerciale in Toscana, l’attribuzione alla città di una sede secondaria di strutture centrali di Intesa e un rafforzamento del credito sul territorio. Secondo il progetto illustrato da Intesa, circa 625 filiali MPS resterebbero nel gruppo risultante dall’OPAS, mentre una parte della rete e delle attività sarebbe destinata al nuovo polo bancario facente capo a Unipol. Per il perimetro destinato a Intesa, il piano prevede circa 6.800 uscite volontarie accompagnate da altrettante assunzioni, con un ricambio generazionale che, secondo quanto dichiarato dalla banca, non determinerebbe una riduzione netta dell’occupazione. La partita resta quindi aperta su più fronti: da una parte l’OPAS di Intesa Sanpaolo, ora rafforzata nella componente cash; dall’altra il progetto industriale di MPS che comprende la fusione con Mediobanca e le OPS su Banco BPM e Banca Generali. Il voto dell’assemblea MPS del 29 ottobre rappresenterà uno dei passaggi centrali per gli sviluppi dell’operazione.