DELFINI “ACCATTONI” NELLE ACQUE AUSTRALIANE

I cetacei chiedono cibo alle barche da diporto e insegnano ai loro simili a fare altrettanto, con grossi rischi per la loro salute.

AMBIENTE
Maria Carla Ottaiano
DELFINI “ACCATTONI” NELLE ACQUE AUSTRALIANE

I cetacei chiedono cibo alle barche da diporto e insegnano ai loro simili a fare altrettanto, con grossi rischi per la loro salute.

La dottoranda australiana, Léonie Huijser, se ne stava placida sulla baia di Moreton al lavoro sulla sua tesi incentrata sulla struttura sociale della popolazione di tursiopi che vivono nelle acque al largo della città di Brisbane, in Australia.

Ad un certo punto si è resa conto che un gruppetto di delfini sotto la sua osservazione reiterava un insolito e preoccupante comportamento.

I cetacei in questione, infatti, continuavano ad avvicinarsi in maniera inconsueta e sospetta ad alcune delle barche ormeggiate nella baia.

La ragione è stata chiara a Huijser dopo qualche giorno: il gruppetto di delfini andava cercando di rimediare cibo “a scrocco”.

Non solo, la giovane dottoranda ha notato anche che la scelta delle barche da attorniare per la questua collettiva era tutt’altro che casuale: non le barche dei pescatori che ben sanno come comportarsi con i simpatici amici cetacei, bensì quelle da diporto a bordo delle quali, ignari gitanti del mare, più facilmente si lasciavano irretire dalla corte degli astuti cetacei.

La faccenda potrebbe risultare faceta ma così non è: quel cibo appetitoso e facile da ottenere non è affatto salutare per i cetacei in quanto povero dal punto nutrizionale per le loro esigenze e, se accumulato in grosse quantità, capace di provocare problemi all’apparato digerente di questi mammiferi del mare.

delfini accattoni

A ciò va aggiunto che i delfini sono capaci di insegnare il comportamento “scorciatoia” ai loro simili innescando così una catena che metterebbe la specie in condizione da non poter più supplire autonomamente alla propria sopravvivenza come invece è giusto che accada.

Non a caso, nella baia di Moreton è severamente vietato dare da mangiare ai delfini o agli altri pesci, ma l’ignoranza dei diportisti da un lato e la carenza di controlli dall’altro, hanno evidentemente consentito ai grossi cetacei di imparare a elemosinare il cibo.

Finora l’analisi dei tursiopi di Moreton portata avanti dalla dottoranda australiana ha individuato tre diversi gruppi che praticano l’elemosina.

Molti di questi esemplari, tra l’altro, portano sul corpo i segni di scontri con le barche, e cicatrici dovute al fatto di essere rimasti incastrati in una rete da pesca o in una lenza, il che significa che i cetacei hanno impiegato un po’ di tempo a distinguere le barche innocue da quelle pericolose.

Le osservazioni di Huijser sono state trasposte ora in uno  studio pubblicato dalla University of Queensland presso cui la dottoranda è iscritta, che adesso fornirà indicazioni importanti per mettere in atto misure adeguate a scoraggiare tanto i delfini quanto gli umani da un’interazione apparentemente innocua ma in verità assai dannosa.