FULVIO, UN TUMORE RARO E IL DIFFICILE INTERVENTO CHIRURGICO PER SALVARLO

Nel Centro tumori rari dell’Istituto Regina Elena è stato eseguito per la prima volta un complesso intervento chirurgico. A Fulvio,  colpito da un raro sarcoma, sono stati asportati  in blocco il lobo polmonare, la parete toracica , il diaframma e una sezione del fegato.

SALUTE
Giulia Modesti
FULVIO, UN TUMORE RARO E IL DIFFICILE INTERVENTO CHIRURGICO PER SALVARLO

Nel Centro tumori rari dell’Istituto Regina Elena è stato eseguito per la prima volta un complesso intervento chirurgico. A Fulvio,  colpito da un raro sarcoma, sono stati asportati  in blocco il lobo polmonare, la parete toracica , il diaframma e una sezione del fegato.

In questo bistrattato Paese, nonostante le tante e variegate situazioni di diffusa incapacità e variegata umanità, bisogna riconoscere – anche in tempi di pandemia – che la sanità ha davvero punte di eccellenza, difficilmente eguagliabili in altre parti del mondo.

Una di queste è l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) di Roma. E vi raccontiamo anche perché: l’équipe della chirurgia toracica, in collaborazione con quella della chirurgia epatobiliopancreatica, ha eseguito per la prima volta uno complesso intervento chirurgico di asportazione di un raro sarcoma (tumore maligno) collocato tra torace e addome.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo allo scorso aprile, dove il protagonista di questa felice storia, è proprio il caso di dirlo, si reca dal suo medico curante perché ha iniziato ad accusare un serio affaticamento respiratorio e della tosse stizzosa. Lui è Fulvio, a Viterbo la città in cui vive lo conoscono in molti. Di mestiere fa l’idraulico, ma ora è in pensione. A detta dei suoi concittadini è anche un uomo di rara gentilezza e disponibilità.

In seguito a questi sintomi, pensando di essersi preso il Covid, Fulvio, esegue subito un tampone, il risultato però è negativo. Passano i giorni e i disturbi persistono. Decide quindi di andare dal medico curante che gli prescrive una radiografia del torace, l’esame mostra un’opacità pressoché totale dell’emitorace destro, compatibile con un versamento pleurico. Si cerca allora d’indagare meglio e Fulvio si sottopone a TC (tomografia) del torace che, oltre a confermare la presenza del versamento pleurico,  evidenzia anche una neoformazione polmonare che dal lobo inferiore destro si estende oltre il diaframma fino al fegato.

A questo punto lo prende in cura uno specialista: il dott. Enzo Maria Ruggeri, Direttore della UOC di Oncologia dell’Ospedale di Belcolle, che lo invia all’attenzione di un suo collega: il dott. Francesco Facciolo, Direttore della Unità Operativa Complessa di Chirurgia Toracica dell’Istituto Regina Elena, per una maggiore valutazione del caso.

 Senza indugi Fulvio viene subito sottoposto ad intervento di videotoracoscopia diagnostica per eseguire una biopsia della neoformazione polmonare e l’esame istologico. Questo conferma il sospetto dei medici e la diagnosi è di sarcoma, ma di un tipo molto raro il sinovialsarcoma: una forma molto aggressiva di malattia che solitamente si sviluppa nei tessuti molli degli arti e che rappresenta circa il 5% di tutti i sarcomi. Ma solo lo 0,1% come tumore primitivo del torace. E a Fulvio parte addirittura dalla pleura diaframmatica. Una localizzazione non certo comune e, in letteratura, proprio a causa della rarità di questa patologia, non sono descritti casi di intervento chirurgico combinato toraco-addominale per la resezione di un sinovialsarcoma.

I medici, dopo aver sottoposto Fulvio a trattamento chemioterapico pre-operatorio presso l’Oncologia dell’Ospedale di Belcolle, a fine luglio gli fanno fare un’altra TC. Il caso clinico viene poi discusso collegialmente dall’équipe della Chirurgia Toracica dell’IRE, da quella dell’Unità Operativa di Chirurgia Epatobiliopancreatica e dagli Oncologi curanti di Viterbo. Si decide d’operare, nonostante la complessità dell’intervento. È l’autunno del 2021 quando Fulvio entra in sala operatoria per sottoporsi a questo delicatissimo e complesso intervento chirurgico.

Un’intervento durato quasi 11 ore – raccontano il chirurgo toracico Enrico Melis e il direttore della Chirurgia Epatobiliopancreatica dell’IRE Gian Luca Grazi, a capo delle rispettive equipe – che si è concluso con l’asportazione contemporanea di un lobo polmonare, della parete toracica, del diaframma e di una parte del fegato. E a seguire dalla ricostruzione della parete toracica e del diaframma con materiale protesico”.

La complessità dell’intervento chirurgico ha richiesto una precisa pianificazione pre-operatoria tra le due équipe chirurgiche e gli anestesisti per garantire al paziente l’asportazione radicale della e prevenire tutte le eventuali difficoltà tecniche ed anestesiologiche. Perché per la prima volta in questo intervento sono stati asportati in blocco un lobo polmonare, la parete toracica, il diaframma e una parte del fegato.

È molto importante – sottolinea Marina Cerimele, direttrice generale IFO – che questo tipo di interventi vengano eseguiti in centri ad alta specializzazione. Così come è stata fondamentale la collaborazione multidisciplinare non solo tra gli esperti IFO ma a livello territoriale, con i professionisti che operano a Viterbo. Proseguiamo nel consolidare il modello di rete di collaborazione tra i nostri centri di riferimento e il territorio.”

Fulvio ora è a casa e gli auriamo tutto il bene possibile. E noi speriamo che quest’anno possa essere segnato da tante storie a lieto fine da raccontare. La scienza e la sapienza siamo certi potranno essere davvero utili a questo scopo.

 Qui il video-racconto dei chirurghi che hanno operato Fulvio https://youtu.be/gpNoyrq4s-Y