GREEN PUBLIC PROCUREMENT: LA CHIAVE DELLA SOSTENIBILITA’ ALIMENTARE IN EUROPA?

La necessità di creare criteri minimi per acquisti pubblici di prodotti alimentari per un sistema alimentare sostenibile e la Commissione europea parte da un’iniziativa quadro.

APPROFONDIMENTO
Thais Palermo
GREEN PUBLIC PROCUREMENT: LA CHIAVE DELLA SOSTENIBILITA’ ALIMENTARE IN EUROPA?

La necessità di creare criteri minimi per acquisti pubblici di prodotti alimentari per un sistema alimentare sostenibile e la Commissione europea parte da un’iniziativa quadro.

Gli acquisti pubblici rappresentano circa il 14% del prodotto interno lordo (PIL) complessivo in Europa, esclusi i servizi di pubblica utilità e la difesa. Muovendo più del dieci per cento dell’economia europea, gli appalti hanno l’immenso potenziale di trainare il mercato verso criteri di acquisto più sostenibili, soprattutto in quei settori in cui hanno una particolare rilevanza, quale la ristorazione collettiva.

Il potenziale di trasformazione degli appalti pubblici (Public Procurement) nel raggiungimento di un sistema alimentare più sostenibile è richiamato anche nella Strategia europea Farm To Fork, che sottolinea la necessità di creare criteri minimi per gli acquisti pubblici di prodotti alimentari come parte di un’iniziativa quadro per un sistema alimentare sostenibile. Anche se la situazione varia a seconda del Paese, la Commissione Europea si sta muovendo in questa direzione con l’attuazione di una serie di iniziative verso l’adozione di un quadro comune sui criteri minimi di sostenibilità. Tra una delle prime iniziative realizzate, la valutazione d’impatto iniziale richiama alla necessità di stabilire un criterio minimo obbligatorio per l’acquisto di alimenti nelle scuole e nelle istituzioni pubbliche.

L’adozione di un set di criteri non solo obbliga le autorità pubbliche a fare la loro parte rispetto a politiche di approvvigionamento alimentare sostenibile per scuole, ospedali e istituzioni pubbliche, ma contribuisce a promuovere la sostenibilità all’interno dei sistemi agricoli stessi. I criteri contribuiscono inoltre al raggiungimento degli obiettivi della Commissione in tutte e sei le aree che costituiscono il fulcro della strategia Far to Fork (F2F): produzione alimentare sostenibile; sicurezza alimentare; pratiche sostenibili di trasformazione degli alimenti, vendita all’ingrosso, al dettaglio, ospitalità e servizi alimentari; consumo alimentare sostenibile e passaggio a diete sane e sostenibili; riduzione delle perdite e dei rifiuti alimentari; lotta alle frodi alimentari lungo la filiera alimentare.

Tra le iniziative e gli obiettivi descritti nella Strategia F2F, alcuni sono direttamente legati alle politiche in materia di acquisti pubblici, come il Piano d’azione sull’agricoltura biologica, che mira a un minimo del 25% dei terreni agricoli coltivati a regime biologico entro il 2030. Ciò aiuterà gli Stati membri a stimolare sia l’offerta che la domanda di prodotti biologici, anche attraverso gli appalti pubblici verdi, o Green Public Procurement.

Buy Better Food: una campagna per l’alimentazione sostenibile sul piatto pubblico

Anche le reti e le organizzazioni del terzo settore in Europa si stanno mobilitando per chiedere alla Commissione Europea l’approvazione dei criteri obbligatori minimi da attuare nelle gare pubbliche di acquisto di alimenti per le mense scolastiche, gli ospedali, le RSA e le istituzioni pubbliche. Di recente, una coalizione di organizzazioni europea guidata da ICLEI (Local Governments for Sustainability), organizzazione internazionale non governativa per la sostenibilità, ha avviato Buy Better Food, una campagna europea che si concentra sull’acquisto pubblico alimentare come principale motore della trasformazione del sistema alimentare europeo verso un sistema sostenibile, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite e la strategia Farm to Fork dell’Unione Europea.

La campagna vuole amplificare le voci nazionali per spingere al miglioramento del quadro politico a livello europeo, rendendo più visibili – in ottica di replicabilità – le tante buone pratiche già esistenti a livello locale nell’attuazione delle politiche di acquisti pubblici. Il Manifesto della campagna sottolinea comunque la necessità di una maggiore cooperazione verticale tra i diversi livelli di governance – nazionale, regionale e locale – necessaria alla implementazione di sistemi alimentari regionali resilienti. “L’adozione di un approccio sistemico alla trasformazione dei sistemi alimentari richiede la cooperazione tra diversi dipartimenti, dalla salute, all’energia, all’ambiente, agli appalti, all’istruzione, ai rifiuti, al benessere sociale”, si legge nel documento, che ricorda anche come la coerenza delle politiche alimentari sia una condizione indispensabile per evitare l’affermarsi di contraddizioni nella transizione verso sistemi alimentari sostenibili.