GENNAIO DI FUOCO: MAI COSÌ CALDO NELLA STORIA

Secondo il servizio Copernicus Climate Change dell’Agenzia spaziale europea, gennaio è stato il più caldo di sempre. Le previsioni.

AMBIENTE
Alessio Ramaccioni
GENNAIO DI FUOCO: MAI COSÌ CALDO NELLA STORIA

Secondo il servizio Copernicus Climate Change dell’Agenzia spaziale europea, gennaio è stato il più caldo di sempre. Le previsioni.

Un gennaio caldo, anzi caldissimo: quello da poco passato è stato, addirittura, il più caldo di tutti. Almeno secondo gli scienziati di Copernicus, il programma dell’Unione Europea che si dedica all’osservazione della Terra, monitorando il nostro pianeta e soprattutto il suo ambiente. I dati a disposizione di Copernicus arrivano da agenzie specializzate come l’Agenzia spaziale europea (ESA), l’Organizzazione europea per l’esercizio dei satelliti meteorologici (EUMETSAT), il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (CEPMMT) ed altre.

Ogni mese è il mese più caldo

Ebbene, secondo questi dati, il mese di gennaio 2024 ha fatto registrare una temperatura media di 13,14 gradi, che è più alta di quella registrata nel 2020 e che rappresentava il precedente record. Non è una sorpresa, però: è dal mese di giugno 2023, infatti, che ogni mese è il mese più caldo. Abbiamo avuto il Giugno più caldo della storia, il Luglio più caldo della storia, l’Agosto più caldo della storia, e via dicendo. Fino, appunto, ad arrivare a Gennaio. E forse, più che il dato riferito al singolo mese, è questa “serie” che preoccupa: siamo di fronte ad un incremento delle temperature evidente e durevole nel tempo, indice di un cambiamento climatico che è davvero impossibile smentire.

Le previsioni per il 2024

Secondo gli esperti, un mese di gennaio così caldo è, molto probabilmente, la premessa ad un intero anno durante il quale le temperature saranno elevate. Il 2024, sulla base dei dati ad oggi registrati, ha circa il 33% di possibilità di essere più caldo del 2023 ed oltre il 90% di risultare una delle cinque annate più calde della storia. Insomma, prepariamoci ad un’estate infuocata. Ma quali fattori hanno contribuito a rendere lo scorso mese di gennaio così caldo? Sempre secondo gli esperti climatici, gli elementi determinanti sarebbero principalmente due: il riscaldamento globale, a cui l’essere umano continua a contribuire con la combustione di gas fossili, ed il fenomeno naturale noto come “El Niño”. Si tratta di un evento climatico periodico – avviene ogni cinque anni circa – che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale nei mesi di dicembre e gennaio. L’interazione tra questi due fattori ha contribuito a regalare all’umanità il gennaio più caldo della storia.

La questione dell’ 1,5° C in più

Il dato che maggiormente preoccupa non sono tanto i 13,14 gradi di media, ma il fatto che il mese di gennaio appena trascorso ha registrato una temperatura di 1,66° C più alta rispetto all’era preindustriale, che è considerata la fase storica di riferimento per calcolare di quanto siano in aumento le temperature, anche e soprattutto in relazione alle emissioni di gas serra. Per “era preindustriale” si intende il periodo che va dal 1850 al 1900, anche se più di qualche esperto mette in discussione questo tipo di paragone: nel 1850, infatti, la Terra era probabilmente già in fase di riscaldamento per via delle emissioni da combustibili fossili, che erano già presenti da tempo. Ma, ammettendo che quel lasso di tempo è quello giusto con il quale fare raffronti, ecco che suona un enorme campanello d’allarme. Il fatto di aver superato il limite di 1,5° C di aumento della temperatura ci pone in una situazione molto delicata: l’obiettivo primario per contrastare il riscaldamento globale è, infatti, quello di evitare tassativamente l’aumento di 2° C, possibilmente fermandosi a + 1,5°. Limite che, tecnicamente, avremmo già superato nel caldo gennaio appena trascorso…