GLI OBIETTIVI SOSTENIBILI DI ANAS

Tra le aziende che si sono certamente avviate nella direzione della sostenibilità c’è Anas, società pubblica del gruppo Ferrovie dello Stato.

AMBIENTE
Monica Riccio
GLI OBIETTIVI SOSTENIBILI DI ANAS

Tra le aziende che si sono certamente avviate nella direzione della sostenibilità c’è Anas, società pubblica del gruppo Ferrovie dello Stato.

Quattro gli obiettivi che l’azienda si è posta: introdurre criteri di sostenibilità nei processi aziendali, migliorare l’integrazione delle infrastrutture sul territorio, portare valore nei territori stessi e garantire la salute e la sicurezza per chi viaggia. Anas si muove su tre principali filoni di sostenibilità, strettamente collegati agli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 dell’Onu.

Decarbonizzazione. Il primo filone comprende la decarbonizzazione attraverso l’utilizzo di energia pulita e la limitazione del rumore. Tra i progetti in atto c’è il «Piano Anas smart road», un investimento di circa un miliardo di euro, che, con grande anticipo in Europa, sta applicando sia sulla rete esistente sia su quella in progettazione, le tecnologie smart road per una mobilità intelligente, in grado di gestire al meglio i flussi di traffico, monitoraggio infrastrutturale e miglioramento della sicurezza stradale. In sostanza, una complessa piattaforma digitale si occupa di monitorare le strade in modo capillare con il supporto di tecnologie come IoT (Internet of Things), AI (Artificial Intelligence), big data e sensoristica avanzata attraverso la rete di banda ultra-larga nazionale.

Abbattimento del rumore. Un altro progetto rilevante di questo primo punto è il «Piano di contenimento e abbattimento del rumore» (PCAR), finanziato con il contributo della Ue: una mappatura acustica della rete stradale in tempo reale tramite l’installazione di dispositivi intelligenti in grado di rilevare e rappresentare la rumorosità generata dalle infrastrutture stradali. Il piano prevede anche la tutela per le persone che vivono nelle vicinanze della rete viaria attraverso l’installazione di barriere antirumore Dynamap.

Il monitoraggio. Non solo il «Piano smart road», ma la sua prosecuzione in fase di esercizio: monitoraggio strumentale attraverso nuove tecnologie che consentono di controllare continuamente lo stato di strade, ponti, gallerie e viadotti. Al momento, è in fase di sperimentazione una “sorveglianza mobile diffusa”, che prevede l’uso di sensori contenuti in un comunissimo smartphone.

L’economia circolare. Anas allestisce cantieri sostenibili in ogni aspetto: ambientale, sociale ed economico. In fase di manutenzione, viene applicato il processo end of waste o recupero del rifiuto (ad esempio, gli pneumatici usati), a partire dalla scelta dei materiali e dalle soluzioni progettuali più eco-compatibili.

Cantiere sostenibile. Riduzione delle emissioni nocive, limitazione delle contaminazioni idriche, gestione efficiente di materiali e rifiuti, gestione dell’inquinamento acustico, ripristino dei terreni. Su questi temi Anas e tutto il gruppo Fs stanno contribuendo all’interno di Ais («Associazione Infrastrutture Sostenibili»), a cui il Gruppo aderisce con un ruolo di primo piano, a redigere delle vere e proprie linee guida attraverso la partecipazione a un lavoro ampio e articolato su ben undici ambiti di attività nei cantieri sui quali intervenire per ridurre gli impatti ambientali e sviluppare comportamenti e fare scelte in una logica di sostenibilità.

In questo senso, Anas, che ha in gestione oltre 32 mila chilometri di rete stradale, sta potenziando la rete infrastrutturale stradale italiana con sguardo attento allo sviluppo sostenibile.