DESTINAZIONE MONDO: NICOLE E PIETRO ABBRACCIANO UNA VITA ITINERANTE

Partiti da Massa nel 2018, i due fidanzati vivono con 10 euro al giorno senza mai aver preso un aereo. Esploratori del mondo si muovono senza schemi fissi, ogni giorno girano random e vivono carpe diem.

TURISMO
Francesca Franceschi
DESTINAZIONE MONDO: NICOLE E PIETRO ABBRACCIANO UNA VITA ITINERANTE

Partiti da Massa nel 2018, i due fidanzati vivono con 10 euro al giorno senza mai aver preso un aereo. Esploratori del mondo si muovono senza schemi fissi, ogni giorno girano random e vivono carpe diem.

La testa la mettiamo a posto ogni sera in un luogo diverso e dalle nuvole scendiamo ogni volta che l’aereo atterra in un nuovo paese”. Rispondono così Nicole Salteri e Pietro Porcu alle ripetute domande che parenti, amici e sconosciuti facevano, a cadenza random, prima che i due abbandonassero la routine quotidiana e gli schemi fissi per diventare esploratori del mondo. O meglio, per dirlo in tre parole, per diventare “Ricordati il giacchetto”. Chi ha detto che il requisito imprescindibile ed essenziale per visitare il pianeta siano i soldi? Più o meno tutti. I soliti che ogni giorno sostengono e accompagnano i luoghi comuni e il famoso “sentito dire” alle canoniche frasi che Niki e Piè, fidanzati nella vita e coinquilini esploratori e amici del web dal 2018, si sono sentiti ripetere fin quando non sono riusciti a realizzare quello che la maggior parte delle persone definiva impossibile: assaporare il qui e ora, attimo per attimo, in un continuo, magnifico viaggio itinerante. E se la mente (e le molto facili ma poco velate illazioni) farebbero subito pensare a benestanti, figli di papà o influencer senza arte né parte vi dico subito che siete fuori strada. Sì perché non tutti sarebbero capaci di vivere per tre anni consecutivi ospiti del pianeta spendendo solo 10 euro al giorno. E, soprattutto, perché non tutti accetterebbero di lavorare 12 ore al giorno in una fabbrica di pesce in Islanda smistando pancali di arringhe a temperature glaciali o condividendo spazi, luoghi comuni o lavoretti di fortuna alternando autostop a mezzi di fortuna in Thailandia.

E poi, sarebbero davvero tutti capaci di vivere la vita a bordo di un van con un solo zaino a spalle o di arrivare in Indocina dall’Italia senza mai prendere un aereo? La maggior parte di noi definirebbe follia ciò che per loro è ossigeno puro. Loro che hanno voluto con tutte le forze scongiurare una vita cadenzata da ritmi scanditi, obblighi imposti e da una letale routine che lascia spesso spazio ad un senso di incompiutezza. E dunque? Che fare?

“Vogliamo sopravvivere o vogliamo vivere felici?”. Se lo sono chiesti a 20 e 23 anni Nicole e Pietro, originari di Pietrasanta e Massa, che, fino al fatidico momento del loro “lancio nel vuoto” si erano sentiti letteralmente in una morsa sopraffatta da lavori stagionali e lezioni universitarie. Dove erano finite quelle ambizioni da sempre motore e benzina della loro infanzia? Che fine aveva fatto il sogno di visitare il mondo intero? Oggi quei due, che anni fa discettavano con non pochi timori e riflessioni sulla opportunità della loro scelta, vivono da tre anni una vita itinerante, affrontano ogni giorno – che non è mai simile al precedente – a bordo di un van camperizzato con le loro mani accogliendo con gratitudine e stupore il privilegio di non avere “capi o padroni” ma soprattutto arricchendosi quotidianamente togliendo pochi spiccioli dalle loro tasche.

La mission? Insegnare agli altri come imitarli. Sì, perché il loro obiettivo – coadiuvato da video accattivanti, un canale YouTube attivissimo e una pagina Instagram seguita da olte 13mila persone – è spiegare alle persone comuni che è possibile viaggiare anche con pochi soldi non rinunciando a punti fissi e sicurezze. Basti pensare che i due “giacchetti” – attualmente in Islanda dove hanno trascorso anche il periodo più tosto della pandemia – in soli 7 mesi hanno percorso oltre 35mila chilometri in Asia spendendo dieci euro a testa con tanto di motorino comprato in Vietnam e rivenduto in Laos dopo aver attraversato in sella Vietnam e Cambogia. E come non ricordare i mesi in tenda in Olanda e in Marocco, i lavoretti all’alba nei vigneti e nei campi o la paga ad ore per allevare le mucche e gli altri animali della fattoria? E ancora la Russia on the road, la traversata del deserto, un panino con macinato di dromedario mangiato al volo quando in tasca era rimasto solo un euro e lavori stagionali con contratto regolare che hanno permesso ai due ragazzi di rimpinguare le tasche per poi continuare a viaggiare.

Ma non è sempre tutto semplice. Freddo, gelo, le frontiere chiuse a causa dell’emergenza sanitaria e ancora i pensieri e gli affetti lontani. “Ma viaggiare e arricchirci ogni giorno di nuove persone ed esperienze aiuta a vedere i problemi da un’altra prospettiva – dicono Niki e Piè -. Certe cose non si possono evitare, la sofferenza è parte integrante della vita e una delle poche cose che accomuna ogni essere vivente. Allo stesso modo non sappiamo quanto duri la nostra felicità ma sappiamo solo che per ora siamo qua. Scoprendo insieme ogni giorno un mondo nuovo.