CUCCIOLI DI MACACHI SOSTITUITI CON PELUCHE E SCOPPIA LA POLEMICA

Il mondo scientifico contro una ricerca della Harvard University, tante le firme sulla lettera inviata a PNAS, la rivista che lo ha pubblicato, dichiarando spietato il trattamento riservato agli animali.

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
CUCCIOLI DI MACACHI SOSTITUITI CON PELUCHE E SCOPPIA LA POLEMICA

Il mondo scientifico contro una ricerca della Harvard University, tante le firme sulla lettera inviata a PNAS, la rivista che lo ha pubblicato, dichiarando spietato il trattamento riservato agli animali.

Il mondo accademico si sta dividendo in due fazioni, colpa di un esperimento nel quale al posto dei cuccioli di macaco sottratti alle madri ci sarebbero stati dei peluche, un approccio che alcuni ricercatori hanno definito poco eticoinutile per ampliare nuove conoscenze. Alquanto risentiti, infatti, più di 250 ricercatori hanno firmato una lettera, rivolta alla rivista che ha pubblicato lo studio, nella quale si chiede che quest’ultimo sia rimosso.

L’esperimento e le polemiche

L’esperimento “Triggers for mother love” è uno studio condotto della neuroscienziata Margaret Livingstone, presso l’Università di Harvard e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, rivista scientifica e organo ufficiale della United States National Academy of Sciences. La dottoressa effettua ricerca nel campo della percezione visiva. Nello studio attuale i cuccioli di macaco appena nati sarebbero stati tolti momentaneamente alle madri dopo il parto e rinchiusi in stanze isolate, in modo da non avere contatti con il mondo esterno, allevati poi a mano per studiare gli effetti di un’alterata esperienza visiva precoce sullo sviluppo cognitivo. Alle mamme leggermente sedate per superare il trauma, in sostituzione dei figli appena nati, sono stati dati dei peluche. La ricerca ha portato a galla numerose diatribe, persino dal mondo accademico che non ha condiviso questo accanimento crudele nei confronti degli animali. Molti hanno evidenziato come oltre ai danni sul cervello e lo sviluppo visivo dei piccoli, lontani dalle madri, lo studio non abbia portato a nessuna nuova scoperta. La richiesta è che lo studio sia ritirato dalla rivista: “A causa delle pratiche non etiche e degli standard di ricerca che promuove e della sua incapacità di far progredire la conoscenza scientifica”, affermano i ricercatori.

L’università dal canto suo, sostiene che, sottrarre dei cuccioli appena nati alle loro madri, potrebbe aiutare a studiare anche l’attaccamento materno, fornire informazioni utili per aiutare le donne che subiscono aborti o parti con bambini senza vita. Tuttavia, questa non è valsa come giustificazione per coloro che si sono opposti allo studio. Catherine Hobaiter, vicepresidente per la divulgazione scientifica della International Primatological Society, ha infatti asserito: “Come scienziati, dovremmo attenerci a standard più elevati”. Forti le reazioni anche da parte di ricercatori sul comportamento animale e primatologi, come Alan McElligot del Centro per la salute animale della City University di Hong Kong, cofirmatario della lettera a PNAS. Alle loro proteste si sono aggiunte quelle di gruppi come People for the Ethical Treatment of Animals (PETA), che si oppone a qualsiasi forma di sperimentazione animale.

La replica della Dott.ssa

La scienziata, che ha trascorso la vita per svelare i misteri del cervello, si difende da queste accuse pesanti.

“Sebbene non perseguiamo l’attaccamento materno come linea di ricerca, il nostro laboratorio ha fatto osservazioni sul legame e sull’attaccamento materno nel corso di altre ricerche. È iniziato quando uno dei nostri macachi ha partorito un nato morto. Nel tentativo di confortare la madre in difficoltà, le abbiamo regalato un peluche. Si è rilassata e ha adottato il giocattolo come suo bambino. Successivamente abbiamo fornito ad altre mamme macaco giocattoli di stoffa morbida. Ora usiamo questa misura confortante per i macachi appena nati abbandonati dalle loro madri e nelle occasioni in cui vengono separati da loro. Questi neonati erano calmi e si aggrappavano ai loro peluche. In effetti, sono comportamentalmente indistinguibili dai bambini allevati dalle loro madri”, afferma la Livingstone.

Ma generalmente, la sperimentazione sugli animali è controllata?

Tutte le procedure di ricerca che si utilizzano vengono eseguite sempre in un modo da ridurre al minimo il disagio e ridurre o eliminare completamente il dolore, cose fondamentali per condurre gli studi, poiché gli animali che manifestano ansia, dolore o disagio non possono essere valutati e i risultati non sarebbero validi.

Tutti i metodi, inoltre, sono soggetti a ferrei regolamenti da seguire e gruppi di supervisione istituzionali che devono garantire la cura e il trattamento adeguati degli animali da ricerca e, inoltre, assicurare che l’uso di animali sia giustificato e non si possa arrivare allo stesso obiettivo con mezzi alternativi.

Certo, sarebbe meglio se non venissero utilizzati animali da laboratorio, ma purtroppo ancora non è possibile ovviare a ciò.

Ma è bene ricordare che i vaccini, le pillole per l’ipertensione, per il diabete, le cure contro il cancro o le infezioni o le malattie cardiache, ognuna di queste si è potuta ottenere grazie alla sperimentazione sugli animali.

Che si sostenga o meno la ricerca su di loro, tutti usufruiamo di terapie derivate dal lavoro svolto in questo modo. Tutto ciò ovviamente riguarda anche gli animali domestici che ricevono antibiotici, antidolorifici o vaccini o che si sottopongono a interventi chirurgici, anche loro sono i beneficiari delle ricerche condotte sugli animali.