GLI ITALIANI E LA SALUTE DOPO UN ANNO DI PANDEMIA

Una ricerca internazionale ha messo in evidenza come è cambiato il rapporto con la salute in questo periodo. Gli italiani hanno espresso preoccupazione per il futuro e un grande timore di ammalarsi, ma continuano ad avere fiducia nel SSN.

SALUTE
Cristina Nati
GLI ITALIANI E LA SALUTE DOPO UN ANNO DI PANDEMIA

Una ricerca internazionale ha messo in evidenza come è cambiato il rapporto con la salute in questo periodo. Gli italiani hanno espresso preoccupazione per il futuro e un grande timore di ammalarsi, ma continuano ad avere fiducia nel SSN.

Un anno e mezzo che ha cambiato il punto di vista degli italiani e degli europei sulla salute. E non c’è, nel recente passato, un periodo a cui è paragonabile il momento storico che stiamo vivendo. Perché la pandemia di Covid-19 ha avuto e continua ad avere ripercussioni a livello globale, soprattutto in ambito sanitario. Ma in che termini ha cambiato il rapporto con la nostra salute? Al di là delle ormai consolidate prassi messe in atto per proteggerci, come il lavaggio accurato delle mani, il distanziamento sociale e l’uso della mascherina, l’emergenza sanitaria ha rafforzato o diminuito la fiducia nei confronti del sistema sanitario? E poi cosa pensiamo dei vaccini?

Queste solo alcune delle domande al centro dello STADA Health Report 2021, un ampio sondaggio internazionale su una vasta gamma di temi di salute realizzato dal Gruppo STADA, in collaborazione con il Kantar Market Research Institute tra marzo e aprile 2021, su oltre 30.000 persone in 15 Paesi europei: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Russia, Serbia, Spagna, Svizzera, Ucraina e Regno Unito.

Una ricerca che traccia un profilo di come ci stiamo muovendo tra paure e bisogni, non solo di salute. E contrariamente a quanto si possa pensare, il timore di ammalarsi a causa dell’infezione da Covid-19 non è stata la preoccupazione principale per la maggioranza dei cittadini europei: oltre la metà (52%) ha risentito maggiormente della mancanza di contatti interpersonali con la propria famiglia o gli amici. Segue al secondo posto, con una percentuale del 42%, la paura del contagio mentre 1 intervistato su 3 si è detto preoccupato per le ripercussioni economiche e lavorative dell’emergenza sanitaria.

Per noi italiani, quali sono state le principali paure? In base ai risultati della ricerca, più della metà (53%) dei nostri connazionali ha menzionato il timore di ammalarsi, collocandosi al secondo posto della classifica dietro agli spagnoli (54%). Parimenti, l’Italia è risultata seconda, sempre dopo la Spagna (44%), per la percentuale di coloro (41%) che hanno espresso grande preoccupazione per il futuro, come, per esempio, la perdita o la riduzione del lavoro.

Nonostante le preoccupazioni relative al Covid-19, la popolazione italiana mostra un livello piuttosto alto di fiducia nei confronti del servizio sanitario nazionale: due terzi degli intervistati (65%) ritiene, infatti, che il sistema sanitario sarebbe pronto ad affrontare una pandemia simile in futuro, collocando l’Italia al quarto posto tra i 15 Paesi intervistati, dietro solo a Portogallo, Regno Unito e Spagna.

Alla domanda su quali categorie abbiano contribuito maggiormente alla lotta contro la pandemia di Coronavirus, più di quattro quinti degli italiani (82%) ha elogiato il lavoro svolto da medici, infermieri e personale ospedaliero, in linea con la media del sondaggio (pari all’81%), mentre sono stati più critici nei confronti dei decisori politici.

Le azioni messe in atto per proteggere la propria salute durante la pandemia sembrano essere ormai consolidate nel nostro Paese. Più della metà degli italiani (53%) intende continuare a lavarsi le mani in maniera più accurata: si tratta della percentuale più alta insieme all’Ucraina. Quasi due italiani su cinque (38%) intendono mantenere il distanziamento sociale (la media del sondaggio è pari al 33%) e aumentare la pulizia e l’igiene della propria casa (la media del sondaggio è del 31%). Inoltre, quasi un terzo degli italiani (31%) prevede di continuare ad usare mascherine nei luoghi affollati anche una volta che la pandemia sarà passata: percentuale che colloca il nostro Paese al secondo posto insieme alla Spagna, dietro solo al Regno Unito (38%).

Gli italiani rientrano nella media europea per quanto riguarda la loro disponibilità nell’utilizzare sul loro telefono cellulare le app per la salute: quasi un quarto degli intervistati (24%) ritiene che tali applicazioni potrebbero aiutarli ad avere una migliore comunicazione digitale con il proprio medico, percentuale superata solo dai portoghesi (28%). Inoltre, quasi nove italiani su 10 (87%) sarebbero disposti a usare foglietti informativi elettronici, ad esempio scannerizzando un codice sulle confezioni dei medicinali. Questo risultato colloca il nostro Paese al secondo posto (al pari con l’Ucraina), dietro solo al Portogallo (89%). Più di due italiani su cinque (42%) ritengono che i foglietti illustrativi in formato elettronico sarebbero più pratici da usare e causerebbero meno rifiuti.

Oltre tre quarti (76%) degli italiani – quasi 8 italiani su dieci – ha espresso un atteggiamento positivo nei confronti della vaccinazione obbligatoria, collocandosi al secondo posto dopo il Regno Unito (79%), e di gran lunga sopra la media europea (61%). Due quinti (39%) credono che la vaccinazione obbligatoria sia importante per proteggere la società, e una percentuale simile (37%) ritiene che aiuterebbe a prevenire malattie pericolose. Solo un italiano su sei (17%) ha espresso preoccupazione per i possibili effetti collaterali dell’immunizzazione, percentuale inferiore alla media europea del 22%.