FERROVIA PONTREMOLESE: DAL SOGNO DI NAPOLEONE AL RADDOPPIO VERSO IL BRENNERO

“Un’opera strategica per il territorio e per il Paese”, parola della vice ministra alle Infrastrutture Teresa Bellanova che proprio per questo ha voluto iniziare il suo viaggio di ricognizione dai porti della Spezia e di Marina di Carrara. A un anno dal j’accuse del presidente degli spedizionieri Andrea Fontana l’opera è rientrata nell’agenda di Governo e del Parlamento.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
FERROVIA PONTREMOLESE: DAL SOGNO DI NAPOLEONE AL RADDOPPIO VERSO IL BRENNERO

“Un’opera strategica per il territorio e per il Paese”, parola della vice ministra alle Infrastrutture Teresa Bellanova che proprio per questo ha voluto iniziare il suo viaggio di ricognizione dai porti della Spezia e di Marina di Carrara. A un anno dal j’accuse del presidente degli spedizionieri Andrea Fontana l’opera è rientrata nell’agenda di Governo e del Parlamento.

Potenza delle ricorrenze. Mentre Confindustria indica due date, il Giubileo del 2025 e il Bimillenario della Crocefissione di Cristo nel 2033, come “eventi che vedranno il nostro Paese protagonista nel mondo che dunque possono e devono diventare strategici per Roma Capitale e per tutta l’Italia, due eventi che dovrebbero rientrare nelle risorse del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) così da attirare investimenti dalle filiere industriali al turismo, dalle infrastrutture alle future smart cities”, fatte naturalmente le debite e più concrete proporzioni, c’è chi, nel triangolo La Spezia, Massa e Carrara e Parma, tre territori marginali di Liguria, Toscana ed Emilia con la voglia di fare fronte comune e massa critica, ha riesumato il bicentenario della morte a Sant’Elena di Napoleone. E lo ha fatto, a ragion veduta, per sostenere le ragioni ataviche del completamento del raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese, tornata prepotentemente alla ribalta in quest’ultimo anno, dopo un altro periodo di lungo letargo. Sì, perché tra i tre rammarichi del Bonaparte negli ultimi giorni di vita, si assicura che ci fosse il progetto irrealizzato di un imponente collegamento diretto tra il Tirreno e il cuore di quell’Europa che aveva vagheggiato, naturalmente sotto di lui. Il collegamento sarebbe dovuto partire dal Golfo della Spezia destinato a diventare una grande base navale, progetto poi ripreso e realizzato, come si sa, da Cavour. In effetti è quello che nella visione di un presidente della Provincia lungimirante come Angelo Landi sarebbe stato individuato come la Tirreno-Europa. Ed è da oltre quarant’anni che, costruita l’Autocamionale della Cisa, tra La Spezia e Parma, tra il mare e l’Autosole, un altro protagonista indomito, ha raccolto il testimone e tenuto vivo il progetto parallelo del raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese, tra La Spezia e Parma e lanciato, tra Mantova e Verona, verso il Brennero, Piergino Scardigli, già presidente della Camera di commercio. Un progetto che come si sa è transitato da passi in avanti e lunghi letarghi, l’ultimo dei quali è stato interrotto proprio un anno fa, nel giugno 2020, da un intervento a gamba tesa di Andrea Fontana, presidente dell’Associazione Spedizionieri, a nome di tutta la coesa comunità del porto della Spezia.

Il suo j’accuse fece clamore e smosse le acque. “Ha dell’incredibile e del paradossale, ed è inaccettabile – tuonava Andrea Fontana – l’esclusione della Ferrovia Pontremolese dal programma Italia veloce delle infrastrutture cantierabili presentato agli Stati generali dell’economia dalla ministra Paola De Micheli”. Obiettivo centrato. Da allora il raddoppio della Pontremolese è entrata sempre di più nelle agende parlamentari e governative che, tra distinguo e impegni, ha prodotto concreti risultati. Quelli che ha indotto la vice ministra alle Infrastrutture e Mobilità, con delega su porti e trasporti, Teresa Bellanova ad iniziare la sua ricognizione sul territorio italiano proprio dalla Spezia e da Marina di Carrara e che, accompagnata dalla presidente della commissione trasporti della Camera, Raffaella Paita, deputata spezzina di Italia Viva, ha dato atto che la Pontremolese è una infrastruttura strategica certo per La Spezia, Massa e Carrara ma soprattutto per il Paese. “Grazie al lavoro fatto insieme alla presidente Paita – ha detto negli incontri – ci sono stati importanti risultati, tra cui, dopo la nomina di un commissario ad acta, da ultimo l’inserimento della progettazione della galleria di valico (il tratto più importante e più oneroso perché indicativamente richiederebbe risorse per due o tre miliardi) nell’accordo di programma di Rfi”. Da questo primo risultato ottenuto dal combinato disposto di Parlamento e Governo, la vice ministra ha preso le mosse per individuare il prossimo obiettivo: mettere le risorse per la progettazione per capire quante risorse occorrono e arrivare alla realizzazione in tempi rapidi. E ha aggiunto: “Ci sono risorse importanti nel piano nazionale di ripresa e nel fondo complementare, due strumenti che vanno gestiti come un unicum perché dobbiamo non solo investire bene ma anche in tempi rapidi. Solo allora si potrà definire un cronoprogramma” in risposta a chi insisteva sul punto.

E mentre, nella pausa alla sua full immersion nelle realtà portuali e produttive della Spezia e di Marina di Carrara, si gustava eccezionali piatti a base di mitili, offerti durante la sua visita all’impianto dei miticoltori di Santa Teresa, le ho raccontato il disegno di Napoleone che, trasmesso dalla Rai anni fa, pochi conoscono, e ne è rimasta colpita, circostanza accolta probabilmente come corroborante al completamento di un progetto al quale ha dimostrato di credere fermamente, come più tardi ha ribadito negli incontri avuti con le comunità portuale e industriale di Marina di Carrara, che con La Spezia fa parte dello stesso Sistema. E non ha mancato di ripagare chi, a mo’ di battuta sempre in fase conviviale, ha “osato” paragonare la Pontremolese al Ponte di Messina, con uno sguardo sorridente ma eloquente, come di suo pari, per fare intendere: non è il caso, lasciamo perdere. Con i miticoltori ha anche affrontato il problema delle coltivazioni dell’oro nero nel golfo per quando ripartiranno i dragaggi e ha preso atto dell’impegno del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Mario Sommariva, che ha assicurato procedure di tutela. Dallo stesso presidente aveva appreso, nell’incontro con la comunità portuale, non solo il cronoprogramma dei dragaggi limitati a fondali di 15 metri fino sotto le banchine e quello relativo ai lavori del nuovo molo crociere, che partiranno da gennaio 2022 , ma anche l’intervento per una regia che presieda all’organizzazione del grande centro retro portuale di Santo Stefano Magra, che sorge a sei chilometri dal mare, al quale è affidato il futuro sviluppo competitivo del porto. Perché da considerarsi luogo super attrezzato non solo di transito veloce delle merci ma anche quello nel quale si potranno mettere “le mani dentro ai container” per valorizzare al massimo la resa delle operazioni. A Marina di Carrara infine, nel pomeriggio, lo stesso presidente ha annunciato, la gara fissata per giugno per aprire il cantiere del waterfront al quale è affidato l’atteso miglioramento del rapporto tra quel porto e la città.