DISSUASORI ANTISTRASCICO “MADE IN SARDEGNA”

In Sardegna un progetto per l’utilizzo dei residui della coltivazione del marmo.

AMBIENTE
Maurizio Orrù
DISSUASORI ANTISTRASCICO “MADE IN SARDEGNA”

In Sardegna un progetto per l’utilizzo dei residui della coltivazione del marmo.

La Fondazione MedSea (Mediterranean Sea and Coast foundation) con il supporto tecnico scientifico dell’Università degli Studi di Cagliari (Dipartimento di Ingegneria civile ambientale e Architettura) stanno approntando delle particolari e sofisticate soluzioni antistrascico ricavate originariamente dagli scarti della lavorazione del marmo in Sardegna.

Lo scopo della nobile e significativa azione, si materializza adoperando enormi blocchi di marmo di Orosei destinati alla discarica. Questo particolare progetto si denomina “Poseidone”, che ha come dichiarato obiettivo lo strascico illegale nelle aree protette, che causano danni irreparabili alla posidonia e ai fondali marini.

Il Progetto

Il Progetto prevede che verranno adoperati una sessantina di dissuasori in calcestruzzo posizionati a 35 metri di profondità.  Questo progetto sarà attivato per il momento lungo le coste di Orosei. L’attività estrattiva del marmo in Sardegna ha una lunga e specifica tradizione che comporta una quantità considerevole di scarti. Infatti oltre 100 milioni di metri cubi di materiali marmorei di ottima qualità che rimangono inutilizzati.

Materiali che vengono utilizzati in aree sensibili per la protezione dell’ambiente e proteggendo la posidonia e il paesaggio marino.” I vantaggi – spiega Mauro Coni coordinatore del Progetto e referente del Dipartimento Ingegneria civile e ambientale- sono legati anche alla litologia originaria del mare e al contesto paesaggistico del Golfo di Orosei, caratterizzato da numerosi macigni e blocchi calcarei derivanti dal disfacimento delle falesie”.

Dissuasori

Anche Alessio Satta Presidente della Fondazione Medsea spiega il Progetto “La pesca a strascico è una pratica altamente dannosa per gli ecosistemi marini. Le reti trascinate lungo il fondale asportano e distruggono indiscriminatamente ogni forma di vita che incontrano lungo il loro percorso: pesci, invertebrati, coralli, alghe e, in particolare la posidonia. Queste reti, come una ruspa, appiattiscono e raschiano i fondali marini, cancellando ogni rifugio per la fauna e compromettendo l’equilibrio delicato degli ecosistemi marini. Il risultato è un ambiente desolato e devastato, dove le comunità biologiche originarie faticano a ristabilirsi, richiedendo lunghi sforzi significativi per la loro rigenerazione”.

Dissuasori antistrascico

Questo in estrema sintesi l’idea di progettare particolari dissuasori antistrascico “Made in Sardegna” utilizzando lo scarto delle cave di marmo. Infatti queste rocce vengono dotate di particolari arpioni flessibili, progettati per bloccare le reti e rilasciare in modo controllato i cavi dei natanti. Questo segmento del progetto è stato predisposto dall’Azienda “Sardegna Marmi” che ha supportato il progetto fornendo materiali e logistica. Positive le considerazioni dell’Assessore all’Ambiente di Orosei Giacomo Masala” Le positive conseguenze sono facilmente intuibili, nell’ottica della cosiddetta economia circolare”. Del progetto si sta occupando anche la rivista internazionale “National Geografic”. Attendiamo con ansia risultati  positivi  e sviluppi sul tema mare.