ENERGIE RINNOVABILI: L’UNIONE FA LA FORZA!

In programma lo sviluppo di un nuovo Partenariato europeo per la ricerca e lo sviluppo nel settore del solare fotovoltaico.

AMBIENTE
Pamela Preschern
ENERGIE RINNOVABILI: L’UNIONE FA LA FORZA!

In programma lo sviluppo di un nuovo Partenariato europeo per la ricerca e lo sviluppo nel settore del solare fotovoltaico.

Gestire risorse, competenze e investimenti per sostenere l’industriale europea nel settore del fotovoltaico attraverso uno strumento ad hoc. È questo il nuovo Partenariato europeo per l’energia solare fotovoltaica che dovrebbe prendere il via nel 2025, come annunciato dalla Commissione, e su cui si stanno riversando le aspettative di molti per risolvere le sfide del settore.

Alla base della ricerca e innovazione, la partnership rappresenterà il pilastro dell’Alleanza europea dell’industria solare fotovoltaica, approvata nel dicembre dello scorso anno per far crescere la produzione di moduli e componenti solari innovativi in Europa riunendo attori industriali, istituti di ricerca, associazioni di consumatori, ONG e altre parti interessate. L’Alleanza è figlia della Strategia dell’UE per l’energia solare pubblicata nel maggio 2022, sviluppata nell’ambito del Piano REPowerEU, volto alla promozione delle rinnovabili. Dalla collaborazione tra Commissione europea ed enti pubblici e/o privati ci si attende uno strumento efficiente in grado di superare frammentazione ed evitare duplicazioni di sforzi. L’esecutivo europeo finora ha lanciato diverse di queste alleanze, proponendone dieci nuove lo scorso luglio tra cui quella per il solare fotovoltaico.

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Cosa è

Il nome ufficiale di questo progetto è European Co-Programmed Partnership on Solar Photovoltaics (PV)

L’obiettivo è quello di promuovere ricerca e innovazione nell’industria fotovoltaica lungo l’intera catena del valore e di accrescere la capacità di produzione di questa fonte di energia. Si porrà come il pilastro dell’Alleanza europea dell’industria solare fotovoltaica. Non si tratta solo di procedere nella decarbonizzazione delle economie europee ma anche di contrastare la dipendenza dalla Cina da cui dal 2018 al 2022 la spesa per l’importazione di energia solare è quadruplicata, passando da poco più di 5 a oltre 20 miliardi di euro.

La logica è la stessa del Partenariato europeo per le batterie: acquistare autonomia nei confronti di altri attori globali.

I settori di investimento del Partenariato

Il focus del partenariato sarà in particolare sullo sviluppo di: tecnologie per celle e moduli fotovoltaici di nuova generazione, applicazioni innovative del fotovoltaico ad esempio nell’agricoltura, negli edifici fino al fotovoltaico galleggiante, integrazione nei sistemi flessibili di generazione di energia, circolarità nel ciclo di vita degli impianti fotovoltaici.

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Il ruolo delle imprese

Entro la data di avvio della partnership l’industria europea dovrà esser pronta a contribuire alla progettazione della strategia europea di ricerca e innovazione aderendo a un accordo con la Commissione per definire obiettivi, impegni, indicatori di prestazione, risultati e partecipando con fondi propri allo sviluppo di attività coerenti con l’Alleanza europea dell’industria solare fotovoltaica.

La relazione con altri partenariati

In materia di energia pulita esiste già un partenariato europeo: si tratta della Clean Energy Transition Partnership. Per questo è necessario assicurare complementarietà con il nuovo strumento in programma che dovrà sviluppare le opportune sinergie anche con altre alleanze sulle rinnovabili previste dal programma europeo di ricerca Horizon Europe come Build4People, in materia di applicazioni del solare sui tetti e il  Clean Hydrogen sull’idrogeno pulito tra i vari.

Queste politiche e gli strumenti che ne derivano sono finalizzati a promuovere il “Made in Europe” in settori strategici come quello energetico e accelerare l’indipendenza del nostro continente da paesi terzi. Accelerare l’autonomia dalla Russia per quanto riguarda la produzione di combustibili fossili come il gas non può significare rallentare il superamento della dipendenza da altri Stati (Cina in primis) per l’approvvigionamento di energie rinnovabili. Occorre che l’Europa agisca in fretta per sviluppare proprie capacità e risorse.