FONDI EU PER LA MOBILITÁ INTEGRATA IN ITALIA

In via di sperimentazione un progetto italiano finanziato con i fondi del PNRR per garantire l’interoperabilità dei servizi di trasporto. Rispondendo alle esigenze individuali di mobilità con le piattaforme digitali.

AMBIENTE
Pamela Preschern
FONDI EU PER LA MOBILITÁ INTEGRATA IN ITALIA

In via di sperimentazione un progetto italiano finanziato con i fondi del PNRR per garantire l’interoperabilità dei servizi di trasporto. Rispondendo alle esigenze individuali di mobilità con le piattaforme digitali.

La “Mobilità come servizio per l’Italia” o, secondo il termine anglosassone con cui è meglio conosciuto dagli “addetti ai lavori”, Mobility as a service for Italy (MAAS). È un progetto ancora in fase di sperimentazione, volto a promuovere un nuovo concetto di mobilità per integrare i diversi servizi di trasporto (treno, bus, metropolitana, bicicletta) in un unico canale digitale.  Il MAAS, nella cui attuazione sono impegnati il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale (MITD) e il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS), beneficerà dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Caratteristiche e fasi del progetto

L’idea è quella di abilitare diverse funzionalità attraverso apposite piattaforme digitali di intermediazione che consentano agli utenti di avvalersi di diversi servizi tra cui informazione, programmazione e prenotazione, pagamento unificato e operazioni post-viaggio. In modo da rispondere alle esigenze individuali e garantire una “mobilità personalizzata”. Alla base del progetto vi sono la condivisione dei dati, la riutilizzabilità e l’interoperabilità dei sistemi di trasporto, a partire dalle grandi città metropolitane dove i benefici attesi dall’iniziativa sono maggiori.

Il progetto prevede apposite procedure selettive pubbliche finalizzate a selezionare le città metropolitane e suddivise in fasi. La prima è stata avviata con una manifestazione di interesse, chiusa lo scorso 29 ottobre e che intende individuare e finanziare tre progetti pilota in altrettante città metropolitane, cosiddette “città leader”, nelle quali si prevede una più elevata probabilità di successo nell’implementazione. Implementazione che sarà supportata a livello economico tramite un apposito co-finanziamento.

Le richieste di partecipazione pervenute da tredici Comuni capoluogo delle città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano Napoli Palermo Reggio Calabria Roma Torino Venezia), sono state tutte giudicate rispondenti ai requisiti. A questo punto l’iter prevede la pubblicazione di un avviso pubblico destinato ai 13 enti, cui seguirà la scelta e il conseguente finanziamento di tre progetti in altrettante città “leader” che riceveranno supporto nell’elaborazione delle proposte attraverso l’organizzazione di un programma informativo. Successivamente, saranno selezionati e finanziati altri sette progetti in altre aree cosiddette “follower”, che saranno accompagnati e sostenuti dalle tre città individuate come “leader”.

Il MAAS e il Connecting Europe Facility 

L’iniziativa italiana va al di là del contesto nazionale, rispondendo ad obiettivi europei, in particolare a quelli del Connecting Europe Facility (il CEF, noto in italiano come il Meccanismo per collegare l’Europa), il Programma di finanziamento europeo per rafforzare gli investimenti nelle reti infrastrutturali europee nel settore dei trasporti, energia e digitale, rendendole moderne, efficienti e sostenibili dal punto di vista ambientale.

La programmazione attuale del periodo 2021-2027 mette in evidenza le sinergie fra i tre ambiti promuovendo il lavoro intersettoriale in aree quali la mobilità interconnessa e automatizzata e carburanti alternativi. E il  “CEF 2.0” lo fa integrando nelle politiche per i trasporti l’azione per il clima in linea con gli impegni assunti dall’UE per la decarbonizzazione.

Scopo e ammontare dei finanziamenti ammissibili

Della dotazione totale relativa al settennato (equivalente a 33,7 miliardi di euro) ben 25,8 miliardi sono destinati proprio ai trasporti.

Nello specifico per l’ambito dei trasporti il Connecting Europe Facility contribuisce allo sviluppo di progetti di interesse comune concernenti reti e infrastrutture per una mobilità intelligente, interoperabile, sostenibile, inclusiva, accessibile e sicura. Di conseguenza le azioni ammissibili a finanziamento (sovvenzioni o appalti) riguardano lo sviluppo di infrastrutture ferroviarie, stradali e marittime efficienti, interconnesse e multimodali, azioni volte a supportare porzioni delle reti TEN-T (le reti trans-europee di trasporto) nuove o esistenti, per migliorare sia la mobilità civile che quella militare. Una parte dei fondi servirà inoltre a finanziare grandi progetti ferroviari nei paesi beneficiari del Fondo di coesione.

Quanto alla disponibilità finanziaria per i lavori nel settore dei trasporti il sostegno va da un minimo del 30% fino a un massimo di 85% a seconda delle azioni: a quelle relative a collegamenti transfrontalieri, al miglioramento della sicurezza delle infrastrutture, allo sviluppo di applicazioni telematiche e di nuove tecnologie, ad esempio, spetta un cofinanziamento del 50% rispetto al costo totale ammissibile.

Nonostante sia nella fase di sperimentazione il progetto MAAS è un buon inizio. Dimostra che con risorse sufficienti e la buona volontà si possono far progressi. E contribuire a una società più intelligente, inclusiva e sostenibile.