CULTURA E ECONOMIA DEL MARE, SI FA PRESTO A DIRE INDUSTRIA 4.0

Tornare là dove tutto era cominciato con Guglielmo Marconi nel Golfo della Spezia e scoprire quanto a volte sia utile mettere un po’ indietro le lancette del tempo.

APPROFONDIMENTO
Enzo Millepiedi
CULTURA E ECONOMIA DEL MARE, SI FA PRESTO A DIRE INDUSTRIA 4.0

Tornare là dove tutto era cominciato con Guglielmo Marconi nel Golfo della Spezia e scoprire quanto a volte sia utile mettere un po’ indietro le lancette del tempo.

Alla Giornata del Mare celebrata nel Golfo della Spezia oltre agli eventi ufficiali e ai laboratori per ragazzi, è stato dedicato, per la prima volta e opportunamente, e in una sede prestigiosa come Porto Lotti, uno spazio alla formazione delle nuove figure professionali della blue economy. Ha colpito in quel focus rivolto agli studenti degli istituti tecnici e professionali di indirizzo navale e marinaro la domanda a freddo del vice direttore di Confindustria La Spezia Marco Raffellini: chi di voi sa che cosa significa la formula 4.0? E mi ha sorpreso, confesso fino a un certo punto, il silenzio che ne è seguito e che ha indotto a dare lui la risposta.

Voglio dire con questo che ogni tanto, soprattutto nella comunicazione, conviene, quando si parla di ricerca, innovazione, sfida, fare una pausa, accantonare sigle e concetti che diamo per scontati (come l’abuso degli inglesismi) e ritrovare il linguaggio semplice e comprensibile per verificare lo stato della conoscenza dei nostri interlocutori e dei nostri lettori. Non si tratta di ignoranza funzionale, sia ben chiaro, ma di cultura e nel nostro caso – si era alla Giornata del Mare – di cultura e di economia marittime.

Fermarsi dunque e tornare un po’ indietro nel tempo, penso, ci aiuterebbe a capire di più dove siamo e dove cerchiamo di andare. Come potrebbe avvenire per esempio nella giornata di sabato prossimo quando sarà offerta l’occasione di seguire o addirittura di partecipare all’International Marconi Day ideato dai radioamatori inglesi del “Cornish Amateur Radio Club” con sede in Cornovaglia, per ricordare la figura di Guglielmo Marconi nell’anniversario della sua nascita, a Bologna, il 25 aprile del 1874.

In quel giorno succederà che decine di stazioni radio dislocate in tutto il mondo, trasmetteranno da siti storici legati alla vita e all’attività scientifica dello scienziato bolognese. E nel Museo Tecnico Navale della Spezia verrà allestita una stazione (fra le sette italiane partecipanti all’iniziativa) – gestita da radioamatori appartenenti alla sezione ARI che intende qui e da qui n particolare rievocare lo storico rapporto instauratosi tra Guglielmo Marconi, la Marina Militare e la Città della Spezia.

Fu infatti proprio un’area adiacente al Museo – insieme ad altri luoghi nel Golfo della Spezia – ad ospitare le prime prove di radiotelegrafia, che culminarono, il 17 luglio 1897, nel primo collegamento fra una stazione a terra e una unità navale, la Corazzata della Regia Marina San Martino. In particolare, fu proprio nel luglio di quel 1897 che Marconi approntò una serie di esperimenti che, per la prima volta nella Storia, stabilivano un collegamento senza fili fra terra e mare. Dopo una serie di riuscite comunicazioni fra il laboratorio elettrico di San Bartolomeo, attuale sede della Commissione Esperimenti della Marina e – nell’ordine – isola Palmaria, Portovenere, isola del Tino (distanze tra i 5 e i 7 km), si decise di installare il ricevitore sulla corazzata San Martino, che rimase in contatto con il centro di San Bartolomeo, muovendosi nel golfo e al largo della Spezia, fino a una distanza di 18 km.

Nel Museo, aperto sabato e gratuitamente a tutti dal mattino fino alle 23, oltre a una vasta esposizione di cimeli marconiani, sono conservati gli apparati e i nastri originali (le cosiddette “zone telegrafiche”) riportanti la trascrizione, in alfabeto Morse, di quella prima storica trasmissione. All’interno sarà inoltre presente un laboratorio destinato ai più giovani per imparare a scrivere col codice morse, proprio come i primi radiotelegrafisti.

Fu l’esordio di un’applicazione che, nel giro di qualche anno, avrebbe sconfitto l’isolamento in mare aperto, eterno nemico dei naviganti. Ed è oggi l’occasione per fermarci appunto e chiederci che cosa sarebbe stato il mondo della comunicazione e dell’informatica senza la scoperta di Marconi (al pari ovviamente di tante altre che hanno cambiato il destino dell’umanità). E di lì ripartire per arrivare, passo dopo passo, alla scoperta e alla conoscenza del significato della formula in sviluppo di 4.0.

 

Per informazioni è possibile contattare il Museo al 018 7784763 o via mail all’indirizzo marinanord.mtn@marina.difesa.it