Degustare e camminare: il binomio ideale del "turismo lento"

Un nuovo progetto turistico che promette di essere un successo per la valorizzazione dell’Italia centrale.

TURISMO
Pamela Preschern
Degustare e camminare: il binomio ideale del "turismo lento"

Un nuovo progetto turistico che promette di essere un successo per la valorizzazione dell’Italia centrale.

“Vini e cammini”. È questo il nome della nuova iniziativa che mira a promuovere il cosiddetto “slow tourism” e le specialità enogastronomiche del centro Italia. Godersi splendidi paesaggi naturali all’aria aperta, assaporare le prelibatezze culinarie del territorio sono piaceri che già da qualche anno attirano diversi visitatori nazionali e non nel nostro paese e che “Vini e cammini” vuole non solo mantenere ma anche incentivare.

Di cosa si tratta

Il progetto è stato presentato nel corso dell’ultima edizione del Vinitaly di Verona ed è finanziato dal ministero del Turismo. Con un budget di 1 milione e 700mila euro, mira a comunicare e promuovere il turismo lento nelle regioni centrali del nostro paese, in particolare Umbria, Lazio, Marche, Toscana ed Emilia Romagna valorizzando i loro paesaggi e la loro ricchezza enogastronomica. Tra gli obiettivi recuperare e dare visibilità ai suggestivi cammini religiosi, di cui è ricco il centro Italia: dalla via Francigena con le sue ventuno tappe, il cammino dei Cappuccini, nelle Marche, che per un totale di 17 tappe si estende da Pesaro e Urbino ad Ascoli Piceno passando per Camerino.

A questi si aggiunge il Cammino di San Benedetto che unisce Norcia, luogo natale del Santo, Subiaco e l’Abbazia di Montecassino e il Cammino di Francesco oggetto di valorizzazione di “Vini e cammini”. Si tratta di un percorso di 500 chilometri che nella prima tappa, la via del Sud, comincia dall’Appennino toscano presso il Santuario de La Verna (in provincia di Arezzo) e poi scende verso Gubbio per concludersi ad Assisi; nella seconda tappa, invece, la Via del Nord, parte dalla città di Roma e seguendo il corso del Tevere arriva presso la Valle Santa di Rieti, per poi continuare per il santuario di Greccio, conosciuto per essere il luogo di nascita del presepe. Attraversando la Valnerina sino alla valle di Spoleto e ha, ovviamente, l’ultima tappa conduce alla città di Assisi.

Lo “slow tourism” in Italia

Non solo Umbria, Lazio, Marche, Toscana ed Emilia Romagna sono coinvolte nella valorizzazione del turismo lento: con l’iniziativa “Scopri l’Italia che non sapevi, curata dal Ministero del Turismo in collaborazione con le Regioni italiane, per dar luce ai suggestivi itinerari che si dipanano lungo la nostra penisola, ma anche a far conoscere le tradizioni culinarie locali. Nascono così due progetti interessanti, scopriamo qualcosa in più.

Un esempio è “Cammini Aperti”, evento organizzato dalla Regione Umbria gli scorsi 13 e 14 aprile 2024 per scoprire passeggiando nel verde angoli a molti sconosciuti della nostro paese e che ha visto protagonisti 42 itinerari (2 per ogni Regione e Provincia Autonoma). Si tratta di un’iniziativa aperta a tutti, nel pieno rispetto dei valori dell’accessibilità e con un format delle escursioni standard: ad anello con lunghezza compresa tra i 6 e i 10 km e con un dislivello non superiore ai 300 metri.

Piccola ma non per questo tra le meno apprezzate delle regioni nostrane, grazie alle sue ricchezze naturali e culturali, l’Umbria si è dimostrata all’avanguardia per la promozione di un turismo sostenibile e un attrattore turistico per l’intero Paese. Questo progetto dedicato ai cammini, in particolare, fa da apripista ad altri che puntano a sviluppare la rete dei cammini religiosi e dei sentieri naturalistici, preservando i contesti territoriali e le loro peculiarità.

In tema di esperienze gastronomiche invece è la Toscana a giocare il ruolo di leader con un altro progetto interessante, “Aromi d’Italia”; un turismo lento non può prescindere da esperienze enogastronomiche che si concentrano non solo sui sapori, ma anche sui profumi della cucina tradizionale per un’esperienza coinvolgente e avvolgente alla ricerca di un passato che sembrava dimenticato.

L’iniziativa, include prevede anche un tour tra aprile e maggio 2024, “Drive My Tasting, a bordo di un bus dotato di una cucina professionale e tavoli per una trentina di persone che condurrà i visitatori alla scoperta del belpaese da nord a sud (isole comprese), offrendo agli ospiti piatti bevande e paesaggi tipici della tradizione enogastronomica di ogni regione attraversata. Un’esperienza a 360 gradi e a 5 sensi.

In Italia il turismo lento (sia a piedi che in bicicletta)  risulta il preferito tra i paesi europei, per una vacanza rilassata, come dimostrano i circa 3,6 milioni di praticanti; in particolare connazionali italiani scelgono soprattutto il Trentino-Alto Adige, seguito da Toscana, Umbria e Sicilia i francesi e gli inglesi sembrano preferire la Sicilia e poi la Toscana, mentre i tedeschi la Toscana, seguita dalla Sicilia.

A tal proposito il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha dichiarato: “Il turismo lento rappresenta un segmento in forte ascesa che favorisce anche la sostenibilità soprattutto in termini di destagionalizzazione, decongestione dei flussi e creazione di nuove opportunità di lavoro. In più, è un modo di viaggiare che ben si sposa con l’enogastronomia, fattore identitario noto in tutto il mondo e dal fortissimo potere di attrazione per i turisti italiani e stranieri. Mettere a sistema i cammini come prodotto turistico, con loro specifiche identità e omogeneità, è una delle sfide che il governo si pone in ambito turistico.

Ivana Jelinic, Presidente e Ceo di Enit, ha invece espresso il suo punto di vista sull’importanza di sviluppare il turismo legato ai cammini sostenendo che [ …] questa forma di turismo offre un’esperienza unica, arricchente e sostenibile sia per i viaggiatori che per le comunità locali. I cammini sono un patrimonio culturale e spirituale di inestimabile valore e permette di promuovere la conservazione e la valorizzazione di percorsi storici e culturali.

Il Touring Club Italiano auspica di poter aggiornare nei prossimi anni il censimento ampliando il numero di cammini considerati, con lo scopo di prendere sempre più consapevolezza dell’importanza di questo tipo di turismo. Da praticare con le giuste pause per fare di una vacanza un’esperienza rilassante e piacevole.