Contro emicrania e cefalea la chirurgia mini invasiva

Una patologia che interessa il 30% della popolazione femminile e l’8% di quella maschile. Chirurghi dall’estero a Genova per apprendere la tecnica dal Professor Edoardo Raposio.

SALUTE
Susanna Bagnoli
Contro emicrania e cefalea la chirurgia mini invasiva

Una patologia che interessa il 30% della popolazione femminile e l’8% di quella maschile. Chirurghi dall’estero a Genova per apprendere la tecnica dal Professor Edoardo Raposio.

Una tecnica chirurgica, mininvasiva, per trattare emicrania e cefalea muscolo tensiva quando la terapia farmacologica non basta o non funziona.

È quella che viene praticata dal professor Edoardo Raposio, docente di Chirurgia Plastica del Dipartimento di scienze chirurgiche e diagnostiche integrate – DISC dell’ Università di Genova. Il professore da alcuni anni insegna questa tecnica a chirurghi da tutto il mondo e anche nelle ultime settimane ha avuto modo di fare formazione a un gruppo di medici arrivati alla Clinica di Chirurgia plastica e ricostruttiva di Genova da Oxford, Saragoza, Praga, Ecuador e Vietnam.

L’emicrania è una patologia cronica, molto invalidante, che interessa circa il 30% della popolazione femminile e circa l’8% di quella maschile. Per curarla, quando la terapia farmacologica non risulta efficace o quando gli effetti collaterali sono difficilmente sopportabili, da alcuni anni è possibile avvalersi di una terapia chirurgica mininvasiva, di cui il Prof. Raposio, che coordina il primo gruppo europeo in tale ambito, è esperto.

emicrania
Il gruppo dei chirurghi arrivati dall’estero per imparare la tecnica, al centro il Prof. Raposio

La terapia chirurgica mininvasiva, indicata per casi selezionati di emicrania e cefalea muscolo-tensiva, si basa sulla liberazione di alcuni nervi superficiali, che in questi pazienti sono infiammati e scatenano gli attacchi.

La cefalea può essere accompagnata da altri sintomi quali fastidio alla luce e al movimento, nausea, vomito. “ I nervi che si possono infiammare essenzialmente sono tre – spiega il professor Raposio – è da questi che parte il dolore, che poi si irradia in altre parti della testa: uno a livello occipitale, alla base del collo, nella regione posteriore della nuca, uno alle tempie, con un dolore tipicamente pulsante, uno sotto il sopracciglio. Con un piccolo intervento mininvasivo, in anestesia locale, effettuato in regime di Day surgery, questi nervi sono “liberati” e disinfiammati”.

La percentuale di successo della terapia è prossima al 90% dei pazienti operati, con minima convalescenza e minimi effetti collaterali.