FONTECCHIO: TRA LEGGENDE ALLO ZAFFERANO E STORIA

Fontecchio, piccolo borgo in Abruzzo, un luogo in cui passato e presente vivono in simbiosi, dove si mescolano, storia, magia e tradizione con la produzione di zafferano.

TURISMO
Monica Riccio
FONTECCHIO: TRA LEGGENDE ALLO ZAFFERANO E STORIA

Fontecchio, piccolo borgo in Abruzzo, un luogo in cui passato e presente vivono in simbiosi, dove si mescolano, storia, magia e tradizione con la produzione di zafferano.

Il borgo di Fontecchio sorge nella suggestiva vallata dell’Aterno all’interno del Parco Regionale Sirente-Velino, in Abruzzo, in provincia de L’Aquila, nel territorio in cui è consentito l’uso della DOP – denominazione di origine protetta dello Zafferano dell’Aquila. E’ uno dei “Borghi più belli d’Italia”, dove passato e presente vivono in simbiosi. Il suo centro storico conserva intatta la caratteristica di borgo fortificato medievale, con porte di accesso, tratti di alte mura, torri e maestosi palazzi. Numerose e ben visibili sono le emergenze architettoniche di tipo romano, rinvenibili in gran parte del territorio comunale. Meta ideale per gli amanti della natura, del benessere e del relax, il suo territorio gode di meravigliosi panorami e aree naturalistiche.

Storia

Numerose e ben visibili sono le emergenze architettoniche di tipo romano, rinvenibili in gran parte del territorio comunale. Tali ritrovamenti evidenziano nettamente l’importanza di tale territorio nell’antichità, costituendo un vero e proprio Castrum, ricco di testimonianze e leggende, tra cui quella che vede in San Pio il luogo di ultima dimora (Montagna di Pilato) niente meno che di Ponzio Pilato. Il ritrovamento in tempi recenti di resti di edifici romani ha stimolato ulteriormente questa leggenda. Le continue scorrerie da parte delle popolazioni settentrionali all’interno dell’Impero Romano, susseguitesi dal II fino a tutto il V secolo d.C., intaccarono anche i territori circostanti l’attuale borgo di Fontecchio, inducendo così gli abitanti della valle ad aggregarsi e a dar vita a veri e propri centri abitati.

Intorno all’XI secolo i piccoli vicus di San Giovanni, San Pietro, Sant’Arcangelo, San Felice e “Fons Tichiae”, si unirono dando vita al “Castrum Fonticulanum”; ma, sebbene uniti per ragioni di sicurezza, inizialmente tali piccole realtà mantennero ognuna una propria chiesa, fondando solo intorno al 1080-1095 la comune parrocchia di Santa Maria della Pace, tutt’oggi sede parrocchiale del paese. Due sono i riferimenti principali, di cui l’Arcivescovo Antinori, nel XVIII secolo, ci dà menzione: nel 1145 Fontecchio è feudo di Gualtiero di Gentile, contribuendo alle milizie dello stesso con due soldati a cavallo; nel 1360, invece, il paese risulta appartenere alla diocesi “Valvense”, con ben quattro chiese (San Pietro, San Biagio, Santa Maria a Graiano e San Nicola).

La storia di Fontecchio sembra entrare bruscamente nel vivo nel XV secolo, quando, a partire dal maggio del 1425, la quasi totalità dei castelli del circondario dell’Aquila vengono cinti d’assedio dallo spregiudicato condottiero mercenario Braccio da Montone, detto “Fortebraccio”. Se per i restanti borghi del circondario la resa fu il naturale epilogo dell’invasione subìta, tutto ciò non avvenne per Fontecchio. Anzi, grazie alle gesta ed al coraggio dei suoi abitanti, il tutto arditamente narrato nel De bello Bracciano Aquilae gesto dell’illustre Girolamo Pico Fonticulano, il paese riuscì a respingere l’attacco delle truppe mercenarie, anche attraverso l’aiuto di un altro nobile condottiero fontecchiano del tempo, accorso a dar manforte ai propri concittadini: Rosso Guelfaglione (membro della famiglia Benedetti, originaria del posto, di cui fa parte anche l’astrologo del XVI secolo Giulio Cesare, che predisse il papato al futuro Sisto V).

Fontecchio fu gravemente danneggiata dal terremoto dell’Aquila del 1703, ed in seguito anche da quello del 2009.

Curiosità

Il centro storico conserva intatta la caratteristica di borgo fortificato medievale, con porte di accesso, tratti di alte mura, torri e maestosi palazzi, tra i quali spicca il possente palazzo fortificato dei Baroni Corvi, dall’interno del quale, secondo un’antica tradizione, la Marchesa Corvi pose fine al lungo assedio dell’esercito di Braccio da Montone uccidendo, con un colpo di spingarda, i capi degli assalitori. Per ricordare l’accaduto, ogni sera la Torre dell’Orologio batte 50 rintocchi, tanti quanti furono i giorni di assedio, mescolando così storia, leggenda, tradizione, fierezza ma soprattutto respiro di tempi lontani ancora impregnati nei vicoli e nelle mura di Fontecchio.
L’orologio, considerato uno dei più antichi costruiti in Italia, muove l’unica lancetta in base ad un perfetto meccanismo di pesi e batte le ore “all’italiana”, cioè di sei ore in sei ore.

Il comune di Fontecchio rientra fra quelli in cui è consentito l’uso della Denominazione di origine protetta dello Zafferano dell’Aquila. Numerose sono le aziende agricole che in zona coltivano e producono l’”oro rosso” d’Italia.

Cosa vedere

Il borgo sembra essere uscito dalla mano di un’artista, è circondato dal verde che crea una scenografia bucolica. Come se, in mezzo alla natura, fosse stato scavato un blocco compatto, tracciando piccole vie, eleganti palazzi e le tante porte di ingresso.

Fontecchio
Resti di basamento del tempio italico-romano sotto la Chiesa di S. Maria della Vittoria nei pressi del fiume Aterno. Ponte medievale a doppia arcata, Ponte delle Pietre, sul fiume Aterno. Piazza del Popolo con botteghe medievali, l’antico forno e la fontana pubblica del XIV secolo a pianta poligonale con mascheroni. Torre medievale, su una delle porte di accesso al borgo fortificato, con orologio del XV secolo. Palazzo baronale Corvi e Palazzo Muzi con loggiati e cortili cinquecenteschi. Chiesa di S. Nicola. Chiesa parrocchiale della Madonna della Pace risalente all’XI secolo. Chiesa della Madonna delle Grazie. Antica conceria. Chiesa e Convento di S. Francesco (XIII-XVIII secc.). Ruderi del Convento dei Cappuccini risalente al XV secolo.

S. Pio
Chiesa parrocchiale della SS. Trinità. Palazzo Corvi con loggiato. Case e botteghe medievali.

Pagliare di Fontecchio
Chiesa rurale di S. Anna

Nei dintorni

Oasi di Fontecchio
Il territorio del comune di Fontecchio è situato all’interno del Parco naturale regionale Sirente-Velino, area naturale protetta, caratterizzata a nord-nordest dalla valle dell’Aterno, ad ovest dalla piana di Campo Felice, a sud dalla conca del Fucino. La grande varietà geografica del territorio in questione permette di evidenziare l’alternanza di emergenze geomorfologiche che spaziano dai severi massicci del monte Sirente, del monte Velino, dei monti della Magnola, dalle impetuose Gole di Celano, passando per gli affascinanti tavolati dell’altopiano delle Rocche e dei Piani di Pezza; il tutto contrapposto ai dolci paesaggi della valle dell’Aterno, ove si colloca il comune di Fontecchio.

Come arrivare

In auto
Da Nord, percorrere l’autostrada A14 in direzione Ancona, uscire a Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’ Angelo, proseguire sulla A 24 in direzione L’Aquila. Uscire a L’Aquila Est, prendere la SS 17 verso Pescara, all’altezza di San Gregorio svoltare sulla SS 261 verso San Demetrio ne’ Vestini e proseguire seguendo le indicazioni per Fontecchio.
Da Sud, dall’autostrada A14 seguire la strada verso Pescara, continuare in direzione Roma, prendere l’autostrada A 25, uscire a Pratola Peligna/Sulmona, proseguire in direzione Raiano percorrendo la SS 5, svoltare sulla SS 261 e seguire indicazioni per Fontecchio.
Da L’Aquila, percorrere la SS 17 in direzione Pescara, all’altezza del paese di San Gregorio svoltare sulla SS 261 verso San Demetrio ne’ Vestini e proseguire seguendo indicazioni per Fontecchio.

In treno
Stazione Ferroviaria di Fontecchio

In autobus
Autolinee Regionali Pubbliche Abruzzesi

In aereo
Aeroporto di Pescara, Aeroporto di Roma Ciampino, Aeroporto di Roma Fiumicino

Via mare
Porto turistico di Pescara, Porto turistico di Roma

Riferimenti
www.comune.fontecchio.aq.it
www.parcosirentevelino.it/comuni