DAI RIFIUTI ALL’HOTEL

È il Recycled Ocean Plastic Resort, una struttura ricettiva di bioarchitettura ed ecodesign. Un’idea rivoluzionaria che contribuirebbe anche alla riduzione dell’inquinamento da plastica in un’area dell’oceano Indiano fortemente compromessa.

AMBIENTE
Sara Stefanini
DAI RIFIUTI ALL’HOTEL

È il Recycled Ocean Plastic Resort, una struttura ricettiva di bioarchitettura ed ecodesign. Un’idea rivoluzionaria che contribuirebbe anche alla riduzione dell’inquinamento da plastica in un’area dell’oceano Indiano fortemente compromessa.

Coniugare ricerca, turismo e sostenibilità non è un’utopia, è una possibilità. Lo dimostra il progetto nato nello studio di Margot Krasojević, architetta e psicologa sperimentale non nuova a lanciare sfide per costruzioni e interventi futuristici dedicati ai temi della sostenibilità. La sua opera questa volta è un avveniristico hotel galleggiante – Recycled Ocean Plastic Resort – composto dai rifiuti raccolti nell’Oceano Indiano. Una costruzione ancora in fase di progettazione, ma che in un domani piuttosto vicino potremmo soggiornarci recandoci non lontano dalla costa australiana della West Island.

Una struttura ricettiva di grandi proporzioni realizzata raccogliendo e utilizzando le ingenti quantità di plastica trasportate ogni giorno dalle correnti marine e che ogni anno si riversano al largo del continente australiano. Un progetto che rappresenta un punto di partenza fondamentale per capire come raccogliere questi rifiuti e utilizzarli in modo costruttivo. Un luogo interamente ottenuto assemblando bottiglie, pneumatici e oggetti di varia natura altrimenti dannosi per l’ecosistema circostante. E questo sarà possibile anche grazie all’utilizzo di un apposito software in grado di identificare il movimento dei rifiuti nel mare e mediante la creazione di sofisticate infrastrutture capaci di convogliare i rifiuti all’interno di uno spazio definito.

Gli ingegneri, gli architetti e i ricercatori che hanno lavorato al progetto hanno sviluppato una soluzione per affrontare il problema dell’inquinamento degli oceani in maniera ecologica e sostenibile, dove l’accumulo dei rifiuti serviranno da base galleggiante per l’intera struttura turistica. Sarà una sorta di isola costituita da sacchi di rete realizzati con la plastica riciclata derivata dai rifiuti raccolti nell’Oceano e l’intera struttura sarà ancorata al fondo dell’oceano, mentre sabbia e limo verranno depositati sulla zattera galleggiante di plastica per rendere l’isola ospitale.

Sul suolo verranno invece piantate delle mangrovie le cui radici cresceranno attorno ai sacchi di plastica riciclata per creare una struttura stabile. Le mangrovie, piante che si sviluppano lungo le coste marine tropicali principalmente nei pressi di litorali bassi, sono infatti spesso utilizzate per la loro capacità “ancorante” e per la loro resistenza come metodi di difesa dalle inondazioni. L’hotel offrirà una serie di stanze coperte e di aree esterne da campeggio, mentre le docce utilizzeranno acqua di mare filtrata e distillata pompata nella struttura grazie all’energia solare. L’intera isola quindi sarà un progetto altamente sostenibile capace di recuperare le plastiche inquinanti sparse per l’Oceano pacifico e, al tempo stesso, per proteggere una delle zone più affascinanti e in pericolo del globo.