ENTRO IL 2050 3 MILIARDI DI PERSONE SENZA ACQUA PULITA

Una ricerca rivela che il numero di persone e di regioni colpite dalla scarsità d’acqua potrebbe triplicare.

AMBIENTE
Cristina Nati
ENTRO IL 2050 3 MILIARDI DI PERSONE SENZA ACQUA PULITA

Una ricerca rivela che il numero di persone e di regioni colpite dalla scarsità d’acqua potrebbe triplicare.

È devastante l’impatto del cambiamento climatico sulla disponibilità di acque in aree sempre più vaste e vulnerabili, al punto che gli attuali 2 miliardi di persone nel mondo che non hanno accesso alle risorse idriche potrebbero salire a 3 miliardi entro il 2050.

La ricerca scientifica è chiara e allarmante. Questa preoccupante e inquietante previsione emerge da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori tedeschi e olandesi, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Comunications.

La sicurezza idrica è in gioco oggi. Mentre i cambiamenti climatici influenzano la disponibilità di acqua, l’urbanizzazione e le attività agricole hanno portato a un aumento della domanda e all’inquinamento, limitandone il suo uso sicuro” sottolineano i ricercatori nel presentare il loro studio intitolato “A triple increase in global river basins with water scarcity due to future p0ollution”.

acqua

 “Abbiamo condotto una valutazione globale della futura scarsità di acqua pulita per gli anni 2050, aggiungendo l’aspetto dell’inquinamento idrico alle classiche valutazioni della scarsità indotta dalla quantità d’acqua. Ciò è stato fatto per 10.000 sottobacini incentrati sull’inquinamento da azoto nei fiumi, integrando modelli di land-system, idrologici e di qualità dell’acqua. Abbiamo scoperto che l’inquinamento idrico aggrava la scarsità d’acqua in >2000 sottobacini in tutto il mondo” hanno scritto  gli studiosi.

Considerando che nel 2010 quasi mille sottobacini erano classificati come deficitari di acqua, considerando solo la scarsità legata alla quantità disponibile. Ma considerando anche la qualità il numero aumentava a oltre 2.500. Questo trand preoccupante rischia di intensificarsi nel 2050, con oltre 3000 sottobacini, il che equivale a un’ulteriore estensione di circa 40 milioni di chilometri quadrati di superficie di bacino, con oltre 3 miliardi di persone potenzialmente coinvolte nella crisi idrica.

E anche se l’azoto è fondamentale per la crescita delle piante, un suo uso eccessivo e inefficiente rischia di danneggiare l’ambiente. Perché, ad esempio, un’acqua con troppo azoto potrebbe innescare una proliferazione di alghe che impoveriscono l’ossigeno e causano la morte dei pesci. L’analisi di questi dati sottolinea l’urgenza di affrontare la questione della qualità dell’acqua nelle politiche di gestione idrica, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Gli autori della ricerca sottolineano la necessità di adottare misure concrete per mitigare l’inquinamento da azoto per preservare le risorse idriche per le generazioni future.