Disturbi alimentari, guardarsi senza paura: ecco il percorso

Un problema che riguarda nel 30% dei casi i maschi: il Centro Dai di Città della Pieve riapre e lancia “un’estate che può cambiare la vita”

Città della Pieve – Nel periodo estivo il Centro Dai e Obesità di Città della Pieve dell’Usl Umbria 1 torna ad accogliere ragazze e ragazzi tra i 12 e i 18 anni provenienti da tutta Italia, offrendo un percorso intensivo dedicato al trattamento dell’obesità e del disturbo da alimentazione incontrollata. Un programma strutturato che combina cura, movimento, educazione alimentare, laboratori esperienziali e sostegno psicologico, con attività concentrate nei mesi estivi e follow-up durante l’anno scolastico.

Parallelamente, il centro porta avanti gruppi mensili e interventi in day hospital per consolidare i progressi raggiunti. L’accesso al percorso avviene tramite impegnativa del pediatra o del medico di medicina generale, che attivano la prima visita e definiscono l’iter riabilitativo, eventualmente comprensivo della fase residenziale estiva. Il bisogno di servizi strutturati è confermato dai dati del Ministero della Salute: in Umbria sono 13.569 le persone tra i 12 e i 45 anni affette da anoressia, bulimia o disturbi da alimentazione incontrollata. Le donne rappresentano 9.580 casi, gli uomini 3.989. Colpisce soprattutto la fascia più giovane: il 20% dei pazienti tra i 12 e i 17 anni è maschio, segno che i disturbi alimentari non sono più una patologia esclusivamente femminile.

«Questi numeri sono solo la punta dell’iceberg», spiega Paola Antonelli, responsabile della rete Dca dell’Usl Umbria 1. L’età di esordio si sta abbassando e nel post-pandemia le richieste di aiuto sono triplicate. Da qui l’urgenza di interventi precoci e multidisciplinari, capaci di modificare lo stile di vita e sostenere i ragazzi nella fase evolutiva. Le giornate al Centro Dai alternano gruppi psicologici e nutrizionali, riabilitazione in acqua, ippoterapia, fisioterapia, yoga, tai chi, bioenergetica, danzamovimentoterapia, nordic walking, laboratori di cucina e attività sensoriali.

L’obiettivo è costruire una routine sana e sostenibile, superando l’idea della “dieta” per favorire un rapporto più libero e consapevole con il cibo. Un’attenzione particolare è dedicata alla percezione corporea, spesso distorta nei giovani con difficoltà alimentari. Tra gli strumenti utilizzati spicca la “Terapia dello specchio”, che aiuta a osservare il proprio corpo senza giudizio. Spazio anche all’educazione digitale: i ragazzi imparano a riconoscere i meccanismi dei social che alimentano modelli estetici irrealistici, sviluppando un uso più critico e meno dannoso delle piattaforme

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