FILOBOT, IL ROBOT CHE CRESCE

È in grado di muoversi in particolari ambienti. Il robot ha una testa dotata di sensori di luce e gravità e può crescere come una pianta.

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
FILOBOT, IL ROBOT CHE CRESCE

È in grado di muoversi in particolari ambienti. Il robot ha una testa dotata di sensori di luce e gravità e può crescere come una pianta.

FiloBot è un’invenzione tutta italiana, ad opera del gruppo di ricerca dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova, presentata di recente e con una particolarità non di poco conto, è ispirato alle piante rampicanti. Descritto dettagliatamente in un articolo sulla rivista scientifica Science Robotics, il FiloBot si adatta quasi in maniera passiva la sua forma all’ambiente che lo circonda, riuscendo a modellare grazie a una tecnica di stampa 3D integrata.

Dotato di un corpo talmente tanto agile da somigliare più a un organismo vivente che un insieme di circuiti e plastica. La sua testa dalla forma conica, contenente il suo cervello meccanico, guida il corpo serpentino con spirali di plastica che crescono e si allungano, contorcendosi proprio come una pianta rampicante che cerca la luce.

robot

È l’ultimo arrivato nella gamma dei robot pianta, ed è frutto della mente di Barbara Mazzolai, a capo del laboratorio Bioinspired soft robotics di Iit di Genova. L’ispirazione, fa sapere la ricercatrice, è arrivata proprio dall’osservazione delle tattiche di esplorazione delle piante rampicanti che si muovono nell’ambiente grazie alla divisione cellulare e l’allungamento implementato alle estremità dei germogli e delle radici in risposta a stimoli esterni, come luce o gravità (tropismo).

La natura sessile delle piante ci porta a pensare che non si muovano. Al contrario, si muovono continuamente in modo mirato, efficace ed efficiente, ma su una scala temporale non facilmente percepibile dall’essere umano se non attraverso strumenti di osservazione, come ad esempio il time-lapse”, evidenziano Barbara Mazzolai ed Emanuela Del Dottore, autrici dello studio.

Un supporto per le analisi ambientali

Il FiloBot, sbocciato nell’ambito del progetto europeo GrowBot, si comporta proprio come le piante rampicanti. Attrezzato con sensori ambientali che ripetono le capacità sensoriali delle piante, il FiloBot è in grado di avvertire la forza di gravità e il tipo di luce attorno a esso, determinando così la direzione in cui crescere: per questo motivo FiloBot non si sviluppa mai nello stesso modo, ma ogni volta assume una configurazione differente a seconda degli impulsi che riceve dall’ambiente.

Caratteristiche queste non da poco conto, dal momento che lo rendono adatto a molteplici applicazioni: l’esplorazione di ambienti complessi, la misura dell’inquinamento in aree pericolose, il monitoraggio ambientale e la perlustrazione di aree naturali difficili da raggiungere e sconosciute nelle quali è complesso prevedere anche un percorso esatto.
Un’innovazione straordinaria FiloBot, che con la sua grande capacità di adattamento riduce al minimo i costi di costruzione per i ridotti consumi di energia e materiale. Il suo potenziale nell’affrontare sfide ambientali decisamente articolate lo rende, senza alcun dubbio, uno strumento fondamentale per un futuro sostenibile che ha come obiettivo solo la conservazione dell’ambiente.

Photo credits: https://opentalk.iit.it/