GLI ITALIANI VOGLIONO CIBO SOSTENIBILE E SENZA PESTICIDI

Presentato il “Rapporto Coop 2021 – Economia, Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”. Una grande rivoluzione verde a livello globale.

APPROFONDIMENTO
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Monica Riccio
GLI ITALIANI VOGLIONO CIBO SOSTENIBILE E SENZA PESTICIDI

Presentato il “Rapporto Coop 2021 – Economia, Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”. Una grande rivoluzione verde a livello globale.

Secondo il “Rapporto Coop 2021– Economia, consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”, presentato nei giorni scorsi, nei prossimi dieci anni il cibo sarà sempre più biologico per il 47% dei consumatori italiani, mentre il cibo convenzionale, ottenuto con ricorso dei pesticidi, subirà una battuta di arresto perché continuerà ad essere preferito solo dal 14% degli intervistati. Si tratta, insomma, di una Food Revolution e secondo Coop l’ambiente e la salute siedono e siederanno sempre più a tavola.

Il cibo esce profondamente trasformato dalla pandemia e si colora di verde: 1 italiano su 2 ha infatti cambiato le proprie consuetudini alimentari. La sostenibilità ambientale diventa così riferimento per molti italiani; l’88% associa al cibo il concetto di sostenibilità, che significa per il 33% avere un metodo di produzione rispettoso, per un altro 33% attenzione agli imballaggi, per il 21% è sinonimo di origine e filiera e per il 9% di responsabilità etica. Allo stesso tempo, il 13% degli italiani sta riducendo il consumo di carne, preferendo prodotti locali e di stagione. Per gli italiani un aiuto verrà dalla scienza e dalla tecnologia (26%) e in questo senso tra le new entry sulla tavola degli italiani da qui a 10 anni ci sono cibi vegetali con il sapore di carne, a base di alghe, farina di insetti e anche la carne coltivata in vitro. A dire il vero la food revolution è già in corso; gli investimenti, nel solo 2020, in cibi e bevande di prossima generazione ammontano a 6,2 miliardi di euro.

Un’altra spinta al cambiamento, anch’essa potenziata dall’effetto pandemia, è sicuramente la ricerca di un maggior benessere attraverso  il cibo e l’83% degli italiani si dichiara disposto a spendere di più, pur di acquistare prodotti con qualità certificata. Cresce l’attenzione alle etichette: così, le indicazioni sull’origine e la provenienza del cibo sono determinanti per l’acquisto per il 39% degli italiani, per il 28% lo sono i valori nutrizionali e, a seguire, il metodo di produzione per il 26%.

“In sostanza – scrivono gli autori del Rapporto Coop – gli italiani sembrano prestare attenzione crescente ai contenuti intrinseci dei prodotti e sempre meno delegano le loro scelte ad una incondizionata fiducia verso il brand e sono ancora meno disposti a pagare per i contenuti  di pura immagine.”

“Lo scenario delineato dal nostro Rapporto – commenta Maura Latini, amministratrice delegata di Coop Italia – ci restituisce l’immagine di un’Italia indubbiamente trasformata dalla pandemia, con aspetti positivi che incoraggiano, ma anche con segnali che rivelano ancora l’esistenza di pesanti incognite e di forti disuguaglianze. Il post Covid, per molte persone, coincide con il tempo delle rinunce su aspetti importanti dell’esistenza, i consumi sembrano essere l’ultimo dei comparti che ripartirà. In questo scenario si rivela sempre più urgente interpretare il grande tema della sostenibilità, intesa come ambiente ma anche come etica.”

L’obiettivo è, dunque, fornire un cibo buono, sicuro e sostenibile per tutti, accessibile a tutte le fasce di reddito. Obiettivi sfidanti e da rendicontare in materia di cibo salutare e sostenibile. E gli italiani sembrano prestare maggiore attenzione anche all’uso di pesticidi, preferendo di gran lunga brand che ne hanno abbandonato o ne stanno abbandonando, progressivamente, l’uso. Insomma un’Italia che non rinuncia al buon cibo ma, anche grazie alla pandemia, sta riscoprendo la sostenibilità ambientale come unico obiettivo salutare a lungo termine.