DAGLI SCARTI TESSILI NASCE L’INSTALLAZIONE ARTISTICA

Realizzata dagli studenti dell’Accademia Costume & Moda di Milano, l’opera è il risultato di un progetto per sensibilizzare al riuso creativo e alla circolarità.

AMBIENTE
Susanna Bagnoli
DAGLI SCARTI TESSILI NASCE L’INSTALLAZIONE ARTISTICA

Realizzata dagli studenti dell’Accademia Costume & Moda di Milano, l’opera è il risultato di un progetto per sensibilizzare al riuso creativo e alla circolarità.

Si chiama Plot ed è un’opera realizzata con scarti dell’azienda tessile, che hanno trovato una nuova forma e una vita artistica. Si tratta di un’installazione tessile coinvolgente, concepita come un percorso tra differenti architetture, che invita lo spettatore a ‘entrare’, a toccare i suoi morbidi intrecci di lana e cashmere. Plot infatti è esposta fino al 22 luglio nella sede dell’Accademia Costume & Moda di Milano. E proprio un gruppo di studenti dell’Accademia l’ha realizzata con la direzione dell’artista Francesca Pasquali e grazie al coordinamento di Santo Costanzo, il docente che ha guidato tutte le fasi del lavoro dei ragazzi.

L’opera è il risultato finale di un workshop dedicato al riuso creativo, un progetto del consorzio Detox di Prato, per sensibilizzare il sistema moda sulle possibilità dell’economia circolare, un’azione per ottenere una maggiore attenzione e un cambiamento di approccio, da parte del sistema moda, alle tematiche della circolarità nella produzione tessile e abbigliamento. “Con la realizzazione di quest’opera vogliamo offrire ai giovani talenti, che si apprestano a lavorare nella moda, un’esperienza immersiva nel materiale tessile riciclato affinché la loro creatività sia sempre più orientata verso un pensiero circolare, con l’obiettivo di sperimentare da subito l’importanza di un reale EcoDesign” ha detto Andrea Cavicchi, Presidente del Consorzio Detox.

Il lavoro è partito a febbraio con un approfondimento dei cicli di produzione tessile e delle strategie di sostenibilità delle aziende del Consorzio anche attraverso visite agli impianti di produzione dell’artista. Poi il lavoro, ideato da Francesca Pasquali è stato coordinato da Costanzo che ha guidato gli studenti tra le trame e le tessiture, per arrivare all’installazione, impiegando preziosi scarti tessili risultati dalle produzioni delle aziende che fanno parte del Consorzio Detox. Per realizzare l’opera sono stati utilizzati circa 350 kg di scarti di filatura, ritagli di magazzino, cimose, frasami e ritagli di campionario originati dai processi produttivi delle aziende Antilotex Flock Italia, Archè, Azeta Filati, Berto Industria  Tessile,  Candiani Denim, Casati Flock, Emmetex, Progetto Lana, Lanificio dell’Olivo, Texcene, Texmoda, Jersey Mode.

Dai grovigli di trame tessute, dal lento lavorio di mani e braccia, dai lunghissimi filamenti di cotoni e lane, gli studenti nel corso di questi mesi hanno dato vita a sinuosi intrecci di morbidi tessuti che invadono e abitano lo spazio in tutta la loro tridimensionalità – spiega Francesca Pasquali – la materia di scarto, un tempo sterile e priva di valore, se non inserita in un processo di recupero, acquista così nuova vita, riscattando la sua essenza”. E aggiunge Furio Francini, amministratore delegato dell’Accademia Costume & Moda, “Crediamo che sia fondamentale per le nuove generazioni avvicinarsi a 360 gradi al tema della sostenibilità, poiché saranno loro che dovranno risolvere i problemi ereditati dal sistema economico di oggi. Creatività, innovazione ed eccellenza artigianale sono alcuni dei punti cardini per identificare alcune delle possibili soluzioni”.