GELOSIA

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale.

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Stefano Grifoni
GELOSIA

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale.

Dove sei stata? È da un ora che ti aspetto per cenare e tu invece ….” “ Ho fatto tardi per guadagnare qualche soldo in più, lo sai che non abbiamo molta disponibilità in questo momento” rispose Maria a Francesco da ormai un anno senza lavoro. La scena si ripeteva quotidianamente da quando Maria ritardava la sera. Mangiarono senza rivolgersi una parola poi dopo il caffè la stanchezza si fece sentire e Maria raggiunse la camera da letto per prima. “Non preoccuparti Francesco.” “Non dire così Maria, non ce la faccio più e la cosa è più complicata di quanto tu possa credere. So anche che tu accanto a me ora sei infelice”.

Maria fece finta di non aver sentito. La guardava mentre lei si spogliava e si pettinava. Aveva dei capelli bellissimi. Intravide il suo corpo da giovane donna che lui amava da sempre. “Hai finito con quei capelli ?” chiese Francesco. Lei entrò sotto le lenzuola e lui sentì il calore del suo corpo contro il suo, i suoi seni e i suoi piedi freddi ma non ebbe il coraggio di abbracciarla. “Si sistemerà tutto vedrai” disse Maria girandosi dall’altra parte nel letto. “Tutto cosa?” “Tutto quanto, i soldi arriveranno”. Francesco spense la luce e cominciò a guardare il soffitto della camera. Passarono pochi minuti quando lei domandò: “A cosa pensi?” “ A niente” rispose lui. Non era del tutto vero si sforzava di essere sereno ma non lo era. Si sentiva nervoso, stanco e deluso. Gli passavano per la testa molti pensieri, la gelosia per lei, lui che non era più buono a niente. Maria ancora sveglia gli domandò “Non ti senti bene?” le rispose malamente: “Zitta sto dormendo”.

Il loro rapporto da quando Francesco non lavorava era sempre più difficile. Maria se ne stava accorgendo e giorno dopo giorno la gelosia di Francesco era più pressante e fastidiosa. Maria lavorava in una cooperativa da molti anni e tutti la stimavano per serietà e bravura. Francesco sentiva di non poter affrontare il presente. Pensava che lei non lo amava più e non lo desiderava come prima. Si faceva sempre bella prima di usciere e usava mettere un buon profumo e lui Francesco si domandava per chi lo facesse. Non certo per lui che si sentiva vecchio e inutile. Anche il giorno dopo Maria rientrò tardi a casa. Francesco stava rimettendo un mobile della cucina. Maria sorridendo lo salutò ma Francesco si rivolse a lei con un sguardo strano e minaccioso: “Anche stasera hai fatto tardi. Devi dirmi dove sei stata altrimenti…”. Sollevò una mano e nell’altra teneva stretto un coltello. Maria arretrò impaurita. “Sei una falsa, bugiarda dimmi la verità sei stata con lui ….” Francesco la afferrò per il collo e con il coltello cercava di colpirla al petto. Maria arrivò in pronto soccorso piangendo e gridando dal dolore.

Il medico le chiese: “Cosa è successo signora ha ferite ovunque” “Sono scivolata e caduta dalle scale. Ho anche picchiato la testa… mi fa male tutto “ “E’ sicura di essere caduta o qualcuno l’ha aggredita e picchiata?” “Non lo so dottore mi sembra di aver fatto un brutto sogno” “Le ferite che ha riportato, specie quella nel collo, non sono da caduta per le scale”. Lei scoppio in un pianto disperato e raccontò la storia di quando era accaduto. Si era difesa come aveva potuto e fortunatamente era riuscita a scappare dall’appartamento. “Fa così perché è stanco non si sente più un uomo e pensa che io lo tradisca con un altro ma non è vero. Siamo disperati perché è molto difficile arrivare alla fine del mese con un solo stipendio dovendo pagare il mutuo della casa, la rata della macchina, vestirsi e mangiare”.

Le radiografie mostrarono la frattura di alcune coste e del polso a destra. A livello delle mani e delle braccia erano numerose le ferite da taglio anche se superficiali. “Ma come è possibile dottore che si possa cambiare così. Era un uomo buono, lavoratore sempre sorridente. La mia vita è distrutta e penso anche la sua sono svaniti i nostri sogni. Svanite le nostre speranze. Rimane il dolore di una sera come tante altre in cui non ho avuto il tempo di capire che Francesco era davvero in difficoltà. Ci siamo sposati per amore. Dopo anni di matrimonio non ci siamo accorti di una verità molto semplice: niente è immutabile e definitivo.

Nessuno può fermarsi un solo istante perchè il torrente impetuoso della vita ti può travolgere e trascinare lontano. Cosi via via perdi qualcosa e poi sempre di più: la serenità, la voglia di ridere, l’amore. Qualcuno ha la fortuna di trovare un speranza per il futuro.” “Se ne faccia una ragione Maria” disse il medico mentre stava allertando lo psichiatra.” “Lei dopo le medicazioni e la consulenza ortopedica non può tornare a casa. Forse dovrà operarsi. Noi dobbiamo fare denuncia alle autorità competenti. Lo capisce signora?” Maria chinò la testa : “Se non può fare altrimenti dottore….”