I BIG INVESTONO IN SOSTENIBILITÁ E ACQUISTANO “GREEN”

Il peggio della pandemia sembra essere passato e la nuova fase di rilancio pone l’accento sulla sostenibilità. Dall’intelligenza artificiale di Google al trasporto aereo a emissione zero di AirBus, ecco i grandi investimenti in tecnologie green.

AMBIENTE
Thais Palermo
I BIG INVESTONO IN SOSTENIBILITÁ E ACQUISTANO “GREEN”

Il peggio della pandemia sembra essere passato e la nuova fase di rilancio pone l’accento sulla sostenibilità. Dall’intelligenza artificiale di Google al trasporto aereo a emissione zero di AirBus, ecco i grandi investimenti in tecnologie green.

Nell’agosto del 2020, Alphabet, società che controlla Google, ha emesso 5,75 miliardi di dollari in obbligazioni “sostenibili”. L’obiettivo, ha spiegato l’azienda, era dare sostegno alle attività necessarie al raggiungimento dell’obiettivo europeo di diventare il primo continente a impatto CO2 neutro. Circa un mese dopo, è arrivato l’impegno a far funzionare i propri Data Center e Campus Google senza emissioni di anidride carbonica entro il 2030.

A più di un anno dalla “svolta green”, Sundar Pichai, CEO di Alphabet e Google, ha annunciato le nuove funzionalità a disposizione degli utenti della piattaforma. Ecco le novità già sul mercato e quelle in fase pilota.

Le nuove funzionalità di Big G: ricerche sostenibili e percorsi meno inquinanti
Lanciata mondialmente pochi giorni orsono, l’ultima versione di Google Flights permetterà agli utenti di conoscere, per ogni volo, le informazioni sulle emissioni di CO2, in modo da poter scegliere quello meno inquinante. Il livello di emissione sarà indicato anche per i posti di uno stesso volo: quelli in Business sono più inquinanti di quelli in Turistica, in quanto occupano più spazio.

Rimanendo nel campo delle ricerche legate a viaggi e spostamenti, cercando un albergo su Google sarà possibile vedere le informazioni sugli impegni delle strutture ricettive in campo ambientale: dalla riduzione dei rifiuti alle misure di conservazione dell’acqua, passando per le certificazioni di enti riconosciuti quali Green Key o EarthCheck.

Google guiderà anche gli acquisti verso un’impronta meno inquinante, cominciando dagli elettrodomestici. Cercando prodotti ad alto consumo energetico come forni, lavastoviglie o scaldabagni, si potranno leggere i suggerimenti di Google per restringere la ricerca a opzioni più sostenibili e convenienti.

L’ultima novità di Big G riguarda Google Maps che, per impostazione di default, proporrà il percorso meno inquinante. Secondo Pichai, la funzionalità, già attiva negli Stati Uniti e in arrivo in Europa nel 2022, dovrebbe consentire di evitare l’emissione di più di un milione di tonnellate di CO2 all’anno, pari a più di 200.000 auto in circolazione.

Mentre rivoluziona la ricerca online e i sistemi di navigazione, Google sta studiando modi di rendere il traffico urbano più efficiente, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’ottimizzazione del funzionamento dei semafori. Un primo progetto pilota è stato realizzato in Israele con risultati promettenti: il consumo di carburante e i ritardi agli incroci si sono ridotti del 10-20%. Il sistema dovrebbe essere attivato a breve anche in altre città del mondo.

Una grande sfida per il clima: il trasporto aereo
Il peggio della pandemia sembra essere passato anche per le compagnie aeree. La parola d’ordine dell’autunno 2021 è rilancio. L’economia riprende e, con essa, la mobilità, i viaggi aerei e le emissioni di CO2. Secondo gli esperti, i voli commerciali rappresentano circa il 3% delle emissioni di gas serra negli Stati Uniti. E gli sforzi per la costruzione di aerei più efficienti vengono annullati dalla domanda per i viaggi, cresciuta a dismisura. Secondo le Nazioni Unite, le emissioni di anidride carbonica degli aerei potrebbero triplicare entro il 2050.

Per questo il settore dei trasporti aerei può anche festeggiare il post-Covid, ma tiene l’occhio puntato alla prossima crisi, ancora più difficile da combattere: quella delle sue responsabilità per aver contribuito ai cambiamenti climatici. La pressione per la riduzione e addirittura per l’eliminazione delle emissioni inquinanti è sempre maggiore. L’industria lo sa e si sta muovendo di conseguenza.

Di soluzioni a corto termine non ce ne sono. Anche se sembrano promettenti, opzioni come le celle a combustibile a idrogeno potrebbero essere disponibili da qui a molti anni. Alle aziende non resta altro che investire affinché le tecnologie facciano un balzo in avanti, e per ora migliorare quel che riescono con il fine di rendere i viaggi più efficienti.

Ci sono attualmente alcuni progetti che puntano all’adozione della propulsione elettrica su aerei piccoli e per voli brevi. Tecnologia che però non può essere estesa agli aerei più grandi che fanno voli transatlantici.

Un importante progetto esperimentale, avviato in Europa, è quello di AirBus, che si è impegnata a portare sul mercato aerei privi di emissioni di CO2 entro il 2035. Guillaume Faury, CEO del colosso francese dell’aviazione, si dice fiducioso. I nuovi modelli di ala ad altissime prestazioni sviluppati da Airbus saranno compatibili con la propulsione e consentiranno la riduzione di CO2 nell’operazione. Per Sabine Klauke, a capo dell’ufficio tecnologico dell’azienda, si tratta di una tecnologia rivoluzionaria.

Faury ricorda però che la fattibilità di un piano di questa portata dipende anche dal coinvolgimento di più attori – pubblici e privati – su scala globale: “Non si tratta solo di avere l’aereo giusto, ma anche di avere il carburante giusto, l’idrogeno nel luogo e nel momento giusto, nel continente giusto e al prezzo giusto”. Una sfida che l’aviazione non può vincere da sola.