È L’IDROGENO VERDE IL VERO COMPIMENTO DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA

I progressi aggiornati e raccontati da tre casi emblematici offerti dal mondo dei trasporti, della logistica e della navigazione.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
È L’IDROGENO VERDE IL VERO COMPIMENTO DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA

I progressi aggiornati e raccontati da tre casi emblematici offerti dal mondo dei trasporti, della logistica e della navigazione.

La transizione, abbinata a resilienza, è la parola probabilmente tra le più ricorrenti nella politica e nell’economia, e anche nella vita quotidiana, da quando è stata assunta per qualificare il Piano Nazionale (Pnrr appunto). Un piano al quale sono state affidate le speranze – con impegni e scadenze che richiamano a forti responsabilità – di un New deal (o nuovo corso) europeo. Transizione e resilienza, si badi bene, come parole chiave per affrontare, in prospettiva globale, lo scenario di un mondo nel quale è in itinere una post pandemia incerta tra vaccini e varianti. Tre sono comunque le colonne portanti di questa svolta epocale: transizione digitale, transizione energetica e inclusione sociale.

Ma attenti, la scelta della parola transizione non è casuale essendo al contempo comprensiva di quello che si vuole intendere: non un percorso a strappi ma per step, per tappe, una dopo l’altra, perché, è ben chiaro il rischio, da più parti paventato, di causare, in un avventato passaggio traumatico, tra il vecchio e il nuovo, la desertificazione produttiva e di conseguenza sociale. L’esatto opposto cioè di ogni buona intenzione. Chiarito questo concetto, ponendo il focus oggi sulla transizione energetica, entra a gamba tesa nella nostra quotidianità un’altra parola che fino a poco tempo fa, nell’immaginario collettivo e non certo tra gli studiosi, sapeva più di fantascienza che di realtà, l’idrogeno, diventata l’eldorado non più leggendario della fonte energetica di un futuro che è già tra noi.

Per entrare nel vivo della attualità aggiornata riprendo tre eventi che possono offrire un quadro su quello che sta accadendo nel mondo dei trasporti e della logistica, in terra e in mare. Il primo è il debutto del primo camion a idrogeno in Italia. Il suo nome è Nikola 3. È il primo truck pesante adatto alle lunghe distanze con motore alimentato a idrogeno. Interpretando correttamente il significato di transizione, la Gruber Logistics altoatesina sta già prendendo le misure perché Nikola 3 operari a fianco della flotta già da un anno convertita a GNL, gas naturale liquido. L’Italia – si è anche osservato – parte facilitata dall’esistenza a Bolzano di un importante centro dell’idrogeno, uno dei più avanzati al mondo. Da aggiungere che nei trasporti l’utilizzo dell’idrogeno è considerato il domani prossimo poiché non ha necessità di pesanti batterie di immagazzinamento della corrente elettrica o di enormi serbatoi a bassissima temperatura (motori a GNL) ma solo di fuel cel (pila a combustibile). E le emissioni sono pari a zero perché rappresentate solo da vapore acqueo.

Spostandoci in mare, si trova la prima nave a idrogeno che sta facendo il giro del mondo. È il catamarano Energy Observer. Lasciando le Hawaii il 20 giugno ha dimostrato che la sua autonomia energetica è incredibile: 3.366 miglia nautiche (velocità media: 5,6 nodi) percorse per attraversare l’Oceano Pacifico. Da quando ha lasciato il porto di Saint-Malo nel 2017, il catamarano ha iniziato un viaggio di 7 anni che continuerà fino al 2024. Arrivato in Nuova Caledonia il 16 luglio scorso, ha già percorso oltre 40.000 miglia nautiche e ha fatto 68 scali in 30 Paesi. La sua missione è di superare i limiti delle tecnologie a emissioni zero. Idrogeno, solare, eolico e idrogenerativo, sono tutte le soluzioni in fase di sperimentazione per rendere le energie pulite una realtà per tutti.

Infine il caso di Msc, Fincantieri e Snam che si sono messe insieme per progettare e costruire la prima nave da crociera al mondo alimentata a idrogeno, con la Msc impegnata a raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni per le operazioni della sua flotta entro il 2050. A unire le forze sono, come si vede, tre colossi: la società proprietaria del terzo brand crocieristico più grande al mondo, uno dei più grandi gruppi cantieristici mondiali e uno dei principali operatori internazionali di infrastrutture energetiche.

È convinzione diffusa che è prossima la nuova era energetica dell’idrogeno dopo quella del petrolio destinata a chiudersi, ma i problemi da risolvere sono ancora tanti perché, come si sa, per quanto abbondantissimo nell’Universo, sulla Terra è possibile trovare l’idrogeno solo legato ad altri elementi, come nell’acqua (idrogeno e ossigeno) o negli idrocarburi (idrogeno e carbonio). Bisogna insomma ricorrere ad altra energia per produrlo con un costo economico e anche ambientale. Per questo la comunità scientifica e tecnologica è impegnata per rendere l’idrogeno verde – ottenuto separandolo dall’acqua con un processo di elettrolisi alimentato da energia rinnovabile, davvero a impatto zero – più facile da produrre e più economico. Grazie agli enormi progressi, comunque, il traguardo del vero compimento della transizione energetica sembra sempre più vicino.

Suggeriti
APPROFONDIMENTO
LE PAROLE DEI POTENTI E I FATTI DELL’AMBIENTE
Il fallimento del G20: gli obiettivi ambiziosi e le speranze disattese. Un danno per l’ambiente e per il futuro dei nostri giovani.
APPROFONDIMENTO
AMBIENTE : NEL 2001 FU LANCIATO L’ALLARME. NESSUNO LO HA ASCOLTATO
Cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico, necessità di modelli economici e di consumo fondati sul riciclo, in una parola sostenibilità. Il movimento No Global, che da Seattle a Genova tra il vecchio e il nuovo secolo chiedeva questo cambiamento. Da Genova abbiamo perso vent’anni.