GREEN ECONOMY. LE NUOVE PROFESSIONI

Sono i “green jobs” e rappresentano ormai un terzo delle assunzioni in Italia. I nuovi mestieri legati alla sostenibilità che, anno dopo anno, continuano a crescere e rendersi necessari in moltissimi settori, primo fra tutti quello dell’edilizia.

AMBIENTE
Monica Riccio
GREEN ECONOMY. LE NUOVE PROFESSIONI

Sono i “green jobs” e rappresentano ormai un terzo delle assunzioni in Italia. I nuovi mestieri legati alla sostenibilità che, anno dopo anno, continuano a crescere e rendersi necessari in moltissimi settori, primo fra tutti quello dell’edilizia.

Nel 2020 il nostro Paese contava 3,1 milioni di occupati nella green economy, assicurandosi un ruolo da protagonista nella transizione ecologica che aiuta soprattutto i settori messi in ginocchio dalla grande crisi del 2008, in particolare quello edile che non ha ancora del tutto recuperato. Ma quanti sono oggi i professionisti della green economy in Italia? Tre milioni e 100mila circa. Lo riporta il report della Fondazione Symbola, relativo ai dati 2018. Rappresentano il 13,4% degli occupati complessivi, in aumento di 100mila unità rispetto al 2017; la crescita complessiva negli ultimi cinque anni è stata del +5,3%. La domanda di green jobs è in crescita: nel 2019, il numero di contratti di attivazione prevista dalle imprese che riguardano questo tipo di profili è di circa 521.747 unità. A confronto col dato del precedente GreenItaly, il valore è in decisa crescita: infatti, lo scorso anno erano 473.500 unità. Il 21% delle professioni si sta evolvendo verso la green economy, secondo Atlante Lavoro, mappa universale elaborata dall’ Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp), che serve a monitorare l’evoluzione dei settori, delle imprese e del lavoro, lo 0,8% dei lavoratori è occupato in professioni direttamente legate all’economia verde, l’8% in professioni ibride e il 12% in professioni che vanno verso la green economy.

La green economy non ha soltanto creato nuove professioni ma ha rinnovato le vecchie competenze dei mestieri tradizionali in ottica sostenibile, creando un mix che apre nuove posizioni di lavoro e protegge quelle che hanno operato finora nel settore. Cuoco sostenibile, meccatronico green, informatico ambientale, promotore edile di materiali sostenibili, mobility manager: prepariamoci a sentirne sempre più parlare perché queste sono alcune delle dieci figure professionali del tutto innovative o che hanno risentito maggiormente del rinnovamento rappresentato dal concetto di ecosostenibilità, e che si fanno spazio nel report GreenItaly 2019, ideale riferimento per comprendere oggi quanto pesi la green economy in Italia. I lavori ecosostenibili esistono e la richiesta è in crescita.

Nel mondo edile, secondo il rapporto GreenItaly, i green jobs sono cresciuti di 130mila unità in poco tempo e sono previste ancora altre 200mila posizioni. Di quali professionisti si tratta? Parliamo di persone in grado di conoscere e utilizzare materiali nuovi per costruire case ad altissimo risparmio energetico, per tagliare notevolmente il consumo – e le bollette – di energia.

Nei prossimi anni l’Europa auspicabilmente renderà sempre più ambiziosi gli obiettivi di taglio delle emissioni: in questo modo i lavori di edilizia che puntano alla riqualificazione, alle misure di sicurezza antisismiche, al risparmio energetico e al recupero di aree dismesse diventeranno sempre più importanti e centrali in tutti i Paesi dell’Unione, Italia compresa.

Tutti i green jobs si possono considerare una versione riadattata dei mestieri tradizionali, aggiornati per rispondere alle esigenze dell’economia verde. Pensiamo, ad esempio, all’ecodesigner: un professionista che disegna prodotti e servizi innovativi e soprattutto sostenibili, a bassissimo impatto ambientale dalla produzione fino all’utilizzo e allo smaltimento o, meglio, al riciclo o riuso.

Un’altra figura che sta prendendo sempre più piede fra i nuovi green jobs del settore edile è quella dell’ingegnere energetico, in grado di progettare gli impianti industriali, civili, dei trasporti o dell’agricoltura che riducano il consumo di energia e materie prime. Si parla anche di biomuratori, artigiani esperti nella conoscenza dei nuovi materiali sostenibili e in grado di utilizzarli correttamente.

Dal mondo della programmazione, applicata all’edilizia, arriva la figura dell’informatico ambientale, colui che ogni giorno sviluppa software e applicazioni dedicate all’ambiente grazie alla conoscenza delle tecniche più innovative, come quella del green building. In questo elenco non vanno dimenticati inoltre gli esperti di domotica, di illuminazione smart e di gestione degli impianti a basso impatto ambientale. Tutte professionalità che, secondo gli addetti ai lavori, serviranno in numero sempre maggiore ma che ancora sono poco diffuse per rispondere alla domanda di un mercato in forte crescita, grazie anche ai fondi del Pnrr per la transizione ecologica.