CRESCE IL TREND DEI COSMETICI GREEN, SUPER FATTURATO

Lo skincare punta sempre di più in direzione green. Ingredienti, etichette, confezioni: prendersi cura della pelle senza dimenticare l’ambiente, si può fare.

AMBIENTE
Monica Riccio
CRESCE IL TREND DEI COSMETICI GREEN, SUPER FATTURATO

Lo skincare punta sempre di più in direzione green. Ingredienti, etichette, confezioni: prendersi cura della pelle senza dimenticare l’ambiente, si può fare.

Green, naturale, bio, vegan, cruelty-free. Una giungla di definizioni: l’assenza di una regolamentazione valida globalmente e la disparità tra standard privati resta il maggiore scoglio. In genere, il termine green o clean beauty viene utilizzato per descrivere prodotti che utilizzano formulazioni il più possibile a contenuto naturale e/o, contemporaneamente, pratiche di produzione rispettose dell’ambiente, anche se non sempre le due cose vanno a braccetto: naturale non vuol dire automaticamente sostenibile e viceversa.

Ma i consumatori, più le consumatrici, ci credono e puntano tutto sul green. Cresce così la domanda di cosmetici green e il fatturato arriva a quota 1,6 mld (fonte Cosmetica Italia), un comparto che oggi rappresenta circa il 15% del settore cosmetico e che sarà sempre più strategico.

Definire cosa è davvero naturale nello skincare green è complicato: «Quali sono le materie di partenza? Come sono state scelte? Derivano da fonti rinnovabili? A quanti e quali processi più o meno chimici sono sottoposte? Come sono conservate? Cosa non c’è? Sono domande che le consumatrici oggi si fanno, e chi più è esaustivo, più ha possibilità di ottenere la fiducia». Il 92% delle italiane tende, infatti, ad affidarsi a marchi già conosciuti o provati.

«Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente enfasi sul cosmetico a connotazione naturale e sostenibile tanto in termini di mercato quanto di attenzione da parte dell’opinione pubblica e dei media. Tra il 2019 e il 2018, ad esempio, si può stimare una crescita di circa 5 punti percentuali – dice all’Adnkronos Benedetto Lavino, vicepresidente di Cosmetica Italia – non solo. Gli operatori del settore, interrogati su quali fossero le parole chiave con cui si volge uno sguardo al futuro, hanno indicato ‘sostenibilità’ e ‘naturale/biologico’ come punti in crescita; un’ulteriore dimostrazione di quanto i prodotti a connotazione naturale e sostenibile siano sempre più una parte strategica della filiera cosmetica».

«Dal punto di vista regolatorio – spiega Lavino – tutti i cosmetici, che siano a connotazione naturale o meno, devono rispettare le norme del Regolamento europeo 1223/2009 che garantisce la sicurezza dei prodotti e, in questo modo, tutela la salute del consumatore.»

Parliamo di “cosmetici a connotazione naturale/biologica”, caratterizzati da elementi grafici o testuali che ne comunicano la connotazione naturale/biologica, in linea con la sua composizione formulativa (ovvero la presenza di un alto numero di ingredienti biologici o di origine naturale) e di “cosmetici con connotazione di sostenibilità ambientale/green”, caratterizzati da elementi grafici o testuali che ne comunicano la connotazione di sostenibilità ambientale/green in ambiti che possono riguardare tutto il suo ciclo di vita e/o le politiche corporate dell’impresa verso la sostenibilità.

Tra cosmetici che evocano la freschezza di fiori, frutti, semi e piante, la green beauty assomiglia sempre di più a una foresta incantata ma siamo in tante a scegliere questi prodotti: secondo l’ultima indagine di Cosmetica Italia, le parole chiave del 2021 sono sostenibilità (+18,9% nel 2020 rispetto al 13,2% del 2018) e naturale/biologico (+10,9%).

Importante per riconoscere un prodotto green è saper leggere bene l’etichetta. Prima di tutto l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), che riporta in ordine decrescente l’elenco degli ingredienti: prima le sostanze naturali appaiono nella lista e più numerose sono, più il cosmetico è green. Un cosmetico green, inoltre, non dovrebbe includere sostanze chimiche non biodegradabili o che, allo stato attuale delle ricerche scientifiche, sembrino creare problemi alla pelle e all’ambiente.

Non solo ingredienti e composizioni naturali, ma grande attenzione al loro contenitore. Perché chi di green beauty ne sa e ne fa una missione da lungo tempo, è già passato al secondo stadio: ora la rivoluzione sta nel packaging, possibilmente plastic-free se non addirittura inesistente. Ogni anno, l’industria del beauty produce a livello globale più di 120 miliardi di unità di imballaggi, la maggior parte in plastica. Ma, secondo i dati di The Plastic Soup Foundation, solo il 14% di questa plastica arriva a un centro di riciclaggio. Numeri che vanno decisamente cambiati. Sul mercato italiano, già in molti si stanno muovendo in questa direzione.

Parlando di tipologie di prodotto, sono quelli per capelli e cuoio capelluto a ricoprire il 33,1% del fatturato dei cosmetici a connotazione naturale e sostenibile, seguiti dalla cura pelle (30,6%) e dal make-up (23,2%). In generale, nonostante (o forse a causa) della pandemia, si è assistito all’aumento della richiesta di queste tipologie di prodotti, in un periodo in cui la cura della persona con metodi e prodotti “green” risulta parte di uno stile di vita più sano.