Gli insetti "amici" del verde

Rendere i prati e i giardini ambienti ideali per farfalle e insetti impollinatori è possibile. Alcuni esempi e consigli per il “fai da te”.

AMBIENTE
Pamela Preschern
Gli insetti "amici" del verde

Rendere i prati e i giardini ambienti ideali per farfalle e insetti impollinatori è possibile. Alcuni esempi e consigli per il “fai da te”.

Lasciare fiorire l’erba e i fiori selvatici. È il motto della campagna anglosassone “No-Mow May” (letteralmente “Maggio senza falciatura”) a sostegno degli insetti, per il contrasto all’inquinamento e riduzione delle emissioni degli spazi verdi. Riporre il tosaerba e permettere alle piante autoctone di prosperare è uno dei modi migliori per consentire agli insetti impollinatori di svolgere il loro lavoro essenziale.

Uno studio condotto dall’organizzazione no-profit britannica Butterfly Conservation ha scoperto che lasciar crescere l’erba del prato aumenta il numero di farfalle fino al 93 per cento, attirando allo stesso tempo altre specie di insetti. Ma anche che l’edera in fiore è particolarmente benefica e che l’erba alta attira i bruchi. Occorre metter da parte alcuni pregiudizi e valorizzare piante spesso considerate “erbacce” come l’erba tossica e il biancospino.

Le minacce per gli insetti impollinatori

La preoccupazione per la sopravvivenza delle api è aumentata negli ultimi anni a causa del cambiamento climatico e della lenta e progressiva distruzione dell’habitat che minacciano questi insetti.

Secondo uno studio scientifico globale pubblicato sulla rivista Biological Conservation nel 2019, più di un terzo delle specie di insetti è in pericolo di estinzione. Una minaccia non solo per questi animali ma anche per la sicurezza alimentare, essendo essenziali per l’impollinazione delle colture.

Se pratiche agricole intensive come la monocoltura insieme ai pesticidi contribuiscono al declino degli insetti, lo stesso effetto hanno alcune forme di giardinaggio domestico. Non è solo il massiccio uso del cemento nei grandi spazi urbani a danneggiare le popolazioni di api; anche i prati curati dei quartieri periferici possono essere dannosi, se si considera che l’erba non offre alcuna opportunità di impollinazione e per la sua manutenzione viene emesso più carbonio di quello sequestrato.

A Milano la biodiversità si promuove con l’erba alta

Recentemente nel capoluogo lombardo si vede l’erba sempre più alta nei prati e zone di questi selvagge e incolte indicate in una mappa interattiva. Non è frutto del caso ma di una scelta dell’amministrazione guidata dal sindaco Sala, ispirata alla tecnica dello “sfalcio ridotto” e finalizzata ad accrescere la biodiversità del verde cittadino consentendo alle piante di completare il loro intero ciclo produttivo. Tra i vantaggi attesi ci sono il miglioramento della qualità dell’aria e del suolo e la mitigazione degli effetti delle ondate di calore estivo.

Il progetto coinvolge 54 aree pubbliche per una superficie di 1,3 milioni di metri quadri. A sostegno del progetto ci sono Legambiente e Lipu; contrari la politica, soprattutto i partiti di opposizione, secondo i quali il vero obiettivo è la diminuzione dei costi di manutenzione del verde e che temono l’infestazione delle zanzare nelle aree selezionate, nei pressi delle periferie della città. Questa iniziativa, tuttavia, non è nuova nel panorama italiano: se ne era parlato, non senza polemiche, anche a Torino ed è pratica comune in Emilia-Romagna.

Fare del proprio giardino un paradiso per gli impollinatori

Se un cambio di tendenza richiede di agire a livello macro non è tuttavia da sottovalutare ciò che possiamo fare noi nel nostro piccolo per contribuire a combattere questo problema.  Oltre a ridurre l’uso del tagliaerba è opportuno seminare una miscela di erba, o meglio la festuca, pianta erbacea della famiglia delle Poaceae o piantando specie commestibili che le api amano impollinare.Per aumentare le popolazioni di api piuttosto che favorire il fenomeno dell’apicoltura urbana in crescita negli ultimi anni ma potenzialmente dannosa per la potenziale minaccia ad altre specie è consigliabile creare un habitat ideale.

Come farlo? Innanzitutto, assicurandosi piante che fioriscono in stagioni diverse e di specie autoctone, facili da coltivare, resistenti ai parassiti e abituate a convivere con gli impollinatori locali. E ancora lasciando le erbacce al loro posto, anche quelle antiestetiche come i denti di leone, tra i primi su cui si posano le api. Inoltre, occorre prediligere alberi da fiore, ad esempio il ciliegio, il melo e il salice, ottimi per le api e altri impollinatori poiché ricchi di fiori. Insomma, diversificare la scelta in termini di colori e forme nel proprio giardino tenendosi lontano, quanto più possibile, da pesticidi e prodotti chimici.

Che si sia o meno d’accordo con quanto in atto e suggerito, è indiscutibile che per contenere il fenomeno della perdita di biodiversità e in particolare di specie preziose per la nostra sopravvivenza occorre agire su più livelli e simultaneamente. Un invito per chi possiede giardini e spazi verdi ad avviare il cambiamento dando il buon esempio agli altri.

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