FORESTE ITALIANE, LA STRATEGIA PER UNA GESTIONE CORRETTA

Le foreste oltre al legno garantiscono multifunzionalità, servizi ecosistemici e lotta ai cambiamenti climatici. Ne abbiamo parlato con il Dottore Forestale Antonio Brunori.

AMBIENTE
Domenico Aloia
FORESTE ITALIANE, LA STRATEGIA PER UNA GESTIONE CORRETTA

Le foreste oltre al legno garantiscono multifunzionalità, servizi ecosistemici e lotta ai cambiamenti climatici. Ne abbiamo parlato con il Dottore Forestale Antonio Brunori.

Il nostro Paese è caratterizzato da un patrimonio forestale davvero importante, basti pensare che si sviluppa su una superficie di oltre 11 milioni di ettari. È necessario che questa ricchezza sia valorizzata e gestita in modo corretto come indica la Strategia Forestale Nazionale pubblicata lo scorso febbraio 2022. La Strategia, si inserisce nel Testo Unico in materia di filiere e foreste (legge 34 del 2018) è allineata alle direttive europee sulla biodiversità e risponde agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite. Sono numerose le azioni previste dalla Strategia e riguardano: servizi e  pagamenti ecosistemici; difesa del territorio; diversità biologica e degli ecosistemi forestali; mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici; gestione forestale sostenibile; servizi socio culturali delle foreste; tracciabilità dei prodotti forestali; alberi e foreste urbane e peri – urbane, ecc.

Abbiamo incontrato il il Dottore Forestale Antonio Brunori e Segretario generale del principale ente di certificazione forestale italiano, PEFC il (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) per parlare di foreste e strategia forestale.

Per maggiori informazioni sulla Strategia Forestale cliccare sul seguente link.

Qual è il compito della strategia forestale e quale lo stato delle foreste in Italia?

La Strategia forestale nazionale è un documento complessivo promosso dal MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) di concerto con altri ministeri, il MITE (Ministero della Transizione Ecologica) MIC (Ministero della Cultura), MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) con l’approvazione della Conferenza Stato – Regioni. Concertazione che da qui ai prossimi vent’anni ci permetterà di avere quella visione che fino ad ora mancava, basti pensare che fino a pochi anni fa non era presente nemmeno la Direzione Generale delle foreste e non c’era una legge forestale moderna e coraggiosa. Quindi la Direzione Generale (Difor) – guidata dalla dott.sa Alessandra Stefani – e il Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali (legge 34/2018) ci permettono di seguire un percorso e di avere una visione di gestione forestale multifunzionale.

Il Testo Unico e la Strategia ci dicono cosa fare ed in che modo. E soprattutto che stiamo assistendo ad una vera e propria rinascita della visione forestale perché ci sono i mezzi e le figure per guidarlo. Nel nostro Paese le foreste sono raddoppiate dal 1950 ad oggi. In Italia e più in generale in Europa la superficie forestale è in controtendenza rispetto al resto del mondo dove le foreste sono in calo e si assiste alla perdita di circa 8 milioni di ettari l’anno pari ai quasi 2/3 della superficie forestale italiana. Purtroppo l’aumento della superficie e della biomassa della risorsa forestale se da un lato rappresenta un aspetto positivo nei confronti della mitigazione e dell’ adattamento al cambiamento climatico non va di pari passo con la loro gestione perché questa crescita non è frutto di una politica di conservazione, ma piuttosto di una non gestione, di un abbandono nella cura e nel mantenimento.

Qual è l’obiettivo generale della Strategia forestale nazionale?

Gli obiettivi generali sono tre :

  • gestione sostenibile e ruolo multifunzionale delle foreste
  • efficienza nell’ impiego delle risorse forestali per uno sviluppo sostenibile delle economie nelle aree rurali, interne e urbane del paese.
  • responsabilità e conoscenza globale delle foreste.

Ogni obiettivo ha azioni operative, strumentali e specifiche. Ciascuna azione è calata nel concreto, precisando quali sono gli interventi puntuali, chi deve farsene carico, come vanno finanziati e quali sono i risultati attesi. L’orizzonte è ventennale, ma i singoli target vanno aggiornati ogni cinque anni, anche per restare sempre alla pari con ciò viene deliberato a livello europeo.

Tra gli obiettivi della Strategia troviamo la gestione forestale sostenibile e la multifunzionalità del patrimonio. Su cosa si basa e come si intende valorizzarla?

La gestione forestale sostenibile deve essere intesa come migliore efficienza nell’ uso delle risorse, multifunzionalità e promozione dell’ espansione delle foreste nei contesti urbani e suburbani allo scopo di contrastare i cambiamenti climatici e salvaguardare la biodiversità. La parola chiave è quindi la gestione attiva che si trova nel nostro “faro”, cioè la legge 34 del 2018. Questo significa assunzione di responsabilità nella gestione dei boschi. La Strategia definisce gli obiettivi della gestione, il perché e il come si deve conservare, in che maniera il bosco può essere destinato per fini turistici, per a fini turistici, per arrivare a definire le varie funzioni, produttiva, protettiva, culturale, climatica e farle stare insieme. Inoltre stimola tutti gli stakholders sul fatto che oggi dobbiamo parlar di  pianificazione.

Quale è il ruolo della Strategia negli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030 e dal Piano Strategico delle foreste 2017 – 2023?

La Strategia Forestale è inserita in quella Europea e raccoglie tutte le visioni su scala internazionale. Vale a dire ONU ed EFI (European Forestry Institute). Se applichiamo la Strategia Forestale Nazionale, automaticamente siamo inseriti nel flusso normativo su scala europea. La Strategia Nazionale dà attuazione alla strategia europea per la biodiversità 2030 e a quella forestale 2030.

Cosa sono i servizi ecosistemici e come la strategia intende valorizzarli?

I Servizi Ecosistemici sono tutti quei benefici che il bosco apporta quando è gestito in maniera attiva, nella legge 34/2018 un articolo è proprio dedicato a questa specifica tematica. La Strategia ha nella gestione delle foreste, finalizzate ai servizi ecosistemici, uno degli obiettivi principali anche perché parla di pagamento dei servizi ecosistemici o PES. Parliamo non solo di legname, ma di funzionalità turistico ricreativa, servizio climatico, difesa idrogeologica, ma anche di turismo e ricreazione. Segnalo che proprio quest’ ultimo servizio stà creando le condizioni per il successo del forest bathing (immersione nelle foreste), nuova modalità di valorizzazione della funzione salutistica delle foreste.

Come segretario del PEFC si occupa di certificazione forestale che insieme alla  tracciabilità dei prodotti garantisce la sostenibilità della filiera forestale. Come si inserisce nella strategia e quali sono i vantaggi per il settore forestale?

La certificazione è garanzia e certezza nella gestione. Quando parliamo di certificazione forestale vuol dire che noi diamo la sicurezza di un risultato della gestione. La Strategia ha nella certificazione ha uno strumento per garantire gli obiettivi della gestione attiva e della fornitura di servizi ecosistemici, tanto da essere inserita nel testo unico. Io che mi occupo direttamente di certificazione posso dire che in sua assenza alcuni degli obiettivi della strategia forestale non potrebbero essere raggiunti. Inoltre mi sento di dire che questo strumento dovrebbe essere promosso maggiormente dagli enti pubblici. Il PCEF è il principale ente che si occupa di certificazione forestale in Italia, con oltre 900.000 ettari e ben 25.000 proprietari e gestori premiati da questo strumento di mercato che è anche strumento etico. Si tratta di un ente normatore, creiamo delle norme, degli standard gestionali che sono verificati sul campo. Organismi di certificazione verificano la conformità dello standard, creando una vera e propria catena che parte dallo standard di gestione sostenibile delle foreste, passa per il proprietario che lo applica, un organismo lo controlla e i prodotti realizzati ottengono un marchio che entra nella filiera del legno, della carta e  funghi, tartufi, miele, ecc Quindi il prodotto arriva al consumatore, il quale ha la certezza  che provenga da una filiera legale, sostenibile e tracciata.

Tra le filiere forestali rientra quella legno - energia. Come la strategia intende incentivarla?

Tutte le filiere derivanti dalle foreste sono importanti ma l’Unione Europea evidenzia che non si può utilizzare il legno solo per scopi energetici ma è necessario che venga valorizzato, con un approccio definito “ a cascata” che prevede l’impiego  ad esempio nell’ edilizia, nelle strutture, nel packaging, ecc. Il problema è che nel settore legno energia c’è molta illegalità. Vale la pena ricordare che almeno un 20% di tutto il legname importato in Europa è definito dall’UE come di origine illegale e quindi senza le dovute garanzie di tracciabilità e tanto meno di sostenibilità.

Anche memori dei danni provocati nel 2018 dalla tempesta Vaia ai boschi del nord Italia e ad altre calamità, la strategia come intende gestire gli eventi climatici estremi?

La tempesta Vaia ha creato delle condizioni per cui tra le calamità non viene affrontato solo quello della lotta agli incendi. Si parla di eventi distruttivi, la strategia nel tentativo di rendere più resilienti le proprietà forestali dà delle indicazioni volte alla gestione attiva, alla responsabilizzazione delle proprietà finalizzate e a rendere più resistente la formazione forestale alle avversità biotiche e abiotiche.