Estate da record di turisti in Italia

I dati del ministero sono eccezionali oltre 276 milioni di presenze e un tasso di saturazione delle strutture recettive al 62%

L’estate non è ancora finita e le temperature, seppure più vivibili che nei i precedenti, sono lì a ricordarcelo, eppure già si fanno i bilanci del turismo e dei numeri strabilianti che quest’anno ha registrato. Nei mesi di giugno, luglio e agosto l’Italia ha raggiunto i 276 milioni di presenze, 5,5 milioni in più dell’anno scorso, come rilevano dati diffusi dal ministero.

Crescono i turisti sia italiani che stranieri i quali prenotano di più e restano di più nel nostro Paese. Cresce il turismo e Roma fa da traino, ma oltre alle tradizionali città d’arte e le località balneari, un apporto rilevante è arrivato anche dalle destinazioni minori. Infatti anche i piccoli borghi hanno evidenziato presenze registrate per un aumento di quasi il 6% rispetto allo scorso anno. Arrivi e presenze in crescita, aumentano gli stranieri, le strutture ricettive al massimo del potenziale che registrano i livelli di occupazione superiori a quelli del 2025, e il Paese batte gli usuali competitor quali Spagna e Francia.

Ma dietro il boom dei numeri appare anche un altro quadro: quella parte d’Italia nella quale una parte delle famiglie deve ricorrere al credito per poter andare in vacanza, mentre una parte rilevante, milioni di persone rinunciano del tutto a partire oppure optano per spostamenti brevi e diffusi. Infatti i centro studi di Confcooperative illustra che per una parte crescente delle famiglie partire per le vacanze significa indebitarsi. Il dato fotografa una difficoltà crescente a sostenere i costi di un po’
di meritato relax senza ricorrere a forme di pagamento dilazionato. Ma le statistiche trionfanti nascondono anche altri problemi, a cui diventa più urgente ogni anno rispondere.

Un tasso di saturazione così elevato porta a spiagge sempre più affollate, sulle Dolomiti da quest’anno ci si sta muovendo verso il numero chiuso e accessi programmati per contrastare l’overturism, centri storici presi d’assalto, reti idriche sotto pressione nei mesi in cui l’acqua è più scarsa. Sovraffollamento che mette a dura prova la qualità della vita dei residenti, produce danni all’ecosistema più fragile oltre a una smodata produzione di rifiuti da smaltire. Occorre quindi una ragionevole programmazione del turismo, che se da una parte è veicolo di proventi per l’economia, dall’altra rischia di creare impoverimento di risorse e territorio nel nostro Paese.

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