COSÌ È INIZIATA LA LENTA MARCIA DELLA CINA PER AFFRANCARSI DAL CARBONE

I cambiamenti climatici stanno danneggiando gravemente il Pianeta e i potenti della Terra non riescono ancora a raggiungere un accordo. C’è bisogno di una svolta politica globale per eliminare i “grandi inquinatori”, e uno dei peggiori nemici dell’equilibrio ecologico è proprio il fossile nero.

AMBIENTE
Enzo Millepiedi
COSÌ È INIZIATA LA LENTA MARCIA DELLA CINA PER AFFRANCARSI DAL CARBONE

I cambiamenti climatici stanno danneggiando gravemente il Pianeta e i potenti della Terra non riescono ancora a raggiungere un accordo. C’è bisogno di una svolta politica globale per eliminare i “grandi inquinatori”, e uno dei peggiori nemici dell’equilibrio ecologico è proprio il fossile nero.

Mancano poco più di due mesi alla Conferenza dell’Onu sul clima che si terrà a novembre a Glasgow in Scozia per tentare di arrivare all’accordo che non è stato raggiunto dall’ultimo G20 sull’impiego del carbone. E non c’è dubbio che si guardi alla Cina, che con il mutamento di rotta sui progetti a carbone potrebbe imprimere una svolta alla politica climatica globale. Sì, alla Cina che, come nel resto del Pianeta, sta subendo gravissimi danni per gli eventi meteorologici. Come avvenuto in Canada e in Germania, pressoché alle stesse latitudini, anche in Cina la provincia di Henan ha subito tre giorni di violente piogge con un bilancio di decine di morti, 400mila evacuazioni e danni per 10 miliardi di dollari.

Fonti energetiche fossili, finanziamenti addio

Il mutamento si è manifestato sugli investimenti esteri della Cina in particolare nei 138 Paesi della Belt and Road Initiative (BRI). Investimenti scesi nel 2020 da 54 a 47 miliardi di dollari con gli energetici saliti però dal 38% del 2019 al 57% del 2020. E mentre Qatar, Oman ed Egitto hanno ricevuto il 100 per cento dei finanziamenti in energia verde dalla Cina che, di contro, ha ritirato quelli per la centrale elettrica a carbone da 3 miliardi di dollari nello Zimbabwe. Ed è probabile che siano ritirati pure quelli per una centrale elettrica a carbone in Turchia. Per la prima volta, dunque, la Cina – sottolinea l’International Institute of Green Finance – non ha finanziato all’estero nessun progetto a carbone. Va rilevato infine che la produzione di carbone grezzo in Cina è aumentata del 4,9% annuo salendo a 2,26 miliardi di tonnellate nei primi sette mesi del 2021. Dati che il National Bureau of Statistics (NBS) ha paragonato – come riportato da ShipMag – con quelli dello stesso periodo 2019 rilevando una crescita del 4,8% e l’aumento medio di gennaio-luglio degli ultimi due anni portato al 2,4 percento. Lo stesso NBS spiega che a luglio la produzione di carbone è stata di 310 milioni di tonnellate con un calo del 3,3% rispetto al 2020.

Il primo reattore nucleare di sali fusi di torio

Nella transizione energetica rientra – come risulta dalla particolareggiata analisi di Giovanna Visco su “Mare Terre Merci” – l’annuncio dello Shanghai Institute of Applied Physics dell’ultimazione a Wuwei del primo reattore nucleare di sali fusi di torio, che è più abbondante e più economico dell’uranio e che, a differenza dell’uranio, si raffredda senza acqua, ha livelli inferiori di pericolosità e produce scorie più facili da smaltire. È stata ancora l’urgenza di un cambiamento sull’approvvigionamento energetico ad accelerare la ricerca sul torio e sui reattori nucleari di nuova generazione in Cina come in Usa con il reattore raffreddato al sodio nell’impianto pilota nel Wyoming, finanziato da Bill Gates e da Warren Buffett.

E i deserti occidentali diventano strategici

I reattori al torio, che saranno costruiti nei deserti della Cina Occidentale, rientrano nel percorso per raggiungere le zero emissioni di carbonio entro il 2060, come fissato dal presidente Xi Jinping. Percorso che prevede investimenti in energia solare ed eolica. E idroelettrica che però incontra forti obiezioni per l’impatto negativo sugli habitat a causa del drenaggio e della deviazione di massicce quantità di acqua. A giugno è entrato intanto in esercizio il secondo impianto idroelettrico più grande al mondo, dopo quello delle Tre Gole, con una capacità di 16 gigawatt (GW).

La nave elettrica da crociera più grande al mondo

Due le novità infine per le navi a propulsione elettrica. L’avvio delle prove in mare di quella che è annunciata come “la più grande nave da crociera tutta elettrica del mondo”. Si chiama “Yangtze Three Gorges 1”, costruita per promuovere lo sviluppo ecologico del trasporto marittimo sul Fiume Azzurro e nella regione delle Tre Gole. Lunga 100 metri, potrà portare 1.300 passeggeri. La nave sarà alimentata da una batteria da di 7.500 kWh e potrà percorrere 60 miglia con una sola carica. Sono stati sviluppati anche sistemi di ricarica ad alta e bassa tensione che risolve il problema delle navi a ricarica ad alta tensione. E la consegna nello Jiangsu, del primo rimorchiatore elettrico cinese: lo “Yungang Electric Tug No. 1”, lungo 35,5 metri, largo 10, il pescaggio a pieno carico è di 3,5 metri, la velocità non inferiore a 13 nodi, il tempo di lavoro di 8 ore. Sviluppa una potenza di 5000 kWh di potenza e una resistenza a 48 tonnellate.