EQUILIBRIO AMBIENTALE: BENE I MICRORGANISMI

I microbi ignorati a COP28, svolgono un ruolo essenziale anche sui cambiamenti climatici.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
EQUILIBRIO AMBIENTALE: BENE I MICRORGANISMI

I microbi ignorati a COP28, svolgono un ruolo essenziale anche sui cambiamenti climatici.

In tempi in cui tutti parlano di cambiamenti climatici, sorprende la scarsissima attenzione rivolta al ruolo svolto dai microrganismi in questi processi, soprattutto in considerazione della loro abbondanza e diversità e della loro centralità nel mantenimento di un ecosistema equilibrato.

Sembrano non essere stati invitati a COP28. Forse perché spesso li pensiamo abbinati alle infezioni, ma questo non corrisponde alla realtà.

I microrganismi possono essere cattivi e, di questi conosciamo beni gli effetti negativi, ma ci sono anche quelli buoni che rafforzano le difese naturali, proteggono dalle infezioni e dalle allergie, aiutano l’organismo a sintetizzare la vitamina k, importante per la coagulazione del sangue, e le vitamine del gruppo B, favoriscono la digestione di amidi e controllano la produzione dei gas intestinali. In sintesi, in caso di fermentazione utile o benefica, il prodotto ottenuto dalle reazioni dei microrganismi viene arricchito di sostanze importanti a livello nutrizionale, come vitamine, enzimi, ormoni, antibiotici naturali e antiossidanti.

Pochi però, purtroppo, considerano i loro effetti sul clima, evidentemente perché talmente piccoli, da non poterli vedere.

I microrganismi sono alla base di tutte le catene alimentari e le risposte ai cambiamenti climatici, hanno forti implicazioni per la biodiversità, l’agricoltura e la pesca. Producono e assorbono metano e ossido d’azoto su vasta scala, in modo tale che quando si tratta di controllare le emissioni globali, possono essere amici o nemici”, così osserva su ‘Nature’ la giornalista scientifica Katherine Bourzac.

microrganismi

E ancora, Alessandro Tagliabue, professore di Scienze oceaniche presso l’Università di Liverpool, afferma sempre su ‘Nature’ che “Batteri, funghi, alghe e virus costituiscono la base delle reti marine di nutrimento (reti trofiche). Supportano il ciclo dei nutrienti e guidano processi biogeochimici cruciali, comprese le fasi chiave nei cicli del carbonio , dell’azoto e del silicio”:

La crisi climatica sta mettendo sotto stress gli oceani, a causa dell’aumento delle temperature, delle ondate di calore, dell’acidificazione e di cambiamenti nei livelli dei nutrienti.

Capire come i microbi marini siano influenzati è fondamentale per prevedere lo stato futuro degli oceani e mitigare gli effetti della crisi sugli ecosistemi marini e sulle comunità umane che da essi dipendono per alimentarsi.

Gli oceani sono sistemi complessi e gli studi devono comprendere la serie di cambiamenti nella fisica, nella biologia e nella chimica. Il fitoplancton, che è alla base della catena alimentare, ad esempio, svolge circa la metà della fotosintesi che avviene sulla terra.

Inoltre, i microbi possono anche svolgere la funzione di indicatori della qualità del suolo; infatti, svolgono importanti funzioni nella degradazione e nel riciclo della sostanza organica e dei nutrienti, ruolo fondamentale per lo sviluppo vegetale e la fotosintesi che rimuove l’anidride carbonica nell’aria. L’alterazione del clima ha come conseguenza un aumento dell’anidride carbonica prodotta dai microrganismi presenti nel terreno.

È per questo fondamentale che i prossimi studi sui cambiamenti climatici, sviluppino strumenti in grado di esplorare gli impatti globali sugli ecosistemi microbiologici. Speriamo per Coop 29.