I CASI DI ANSIA E DEPRESSIONE SI MOLTIPLICANO SU DONNE E GIOVANI

Impatto sull’isolamento sociale per il COVID-19. I risultati dello studio di medici e ricercatori dell’Università di Brescia.

SALUTE
Martina Mangialardi
I CASI DI ANSIA E DEPRESSIONE SI MOLTIPLICANO SU DONNE E GIOVANI

Impatto sull’isolamento sociale per il COVID-19. I risultati dello studio di medici e ricercatori dell’Università di Brescia.

Un gruppo di medici e ricercatori dell’Università di Brescia, in collaborazione con colleghi statunitensi, ha condotto una ricerca scientifica – intitolata “Impatto dell’isolamento sociale per il Covid-19 sugli esiti comportamentali nei giovani adulti” – relativa alle  conseguenze del lockdown sull’emotività ed i comportamenti degli adolescenti in Lombardia. Sono stati rilevati comportamenti più trasgressivi, più tendenti alla violazione delle norme sociali, più impulsivi. La definizione scientifica che raccoglie questi atteggiamenti è “rule breaking behaviour”. Un cambiamento che ha riguardato soltanto i giovani maschi e che è stato tanto più accentuato quanto più è stato lungo il periodo forzato di “reclusione”.

L’isolamento sociale” – sostiene la ricerca – “è associato con maggiori thought problems”, la ricorrenza di pensieri negativi, che possono coinvolgere anche la sfera dell’autolesionismo o del suicidio, anche se si tratta solo di pensieri. “Tra i maschi” – continua la ricerca – “il maggior tempo speso in isolamento (dalle 14 settimane) è associato con un aumento dei comportamenti di rottura delle regole. L’isolamento sociale ha avuto un impatto negativo sulla psiche. In particolare, si nota che i maschi tendono a proiettare di più all’esterno la propria condizione», un dato in linea con l’evidenza che gli uomini «sono meno portati a cercare un intervento terapeutico per trattare la propria salute mentale o i disordini dell’umore”.

“Pandemia parallela”: questa la conseguenza del virus, che ha generatodepressione, ansia, irrequietezza, chiusura, inappetenza, rabbia, solitudine. Le patologie neuropsichiatriche sono aumentate tra i giovani dall’inizio della pandemia. Lo confermano i dati della Società Italiana di Pediatria. Le nove sezioni regionali che hanno analizzato l’andamento epidemiologico in uno o più centri ospedalieri confermano un incremento dell’84% di accesso ai Pronto Soccorso italiani per patologia neuropsichiatrica nel periodo marzo 2020-marzo 2021 rispetto al periodo pre-Covid (marzo 2019-marzo 2020). Ideazione suicidaria (+147%), depressione (+115%) e disturbi della condotta alimentare (+78,4%) le patologie più riscontrate.

Uno studio canadese – pubblicato da “JAMA Network Open” – indica che l’incidenza e la gravità dell’anoressia nervosa di nuova insorgenza sono aumentate nei bambini e negli adolescenti durante la pandemia di COVID-19. I ricercatori del Montreal Children’s Hospital hanno esaminato i dati relativi a 1.883 bambini dai 9 ai 18 anni con nuova diagnosi di anoressia nervosa o anoressia nervosa atipica durante la prima ondata della pandemia di COVID-19, da marzo a novembre 2020, e nei precedenti cinque anni, dal gennaio 2015 al febbraio 2020. Nei cinque anni prima della pandemia, i tassi di diagnosi di anoressia nervosa e anoressia nervosa atipica hanno variato poco, con una media di 24,5 casi al mese. Poi, durante la prima ondata pandemica, i tassi di nuove diagnosi sono aumentati fino a una media di 40,6 casi al mese.I ricoveri per anoressia nervosa e anoressia nervosa atipica sono saliti da un tasso medio di 7,5 casi al mese nei cinque anni prima della pandemia a 20,0 casi al mese durante la prima ondata. L’anoressia nervosa e l’anoressia nervosa atipica hanno conosciuto una progressione media di 7 mesi durante il periodo di studio pandemico, rispetto a una progressione media di 9,8 mesi durante il quinquennio precedente la pandemia. La perdita di peso media è aumentata dal 17,5% durante il periodo pre-pandemia al 19,2% durante il periodo pandemico.

Il Rapporto “Covid-19 e adolescenza. Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza”, condotto dal gruppo di esperti istituito dall’ex ministro Elena Bonetti e coordinato dalla professoressa Chiara Saraceno, pubblicato a maggio 2021, descrive il maggior impatto della pandemia sui giovani, con gravi danni a livello emotivo e cognitivo. Durante il Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA), Gabriella Pozzobon, pediatra del Dipartimento materno-infantile/Centro di Endocrinologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Irccs Ospedale San Raffaele, Università Vita-Salute di Milano e presidente della SIMA, ha dichiarato: “L’esperienza della pandemia ha sovvertito e ridefinito abitudini e regole di vita appartenenti al vissuto quotidiano degli adolescenti, a livello personale, familiare, sociale, privandoli dei loro spazi educativi, scolastici, ricreativi e sportivi, senza concedere tempi utili a orientarsi rispetto a ciò che stava accadendo. Ne è conseguita la perdita dei riti di passaggio fondamentali per procedere nel cammino verso l’autonomia e l’indipendenza. Alcuni adolescenti hanno mostrato minore resilienza al disorientamento, allo stress e alla fatica della pandemia: si tratta di quelli con famiglia disfunzionale, problemi di salute mentale preesistenti, situazione socio-economica marginale o esperienza personale e familiare della malattia”.

A parere della dottoressa Pozzobon, gli effetti collaterali della pandemia sugli adolescenti si sono risentiti a più livelli: sociale, con l’acuirsi delle diseguaglianze, familiare, con aumento di conflittualità e violenza domestica, scolastico, con gli effetti deleteri per molti della didattica a distanza, sanitario, con una globale riduzione dell’assistenza sanitaria ai minori, nutrizionale (aumento di obesità e disturbi del comportamento alimentare). “Tra i rischi evidenziati” – ha precisato la Pozzobon – “l’aumento della sedentarietà, l’abuso di tecnologia con i molteplici problemi correlati all’eccesso di esposizione al web (dalla dipendenza al cyberbullismo), comportamenti a rischio quali fumo di sigaretta, alcol e droghe, problemi psichici, tra cui emergenza di sintomi psico-somatici, alterazione del ritmo sonno-veglia, ansia e depressione, autolesionismo e ideazione suicidaria”.

Uno studio sul territorio nazionale di SIMA & Child in Mind Lab dell’Università Vita e Salute di Milano ha rivelato un livello maggiore di ansia e disregolazione emotiva per le femmine di ogni età e difficoltà emotive più marcate per gli studenti (maschi e femmine) della scuola superiore. È emersa anche un’associazione tra sintomatologia internalizzante e numero di ore passate su video-chat e social network. Una proporzione significativa del campione esaminato ha mostrato punteggi di rilevanza clinica o borderline.

La Pozzobon ha concluso riportando la lettera aperta pubblicata su “British Medical Journal” da 30 firmatari tra i governi e le organizzazioni sanitarie mondiali, che hanno chiesto un’azione urgente a decisori politici, società civile, fornitori di servizi, educatori e famiglie, che garantisca il benessere degli adolescenti, in quanto l’attuale generazione – 1,2 miliardi di persone tra i 10 ei 19 anni – rischia di essere segnata in modo devastante dagli effetti indiretti del Covid-19 sul loro benessere.