EUROPA E ITALIA: IL FUTURO DELLA POLITICA AGRICOLA

Esperienza, valore e competenze per un settore strategico da traghettare in una realtà innovativa.

APPROFONDIMENTO
Pamela Preschern
EUROPA E ITALIA: IL FUTURO DELLA POLITICA AGRICOLA

Esperienza, valore e competenze per un settore strategico da traghettare in una realtà innovativa.

Paolo de Castro, vanta una lunga carriera politica sia in Italia che in Europa. Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali nei due governi d’Alema (dal 1998 al 2000) e poi nel governo Prodi del 2006. Dal 2009 al 2014 Presidente della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (AGRI) del Parlamento europeo e dal 2014 Coordinatore per il gruppo Socialisti e Democratici (S&D) della stessa commissione. Lo abbiamo intervistato per sapere quale è stata l’evoluzione della politica agricola nel corso della sua carriera, i dossier su cui è attualmente impegnato e quelli che lo attendono nel futuro.

Lei ha una lunga esperienza in materia di politica agricola, sia a livello nazionale che europeo. Come è cambiata la politica agricola europea negli ultimi 20 anni?

Diverse sono state le riforme che hanno interessato la Politica Agricola Comune (PAC) nei suoi 60 anni di vita. Modifiche che hanno rispettato i desideri dei cittadini: se negli anni ’60 si doveva rispondere all’ esigenza primaria di accrescere la produzione alimentare, negli anni ’80 si è dovuto affrontare il problema opposto, ossia un’eccessiva di produzione. Oggi, nell’ambito del Patto Verde europeo (il Green Deal), l’obiettivo in ambito agricolo è favorire pratiche sostenibili, riducendo l’uso di prodotti e pesticidi chimici per accrescere la resistenza delle piante ai parassiti. Promuovendo l’uso dell’innovazione, sia in campo meccanico, con il cosiddetto precision (o smart) farming, che con il ricorso a biotecnologie e tecniche di genetica moderna.

A proposito di PAC, tra i dossier su cui sta lavorando c'è la riforma della Politica Agricola Comune, ispirata al concetto di sostenibilità nelle sue accezioni ambientale, economica e sociale. A che punto siamo?

La riforma della PAC, che entrerà in vigore nel 2023 e accompagnerà agricoltori e cittadini fino al 2027, sarà votata durante la prossima riunione plenaria del Parlamento europeo di novembre. Nella nuova Politica agricola va ricordata l’introduzione di un elemento importante, ossia la condizionalità sociale: l’erogazione degli aiuti economici della PAC sarà vincolata al rispetto delle norme sul lavoro e dei diritti dei lavoratori del settore agricolo.

Un altro dossier di particolare interesse europeo e su cui è stata recentemente votata a larga maggioranza una risoluzione nel corso della scorsa riunione plenaria al Parlamento europeo è la Strategia "Dal produttore al consumatore" (nota come Farm to Fork). Si ritiene soddisfatto di quanto raggiunto?

Con la risoluzione approvata il mese scorso il Parlamento europeo rimette al centro della Strategia Farm to Fork la dimensione sociale ed economica dei nostri sistemi alimentari, dando ai nostri produttori una prospettiva più positiva, che dovrà basarsi su una valutazione ex ante dell’impatto combinato di tutti i target individuati, e su proposte proporzionali al loro raggiungimento, che salvaguardino la competitività dei produttori europei. I produttori devono essere il vero pilastro della Strategia Farm to Fork che favorirà un’agricoltura con meno pesticidi e fertilizzanti chimici, meno allevamenti intensivi e più terreni destinati a colture biologiche.

Siamo soddisfatti per la decisione di rendere obbligatoria in Europa per tutti i prodotti alimentari l’etichettatura d’origine. Ciò consente una migliore tracciabilità del cibo che arriva sulle nostre tavole. Una condizione necessaria per raggiungere una vera reciprocità degli standard per tutti i prodotti importati nell’Unione e per scongiurare il rischio di una riduzione del nostro potenziale produttivo.

Non siamo invece affatto soddisfatti della discussione in materia di etichettatura nutrizionale: la natura obbligatoria proposta nel testo relativo al sistema “a semaforo” proposto dalla Francia (il cosiddetto NutriScore), non va nella direzione da noi auspicata ossia quella di un’etichetta nutrizionale sui prodotti alimentari facoltativa e legata al concetto di porzione.  Il modello francese è sempre più criticato, oltre che da 8 paesi europei (anzi 9 se si aggiunge la Spagna dove lo scorso 26 ottobre il Senato ha votato contro la risoluzione sul Nutriscore), dalla stessa Francia che attraverso il suo ministro dell’Agricoltura ha espresso  alcune riserve, sottolineando la necessità di rivedere la metodologia su cui si basa.  La Commissione europea al momento sta procedendo all’analisi di impatto delle due proposte, quella francese e quella italiana del Nutrinform che non si pone l’obiettivo di condizionare le scelte alimentari dei cittadini, ma di informarli adeguatamente.

Durante una puntata della trasmissione radiofonica "Caffè Europa" ha detto che la PAC deve andare nella stessa direzione della Strategia Farm to Fork. Ci si riuscirà?

Non è una questione di “dove” si proceda ma “come”. Occorre ridurre l’uso della chimica e l’inquinamento, rendere l’agricoltura più sostenibile puntando innanzitutto sull’innovazione: sulla genetica non OGM così come sugli sviluppi nel settore meccanico (ad esempio con droni e sistemi auto-pilotati per controllare le colture dall’alto) che sono molto promettenti. E che contribuiscono a contenere la dipendenza dell’UE dalle importazioni da paesi terzi, le cui norme in materia di sicurezza alimentare e allevamento non sono severe come quelle del nostro continente.

Secondo Lei come si potrebbero coinvolgere maggiormente i cittadini nella difesa dei prodotti agricoli europei?

I cittadini oggi hanno voglia di informarsi ma si ritrovano a gestire un flusso notevole di informazioni, molte delle quali non veritiere che diffondono un sentimento antiscientifico e sono facilitate dalla scarsa conoscenza dei processi legislativi dell’UE. La lotta alla disinformazione è un tema che si sta affrontando con molta attenzione: in Germania ad esempio sono previste multe salate per chi pubblica e diffonde notizie false.

Quali sono gli altri temi che la terranno impegnata nel prossimo futuro?

Oltre alla Strategia Farm to Fork e alla riforma della PAC in cui continuerò ad essere coinvolto nei mesi a venire, ricordo, tra i vari, la proposta di Regolamento in materia di indicazioni geografiche. Insomma il lavoro non manca!