ESPORTAZIONE DI ANIMALI VIVI: SPAGNA DENUNCIATA DA ASSOCIAZIONI ANIMALISTE

Viaggi della morte verso la morte, in mare, dentro gabbie anguste e con le minime condizioni necessarie alla sopravvivenza per poi essere macellati. Le associazioni animaliste hanno denunciato la Spagna per violazione del regolamento europeo e lanciato una petizione per chiedere controlli più severi.

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Chiara Grasso
ESPORTAZIONE DI ANIMALI VIVI: SPAGNA DENUNCIATA DA ASSOCIAZIONI ANIMALISTE

Viaggi della morte verso la morte, in mare, dentro gabbie anguste e con le minime condizioni necessarie alla sopravvivenza per poi essere macellati. Le associazioni animaliste hanno denunciato la Spagna per violazione del regolamento europeo e lanciato una petizione per chiedere controlli più severi.

Ore, giorni, settimane interminabili di viaggio in mare per le centinaia di migliaia di animaliche vengono quotidianamente trasportati via mare di Paese in Paese per essere macellati e venduti. Non basta la vita terrificante a cui sono costretti negli allevamenti intensivi. A peggiorare le condizioni della loro fragile esistenza si aggiungono anche questi viaggi della morte, verso la morte in cui gli animali vengono ammassati negli spazi angusti di una nave cargo, allo stremo di forze e al limite delle condizioni sanitarie ed etologiche, per approdare in terre in cui verranno uccisi.

Durante la sola estate del 2021, più di 346.000 tra bovini (mucche, vitelli, etc) e ovini (pecore, capre, agnelli, etc) sono stati esportati dalla Spagna al Medio Oriente e al Nord Africa.

Ancora una volta sono le inchieste dei coraggiosi investigatori delle organizzazioni animaliste a mostrare una verità che l’Europa non ha ancora voluto affrontare: le illegalità e le crudeltà che subiscono gli animali durante i viaggi verso paesi terzi. 

A partire dal 2020, infatti, Animal Equality, Animal Welfare Foundation ed ENPA, in collaborazione con altre ONG, hanno rilasciato una serie di video, inchieste e denunce sull’esportazione di animali vivi via mare dalla Spagna verso paesi extra-UE riscontrando gravi e sistematiche violazioni del regolamento europeo relativo al trasporto di animali vivi da parte delle autorità spagnole.

La Spagna è infatti il primo paese europeo per l’export di bovini e il secondo, dopo la Romania, per l’export di ovini. Il Paese importa animali da tutta Europa per metterli all’ingrasso ed esportarli verso altri paesi, animali come, ad esempio, i vitelli considerati scarti provenienti da quei paesi europei dove la produzione di latte è elevata ma non si consuma carne di vitello. Questi animali, che in molti casi non sono ancora svezzati, vengono trasportati in Spagna con lunghi ed estenuanti viaggi su camion, troppo spesso inadeguati.

A fronte delle violazioni riscontrate attraverso denunce e investigazioni in collaborazione anche con altre organizzazioni, Animal Equality ha reso pubblica, pochi giorni fa, una petizione ufficiale disponibile sul sito del Parlamento europeo, chiedendo di intervenire per far rispettare alla Spagna le norme sul benessere degli animali previste dal regolamento europeo in materia. Oltre a questo, Animal Equality ed ENPA hanno chiesto con la denuncia congiunta alla Commissione europea di avviare una procedura d’infrazione contro lo Stato spagnolo e altri Stati membri dell’Unione per violazione del regolamento sul benessere degli animali trasportati vivi.

Maria Boada, veterinaria di Animal Welfare Foundation afferma a proposito: “C’è una mancanza di supervisione e controllo nei porti, sia nei porti di partenza (europei) che in quelli di arrivo (paesi terzi) e non ci sono piani di emergenza per proteggere gli animali dalle temperature estreme e non c’è l’obbligo di avere un veterinario a bordo delle navi in partenza dall’UE, quindi migliaia di animali non hanno accesso alle cure veterinarie per giorni o addirittura settimane durante il viaggio in mare”.

Le immagini divulgate mostrano infatti gravissime condizioni igienico-sanitarie sulle navi, dove gli animali risultavano disidratati, incapaci di aprire gli occhi, affamati e in stato di estremo sovraffollamento. Le immagini raccolte sulla Elbeik e sulla Karim Allah da Animal Welfare Foundation e diffuse in Italia da Animal Equality hanno rivelato anche che, a causa del pessimo stato di salute degli animali trasportati, le autorità spagnole hanno deciso di sottoporre i bovini ad eutanasia. “Il trasporto su lunga distanza è un vero inferno per gli animali. Come dimostra questa investigazione, gli animali soffrono in tutte le fasi. Dal viaggio in camion fino ai porti, durante i giorni del terribile viaggio in barca, fino ai macelli di destinazione, dove gli animali vengono macellati nei modi più orribili. È tempo che l’Unione Europea agisca e vieti questi viaggi su lunga distanza verso quei paesi che non rispettano le normative europee” conclude Alice Trombetta, direttrice di Animal Equality Italia, mentre Reineke Hameleers, CEO di Eurogroup for Animals, ha dichiarato “Confidiamo che la Commissione europea continui a lavorare sulla revisione del regolamento sui trasporti e sulla graduale eliminazione delle esportazioni di animali vivi. Il passaggio al commercio di carne e carcasse è l’unico modo per proteggere gli animali, le persone e l’ambiente”.

Non ci resta che sperare in un effettivo cambio di rotta da parte del Parlamento Europeo e dei Governi Europei riguardo il benessere animale perché come diceva Ghandi:“La grandezza e il progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.” Tuttavia, ciò affermato, molto è anche nelle mani dei consumatori, che dovrebbero piano piano cercare di sposare diete il più etiche possibile che vedano una progressiva riduzione di prodotti animali o che perlomeno siano carni e latticini provenienti da allevatori locali con un importante occhio di riguardo al benessere animale.