Gli insegnanti ‘studiano’ per riconoscere il diabete nei bambini

Da anni va avanti un progetto di Regione Toscana, con l’ospedale Meyer di Firenze per sensibilizzare gli insegnanti a riconoscere i primi campanelli d’allarme della patologia.

SALUTE
Susanna Bagnoli
Gli insegnanti ‘studiano’ per riconoscere il diabete nei bambini

Da anni va avanti un progetto di Regione Toscana, con l’ospedale Meyer di Firenze per sensibilizzare gli insegnanti a riconoscere i primi campanelli d’allarme della patologia.

Nel 2024 sono già circa 300 gli insegnanti formati dagli specialisti della Diabetologia dell’ospedale Meyer di Firenze, alla gestione degli alunni con diabete di tipo 1 e si aggiungono ai circa 1200 dell’anno precedente.

In autunno, inoltre, sono previsti altri corsi in presenza e on line per sensibilizzare gli insegnanti a riconoscere nei bambini, che hanno davanti in classe tutti i giorni, i primi segnali riconducibili a questa patologia.

Si tratta di un progetto promosso dalla Regione Toscana, di cui il Meyer è capofila che vede il personale operante presso la diabetologia pediatrica del Meyer coinvolto nell’ attività formativa, in collaborazione con i professionisti operanti in Area Vasta Sud Est e in Area Vasta Nord Ovest e con il fattivo contributo delle Associazioni dei genitori dei bambini con diabete tipo 1.

Il progetto

Il progetto contribuisce alla formazione del personale docente e ausiliario che opera nelle scuole della Toscana, frequentate da bambini e ragazzi con diabete cui è garantita la permanenza in sicurezza a scuola.

Durante i corsi vengono affrontati gli aspetti più importanti della gestione scolastica di questa patologia: si parte dalle nozioni generali sul diabete, dai sintomi all’esordio, c’è un focus sull’organizzazione dell’alimentazione a mensa e sulla gestione dell’attività fisica.

Una parte è dedicata agli aspetti psicologici, una alle tecnologie in uso, e una, fondamentale, a come affrontare l’emergenza nel bambino con diabete di tipo 1 a scuola, con una sessione pratica finale. In situazioni particolari, inoltre, viene attivato il supporto degli specialisti del Meyer per consulenze su singoli casi specifici in presenza o tramite collegamento webinar con le scuole.

Come Meyer siamo orgogliosi di questi numeri e dei ritorni che abbiamo dagli insegnanti – spiega Sonia Toni, responsabile della Diabetologia pediatrica dell’AOU Meyer IRCCSQuesti corsi aiutano a creare un tassello in quella rete di accoglienza e sicurezza che si deve attivare intorno al bambino con diabete: gli insegnanti ne sono protagonisti fondamentali, anche per il ruolo di “sentinelle” e osservatori privilegiati che possono avere per intercettare e riferire ai genitori quei sintomi e quei segnali che permettono una diagnosi precoce nei loro alunni, come bere molto o chiedere spesso di andare in bagno”.

Professoressa Sonia Toni, responsabile della Diabetologia pediatrica dell’AOU Meyer IRCCS (fornita da ufficio stampa)

Il diabete di tipo 1

Ogni anno le nuove diagnosi di diabete di tipo 1 crescono del 3,6% e la Toscana non fa eccezione.

Nella nostra regione, annualmente, si registrano circa 100 nuove diagnosi di diabete di tipo 1 e circa 10 nuove diagnosi di diabete di tipo 2. Il diabete mellito è la malattia cronica più frequente in età pediatrica e purtroppo spesso è diagnosticata in ritardo con gravi rischi per il bambino.

Si tratta di una forma di diabete dovuto alla distruzione delle cellule del pancreas che producono l’insulina perciò è detto insulino-dipendente, perché l’organismo si trova ad essere senza questo ormone che è fondamentale per la vita.

Un riconoscimento precoce dei sintomi tipici del diabete risparmia al bambino il presentarsi in ospedale con il quadro di gravità rappresentato dalla chetoacidosi diabetica. Un insegnante, che ha partecipato a uno dei corsi, ha voluto far conoscere la sua esperienza : “Partecipare a questo corso mi ha aperto un mondo sconosciuto – ha detto – in questo modo ho capito che M., un mio alunno, non era svogliato o annoiato dalla mia lezione, ma chiedeva di uscire perché stava male. Mi sono sentita in colpa di non avere parlato subito con la mamma e di non aver riconosciuto quei sintomi, prima che la situazione si aggravasse. Adesso mi sento però più sicura e so che se ricapitasse mi si accenderebbe un campanello d’allarme”.

La partecipazione

Nel 2023 sono stati svolti 8 corsi online, 1 corso in presenza e 11 corsi “brevi” per rispondere a bisogni specifici che hanno visto complessivamente la partecipazione di 1156 insegnanti. Nel 2024 sono già stati realizzati due corsi webinar, che hanno registrato complessivamente 273 presenze, ed altri, sia in presenza sia da online, sono in calendario. Importante il ruolo delle associazioni di pazienti attive localmente in Toscana: sono loro a fare da cabina di regia e segreteria organizzativa per i vari corsi webinar. Emblematici i risultati dei test di apprendimento finale: al termine di ogni corso è sempre proposto un questionario di apprendimento utilizzato ai fini dell’attestazione e un questionario di gradimento del corso e la quasi totalità dei questionari ha fatto registrare meno di 1 risposta errata e grande soddisfazione.