FANO, STORICA BANDIERA BLU DELL’ADRIATICO

Fano ne ha 21 in totale, di bandiere blu e fa sventolare sulle sue spiagge anche 3 vele di Legambiente. Perfetta gestione sostenibile del territorio sull’Adriatico. E poi c’è il Carnevale.

TURISMO
Monica Riccio
FANO, STORICA BANDIERA BLU DELL’ADRIATICO

Fano ne ha 21 in totale, di bandiere blu e fa sventolare sulle sue spiagge anche 3 vele di Legambiente. Perfetta gestione sostenibile del territorio sull’Adriatico. E poi c’è il Carnevale.

Fano, località balneare in provincia di Pesaro e Urbino nel nord delle Marche, famosa per il suo Carnevale, il più antico d’Italia, è rinomata per la cura del territorio, in particolare delle sue spiagge che per il 17simo anno consecutivo hanno ottenuto la Bandiera Blu (Fano ne ha in totale 21). Alla Bandiera Blu che sventola oramai da tre anni sulle spiagge di Fano, il comune affianca il riconoscimento delle 3 vele di Legambiente, assegnato per balneabilità, qualità dell’acqua di mare, dell’aria, delle isole pedonali, dei percorsi ciclabili e del rispetto per l’ambiente.

Storia

Fano fu un centro piceno, come testimoniano ritrovamenti sporadici avvenuti in città e gli scavi di Montegiove e Roncosambaccio. Fu poi un importante centro romano, conosciuto come Fanum Fortunae, nome che rimanda al “Tempio della Fortuna”, probabilmente eretto a testimonianza della battaglia del Metauro: era l’anno 207 a.C. e le legioni romane sbaragliarono l’esercito del generale cartaginese Asdrubale, uccidendone il condottiero che, dopo aver varcato le Alpi con gli elefanti da guerra, intendeva ricongiungersi al fratello Annibale.

La città ebbe un notevole sviluppo durante il dominio romano grazie alla sua posizione strategica sulla via che congiungeva la valle del Tevere alla Gallia Cisalpina. Nel 49 a.C. Gaio Giulio Cesare la conquistò assieme a Pesaro, dando così inizio alla Guerra Civile contro l’antagonista Pompeo.

Solo successivamente Cesare Ottaviano Augusto dota l’insediamento di mura di cinta (ancora parzialmente visibili), elevando l’insediamento allo stato di colonia romana col nome di Colonia Julia Fanestris. Alcuni secoli dopo, nel 271 d.C., si svolse nei suoi pressi la Battaglia di Fano che segnò la fine del tentativo degli Alemanni di raggiungere Roma, sconfitti dall’imperatore Aureliano.

Durante l’invasione d’Italia (452-453) da parte di Attila, Fano mandò, insieme alle altre città vicine di Rimini ed Ancona, aiuti militari alla città di Aquileia che nel 452 era sotto assedio. Il comandante fanese Bartolagi da Fano morì durante l’assedio e le sue spoglie furono poi traslate nella chiesa di S. Pietro in Episcopio in Fano. La città di Fano fu saccheggiata da Attila nel 453 d.C. prima di dirigersi verso Roma dove, secondo la tradizione, la sua avanzata fu fermata dal Pontefice Papa Leone I.

Durante la Guerra gotica del VI secolo, a causa alla sua posizione nei collegamenti tra nord e sud Italia, venne assediata e devastata dagli Ostrogoti di Vitige (538) e poco tempo dopo ricostruita dall’esercito bizantino di Belisario e Narsete.

Successivamente entrò a far parte della Pentapoli marittima (Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona) di cui era a capo. Subì successivamente l’occupazione dei Longobardi e dei Franchi, fino a quando Ottone III non la donò a papa Silvestro II. Nel 1141 la città divenne protettorato della Repubblica di Venezia in seguito alla firma di un trattato.

Nel XIII secolo Fano si costituì comune; nel secolo successivo fu per un breve periodo sotto il dominio estense, dopo di che fu dilaniata dalla lotta intestina tra due famiglie: i del Cassero e i da Carignano. Alla fine del XIII secolo la città passò sotto il dominio Malatesta di Rimini, grazie ad un complotto ordito da questi ultimi contro le due famiglie rivali. La famiglia Malatesta rimase al potere nella città fino al 1463, quando Sigismondo Malatesta dovette lasciare Fano al duca di Urbino Federico da Montefeltro dopo un lungo assedio, nel corso del quale fu danneggiato l’Arco d’Augusto, simbolo della città. La popolazione si rifiutò di entrare a far parte del Ducato di Urbino e perciò divenne vicariato ecclesiastico.

Durante l’occupazione napoleonica dello Stato Pontificio fu saccheggiata e gravemente bombardata dall’esercito del Bonaparte. Diverse opere d’arte presero la via della Francia a causa delle spoliazioni napoleoniche. Secondo il catalogo pubblicato nel Bulletin de la Société de l’art français del 1936, delle tre opere d’arte catalogate a Fano e inviate in Francia nessuna fece ritorno. Tra di esse l’opera di Guido Reni inviata al Musee Napoleon Cristo consegna le chiavi a San Pietro, anticamente presso la Chiesa di San Pietro in Valle, ma non restituita dal Museo dopo il congresso di Vienna.

Fano partecipò attivamente ai moti risorgimentali con la creazione di governi provvisori.

Durante la prima guerra mondiale (1915-1918) subì numerosi bombardamenti navali austriaci ed anche nella seconda guerra mondiale (1940-1945) trovandosi sulla Linea Gotica subì numerose incursioni aeree alleate miranti alla distruzione dei suoi ponti ferroviari e stradali e, da parte dell’esercito tedesco in ritirata, la distruzione di quasi tutti i suoi campanili (tranne quelli di S. Francesco di Paola e di San Marco), della torre civica, del maschio della rocca malatestiana e del suo porto peschereccio, ritenuti dal nemico infrastrutture sensibili da non lasciare nelle mani degli alleati.

Cosa vedere
Nel centro storico l’attrazione di maggiore interesse è il monumentale Arco di Augusto, da sempre simbolo della città di Fano e porta dell’antica Via Flaminia: costruito sul punto in cui la via Flaminia s’innesta nel decumano massimo della città, il monumento si data, tramite l’iscrizione del fregio, al 9 d.C. Altri siti da non perdere sono la cinquecentesca Fontana della Fortuna e l’ottocentesco Teatro della Fortuna, con sala a ferro di cavallo, tre ordini di palchi, loggione a balconata e capace di 595 posti. Di grande rilievo anche la Rocca Malatestiana, delimitata da cortine scarpate con robusti torrioni angolari e con il Mastio; la Corte Malatestiana, sede del Museo Civico e della Pinacoteca, che vanta, tra le altre, opere del Domenichino, Guido Reni, Guercino, Guerrieri, Mattia Preti; la Cattedrale, che conserva un pulpito e la barocca Cappella Nolfi del XVII secolo; la Chiesa di Santa Maria Nuova; la Chiesa barocca di San Pietro in Valle; la Chiesa di Sant’Agostino e le Tombe dei Malatesta, un vero e proprio capolavoro di arte neogotica, ospitate nel sottoportico della Chiesa di San Francesco.

Da visitare, nei dintorni della città, il caratteristico Eremo camaldolese di Monte Giove.

Le spiagge
Il litorale si suddivide in Lido e Sassonia (Fano Nord, Sassonia Nord e Torrette sono Spiagge Bandiere Blu 2019), entrambi con coste basse, la prima è sabbiosa, mentre la seconda ghiaiosa. Lido e Sassonia sono spiagge a misura di bambino, grazie anche alla presenza di gonfiabili e alle numerose attività che vengono organizzate sul lungomare. La costa meridionale si suddivide, invece, in Torrette, Ponte Sasso e Metaurilia, quest’ultima fondata dopo un’opera di bonifica del territorio nel 1938. Sul lungomare è in funzione la lunga pista ciclabile della costa adriatica, che collega Fano a Pesaro per dodici chilometri. A Fano è presente un importante porto peschereccio, inoltre, gli amanti del turismo nautico possono contare sull’attrezzato porto turistico di Marina dei Cesari, una darsena moderna e funzionale dove ormeggiano numerose imbarcazioni.

Il Carnevale
Il rinomato Carnevale di Fano si festeggia con carri allegorici, maschere e costumi. Tra gli elementi tipici che caratterizzano il Carnevale di Fano vi sono: il getto, ovvero il lancio di quintali di dolciumi dai carri allegorici, la Musica Arabita, un gruppo di musicisti che oltre ai normali strumenti utilizza oggetti di vario genere per produrre la musica, e le sfilate dei carri, imponenti costruzioni di cartapesta e gommapiuma alte sino a 16 metri e che percorrono circa 2 km. Il Carnevale di Fano è uno dei più antichi d’Italia. La sua nascita si fa comunemente risalire al 1347, data del primo documento noto nel quale vengono descritte le spese sostenute dal Comune per i festeggiamenti carnevaleschi.

I criteri di attribuzione della Bandiera Blu
La Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale, istituito nel 1987 Anno europeo dell’Ambiente, che viene assegnato ogni anno in 49 paesi, inizialmente solo europei, più recentemente anche extra-europei, con il supporto e la partecipazione delle due agenzie dell’ONU: UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) con cui la FEE ha sottoscritto un Protocollo di partnership globale e riconosciuta dall’UNESCO come leader mondiale nel campo dell’educazione ambientale e dell’educazione allo sviluppo sostenibile. Bandiera Blu è un eco-label volontario assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio.

Obiettivo principale di questo programma è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale. Si tratta di uno dei più importanti riconoscimenti per spiagge e luoghi di balneazione. Ma come vengono valutati? Non è affatto facile ottenere la bandiera blu. Per farlo bisogna avere dei requisiti previsti da programma. In generale esistono due tipi di requisiti: quelli imperativi e quelli guida.

Quelli imperativi devono essere tutti rispettati. Per quelli guida, più ce ne sono, più è probabile ottenere il riconoscimento.

 

I requisiti riguardano le seguenti 4 aree tematiche:
Educazione ambientale e informazione: ad esempio, devono essere affisse informazioni sulla qualità delle acque, sugli ecosistemi locali, un codice di condotta.
Qualità delle acque: ad esempio, la spiaggia deve rispettare pienamente i requisiti di campionamento e di analisi delle acque di balneazione, deve essere conforme alle direttive sul trattamento delle acque reflue.
Gestione ambientale: ad esempio, la spiaggia deve essere pulita, devono esserci cestini per la differenziata, servizi igienici e spogliatoi.
Servizi e sicurezza: ad esempio, deve esserci un numero adeguato di guardaspiaggia, equipaggiamento per il primo soccorso.

Come arrivare

IN AUTO
L’autostrada A 14 collega Bologna, punto di incontro di tutte le strade da nord, alla Riviera Adriatica e a Fano. L’uscita è al casello autostradale di Fano, immediatamente a Sud di Pesaro e a Nord di Marotta. Per chi proviene da Sud le direttrici da seguire sono Roma-Pescara e Taranto-Pescara-Ancona

IN AEREO
L’aeroporto di Bologna dista circa 150 Km da Fano ed è servito da diversi voli nazionali ed internazionali. L’aeroporto di Ancona-Falconara dista circa 50 Km da Fano ed è collegato con voli nazionali a Roma e Milano ed internazionali con l’est europeo.
L’aeroporto di Rimini Miramare dista circa 50 Km ed effettua voli nazionali ed internazionali nel solo periodo maggio-settembre. Agli aeroporti è presente un valido servizio di noleggio auto e taxi.

IN TRENO
L’estesa rete ferroviaria italiana consente di raggiungere Fano da tutte le città italiane ed europee.
La stazione ferroviaria di Fano si trova nei pressi del centro storico. All’uscita è disponibile un servizio di taxi e tram.

Riferimenti
www.turismo.marche.it
www.comune.fano.pu.it
www.turismofano.com
www.fano.it
www.carnevaledifano.com