GLI AMANTI

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale.

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Stefano Grifoni
GLI AMANTI

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale.

Fosca arrivò in pronto soccorso accompagnata dai carabinieri. Aveva gli abiti strappati e le gambe segnate da varie contusioni. Si lamentava anche di un forte dolore al torace a destra. Era una bella donna di mezza età con occhi verdi scintillanti e capelli neri. Una delle sue  scarpe aveva perduto il tacco e l’altra era addirittura rotta e questo gli impediva di camminare regolarmente. Al dottore di turno si presentò uno dei carabinieri e  lo avvertì che la signora era caduta, forse inciampando  mentre si trovava per strada. Fosca che ascoltava disse: “Sono caduta  in un fosso laterale alla strada mentre correvo impaurita” .

Fosca cominciò ad avvertire un forte dolore  alla spalla destra. Le gambe erano tutte graffiate e le calze rotte in vari punti. “Buonasera signora,  come ha fatto a cadere? “chiese il dottore. “Le ho già detto che mi è successo mentre correvo” “Mi scusi, lei la notte  corre per strada?” chiese sorridendo il medico.  “Come mai è caduta, si è sentita male? È inciampata? Qualcuno l’ha spinta ? Fosca  lo guardò e gli disse “ Caro Dottore la vita è strana e imprevedibile” “Che significa?  chiese il medico  “La vita talvolta ti prepara delle sorprese che non  avresti mai immaginato ”. “Signora, ancora non riesco a capire  ma se vuole può raccontarmi la sua esperienza, la ascolto ”. “Stanotte ero in compagnia di  una persona  che conoscevo da molto tempo. Abbiamo prima cenato insieme  e poi  deciso di andare nel solito albergo in campagna dove siamo stati altre volte. Ci andavamo spesso io e Antonio. Purtroppo è successo che …”

Fosca scoppiò in un pianto dirotto,  non riusciva più a parlare. Poi ad un tratto  si calmò e continuò il suo racconto. “Dopo aver fatto l’amore  ci siamo un momento addormentati”  disse Fosca. Quando  mi sono risvegliata  ho dato un bacio ad Antonio. Era freddo e tutto scuro in volto  e non mi rispondeva. Ho provato a risvegliarlo  ma niente.  L’ho chiamato  a voce alta scuotendolo . Poi ho capito che era morto.  “Morto?” disse il dottore. “Non ha provato a fare le manovre di rianimazione? Il massaggio cardiaco esterno? Forse lo poteva salvare”. “Non so fare queste cose e per questo ho chiamato l’albergatore  dicendo di venire subito in camera perché c’era un signore che stava male. Lui è salito e insieme abbiamo provato a rianimare Antonio, ma inutilmente. Quando sono arrivati i soccorritori ci hanno confermato che era davvero deceduto e che non c’era più niente da fare.

“Mi dispiace, signora,  per la morte di suo marito e se ho capito bene lei è caduta scendendo le scale dell’albergo”. “No dottore i miei problemi sono stati altri. Antonio non era mio marito, da anni eravamo amanti. Eravamo tutti e due sposati quando ci siamo incontrati. Abitavamo nello stesso palazzo con gli appartamenti sullo stesso pianerottolo  l’uno di fronte all’altro. Un abbraccio, un bacio e poi ci siamo ritrovati a letto insieme. Eravamo davvero innamorati o almeno così sembrava a me. Le cose con mio marito non andavano bene da tanto tempo. Spero che lei mi possa comprendere”.  “Scusi Fosca ma non capisco  come ha fatto a ridursi così. Devo  farle  la radiografia della spalla  e  medicare le gambe,  poi se vuole mi racconterà cosa le è realmente successo ”. Fosca iniziò di nuovo a  parlare con voce bassa: “Quando sono arrivati i carabinieri hanno fatto l’identificazione del morto e poi capendo la situazione hanno avvertito Anna  la moglie di Antonio  che si trovava a casa.”

Anna   sapeva che il marito  era al circolo a giocare a carte e quindi rimase  sorpresa quando le dissero  di venire all’Hotel La torre perché Antonio stava male. Era disperata dopo la telefonata dei carabinieri e non sapeva come raggiungerlo, poi si decise  e suonò  il campanello  del vicino di casa. Pietro, in pigiama e con il volto segnato dal sonno, le aprì la porta : “ Mi scusi se la disturbo a quest’ora di notte, ma mio marito sta male e non so come fare perché la macchina stasera l’ha presa lui e io sono  rimasta senza” disse Anna . “Non si preoccupi, signora, l’accompagno io” le rispose Piero. Arrivarono all’hotel mentre  Fosca stava  ancora parlando con i carabinieri che le chiedevano spiegazioni.  “Quando mi sono girata  verso l’auto che era arrivata da poco ho riconosciuto mio marito con accanto  la signora Anna. Lui appena sceso dalla macchina mi ha immediatamente riconosciuto. ” “ Che situazione… e lei Fosca che ha fatto?” chiese il medico.” L’istinto è stato quello di fuggire  e  nel buio della notte sono caduta in un fosso dove mio marito dopo avermi raggiunto, mi ha aggradita con qualche schiaffo e con brutte parole. Le grida sono state avvertite dalla moglie di Antonio, Anna, che si è resa conto di tutto.” La situazione si è complicata. Immagino…” disse il dottore . “La signora è andata nella stanza dove si trovava il marito morto e si è avventata sulla salma  colpendola con i pugni e offendendo anche  me. Era una furia. Nessun rispetto per la morte  non crede dottore?” . “Sotto certi punti di vista sì certo… ora vediamo di far stare bene lei dopo quello che le è accaduto”. “Ho perso il mio amore  e questo è il solo  grande dolore che non potrà  curare dottore,  forse lo farà il tempo…” disse Fosca.