DA AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO ALLA PRODUZIONE DI BIOMETANO

Un’azienda zootecnica in provincia di Piacenza produce biometano dai sottoprodotti dell’allevamento e dell’agricoltura. E gli automobilisti posso rifornirsi del biogas da un distributore dedicato.

AMBIENTE
Domenico Aloia
DA AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO ALLA PRODUZIONE DI BIOMETANO

Un’azienda zootecnica in provincia di Piacenza produce biometano dai sottoprodotti dell’allevamento e dell’agricoltura. E gli automobilisti posso rifornirsi del biogas da un distributore dedicato.

Ci troviamo a Rivergaro in Valtrebbia in provincia di Piacenza, dove le sorelle Serena e Nicoletta Cella e la madre Adele Beotti, guidano Cascina Bosco Gerolo azienda zootecnica e non solo che rappresenta una  storia di successo dell’ imprenditoria femminile oltre ad essere un vero e proprio esempio di multifunzionalità ed economia circolare applicata all’ agricoltura.

Ma la vera e propria “rivoluzione” in ottica di economia circolare applicata  ha inizio nel 2016 con la fase di studio per la realizzazione, a partire dal 2018, di un impianto a biogas, alimentato dai reflui zootecnici prodotti dalle 600 frisone dell’ allevamento e da sottoprodotti agricoli dal quale si ottiene biometano. Inoltre un secondo impianto (o biodigestore anaerobico) trova impiego per la produzione di energia per l’autoconsumo.

A chiudere il cerchio, la produzione di biometano, che oltre ad essere impiegato nel funzionamento dei mezzi aziendali, da circa 2 mesi (precisamente dal 12 febbraio 2022) è venduto agli automobilisti in un impianto di distribuzione dedicato. La notizia che sia possibile rifornire le proprie auto presso una azienda agricola con un carburante ecosostenibile a Km zero ha fatto in breve tempo il giro della penisola suscitando un notevole interesse.

Tra i motivi che hanno spinto a chiudere il ciclo aziendale con un distributore di biometano, la necessità da parte dell’ Italia di  incrementare la presenza con impianti di questo tipo, grazie anche ad esempi virtuosi come quello di Bosco Gerolo.

Come dimostrano i numeri italiani assistiamo infatti ad uno squilibrio tra impianti a biogas, circa 2000 e distributori di metano, appena trenta. Situazione quella del nostro Paese, che se confrontata con i dati del resto d’Europa, soprattutto del Nord dove circa 19 mila strutture producono biogas e quasi 1000 distribuiscono biomentano aggiungere Francia e la Germania in testa, fanno comprendere quanto sia necessario un incremento di distributori nel nostro Paese.

La situazione geopolitica attuale con che ha riportato in auge il tema della forniture di gas da determinati paesi (Russia su tutti) aprendo la discussione sulla necessità che l’Italia si possa rendere veramente indipendente negli approvvigionamenti, utilizzi i giacimenti nazionali e cominci a pensare, per quanto possibile, all’incremento della produzione nazionale di gas. Nonché per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e mitigazione dei cambiamenti climatici che impongono il ricorso a fonti energetiche rinnovabili.

La possibilità di utilizzare in un ottica di economia circolare, scarti e sottoprodotti delle attività agricole che altrimenti rappresenterebbero solo un costo, e un  problema per lo smaltimento, fino a creare danni a livello ambientale, rappresenta solo un’opportunità da sfruttare. Cosa che darebbe la possibilità di pagare un rifornimento a prezzi molti più bassi della media nazionale

Ci siamo fatti raccontare da Nicoletta Cella, una delle titolari di Bosco Gerolo, di questa idea e di come l’hanno attuata realizzando nella loro azienda il distributore di biometano.

Dott.ssa Cella, ma cosa è Bosco Gerolo Valtrebbia ?

È una realtà agricola dalle tante anime ed è un’impresa tutta al femminile. È l’angolo verde fuori città, dove trascorrere il week end in completa tranquillità, dove godersi una giornata in piscina nelle stagioni più calde. È il pranzo di famiglia della domenica e il fugace ma gustoso pranzo di lavoro. Ogni giorno, le materie prime vengono lavorate nel caseificio interno all’azienda. I prodotti finiti, come i formaggi e il latte vengono distribuiti ai clienti oppure venduti all’interno dello spaccio aziendale o impiegati per la preparazione dei piatti nel nostro agriturismo. Tutto ciò consente di avere all’ interno una realtà produttiva a km zero nello spazio di pochi metri. E’ lo spazio che accoglie esperienze ludico-educative per bambini, che possono entrare in contatto con gli animali o cimentarsi in laboratori pensati su misura per loro. Ed è un’azienda che sposa appieno il concetto di economia circolare infatti dopo tanti anni di progettazione da febbraio è attivo il nostro distributore di biometano per rifornire i nostri mezzi aziendali e le auto della comunità. Abbiamo reso i reflui dei nostri animali e i sottoprodotti dell’agricoltura per produrre metanoBio, esattamente come il metano ma con un origine rinnovabile e non fossile.

Ultimamente avete ampliato la gamma di prodotti forniti dall’ azienda, con l’apertura di un distributore di biometano per autotrazione, in un progetto (che potremmo definire “dalla stalla al motore”) di vera e propria economia circolare nel quale il biometano, nel caso di questo segmento aziendale, rappresenta il prodotto finale. Come è nata l’idea di aprire l’impianto? Come è ottenuto il biometano ?

Dalla volontà di avere un’azienda con una sua economia circolare e perché crediamo nelle energie rinnovabili. Il biometano viene prodotto dalla digestione di sottoprodotti dell’agricoltura e reflui zootecnici che producono biogas che, a sua volta, viene purificato da un processo di upgrading dando origine al metanoBio puro al 99% circa.

Oltre che per l’origine del metano in cosa differisce il vostro impianto rispetto ai normali impianti ?

È un metano bio da fonti rinnovabili e non di origine fossile e per questo si tratta di un impianto vivo che va alimentato e che ha dei tempi suoi per produrre di continuo metanobio, che essendo vivo ha una gestione costante e quotidiana.

Quali sono per voi e per i vostri clienti i vantaggi dall’apertura dell’ impianto ?

Alimentare i nostri mezzi a metano e dare un servizio al cittadino potendo fare un rifornimento più green e sicuramente ad un prezzo, al momento, competitivo.

Nonostante ci siano dei costi di gestione riusciamo tuttavia  ad avere un prezzo più  conveniente perché di auto produzione, e che non dipende dalla fornitura di “altri”.

I vantaggi del nostro impianto sono tangibili sia dal punto di vista economico che da un punto di vista etico,  utilizzando ed immettendo nella rete dei trasporti un biocarburante che nasce da quello che potrebbe essere considerato solamente uno “scarto” dell’agricoltura e del nostro allevamento.

Qual è la produzione giornaliera e quante auto riuscite a rifornire?

Siamo autorizzati per la produzione di 86 mc/h, quindi con una capacità di circa cento macchine al giorno.

Ritiene che il biometano possa rappresentare un punto di partenza, almeno in parte, per far fronte alla crisi energetica ?

Un piccolissimo passo, fatto in modo indipendente, anche se riteniamo che per far fronte alla crisi energetica non basti l’impegno del singolo. Tuttavia investire in energie rinnovabili ad oggi risulta essere l’impegno a cui tutti coloro che hanno le possibilità dovrebbero a nostro parere dedicarsi. Anche per questo motivo noi abbiamo fatto questa scelta.