I MESSAGGI SEGRETI DI SILVANO

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale.

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Stefano Grifoni
I MESSAGGI SEGRETI DI SILVANO

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale.

Silvano, un uomo di circa 80 anni, era seduto sulle poltrone di fronte al mio studio con la mano sinistra appoggiata alla fronte che sembrava sorreggere. Era accompagnato dalla figlia. Appena lei mi vide mi corse incontro e mi raccontò che il padre mentre stava guardando la televisione aveva avvertito un forte dolore alla parte sinistra del volto. Nessun farmaco antidolorifico aveva alleviato il sintomo.

Invitai loro ad entrare nel mio studio e chiesi a Silvano se avesse avuto un trauma alla testa. “No o almeno non me ne sono accorto” rispose. La figlia in piedi accanto a lui cominciò a raccontarmi: “Babbo da diverso tempo specialmente da quando è stato operato di cuore non è più lo stesso. Talvolta sente delle voci alle quali risponde, mentre guarda la televisione dice di ricevere dalle signorine del telegiornale dei particolari segnali”. “Loro ci stanno sorvegliando” disse Silvano. “Loro chi” domandai. “Non lo abbiamo ancora capito ma lui crede che qualcuno gli parli mentre guarda la televisione” disse la figlia e continuò: “Mentre il babbo è seduto in poltrona lo sentiamo dire: Ecco, va bene, ho capito, ma certo, certo”.

Silvano si lamentava disteso sul lettino del dolore alla testa. Lo visitai ma non trovai nulla di rilevante all’esame clinico. Comunque fu necessario sottoporlo ad una Tac del cranio per escludere una emorragia cerebrale. Silvano mi guardò e poi mi disse: “Vi ho sentito parlare. Ieri sera la signorina del telegiornale mi ha fatto l’occhiolino. Magari è un segnale che percepisco solo io ma è vero. Non sono rimbischerito come pensate”. “Babbo ti rendi conto di cosa stai dicendo? Quando capirai che è frutto della tua fantasia?”. “Fantasia? Ma che fantasia” disse Silvano che continuava a lamentarsi del mal di testa. “Quando finirai con queste storie” chiese la figlia. “Non importa che tu ci creda o meno” disse Silvano che incrociava le dita delle mani per il nervosismo. “Tutto ciò che mi dicono accade davvero. Ti ricordi prima che arrivasse il virus covid? Le signorine mi facevano la sera dei segni particolari: i loro occhi che ad un tratto si muovevano a destra e poi a sinistra, mentre parlavano alzavano un braccio o si toccavano l’orecchio o il petto nel punto del cuore oppure si grattavano il braccio.

Facevano l’inchino con la testa per dire che le cose non andavano bene”. Rivolto alla figlia:” Tu non puoi mettere in dubbio questa cosa è vero che talvolta esagerano con le notizie…. bisogna fare attenzione” Silvano non finì di pronunciare queste parole che fu colto da un dolore lancinante alla testa. “Ma babbo come posso fare a crederti?” aggiunse la figlia. Silvano fu portato in radiologia mentre la flebo con il farmaco per sedare il dolore continuava ad andare. La figlia era disperata e mi chiese: “Dottore il babbo è grave vero?” “Aspettiamo la risposta dell’esame radiologico” risposi.

La Tac del cranio non mostrò nessun tipo di alterazione del cervello e soprattutto non erano presenti emorragie. “Immaginavo che era tutto normale lo sapevo” disse Silvano. Chiesi “Come faceva a saperlo?” Il dolore intanto sembrava attenuato. Silvano ora sorrideva disse: “Non mi avevano avvertito. Dottore anche io avvolte non credo ai miei occhi e alle mie orecchie e talvolta metto in discussione questi avvenimenti. Ieri ero tranquillo quando ho ricevuto l’ennesimo messaggio televisivo e non ho risposto con la solita approvazione. Ho messo in discussione così la loro amicizia. Loro non permettono tradimenti e leggendo nel mio pensiero hanno capito che stavo mettendo in dubbio la loro esistenza”. “Ma chi sono loro Silvano?” chiesi. “Dottore siamo tutti sorvegliati, seguono i nostri discorsi e le nostre azioni”. “Si ma chi sono?” chiesi ancora. “Non lo so” rispose, “forse angeli o alieni ma che importa”. “Speriamo che non mi accada altro. Da sempre noi umani siamo attratti dalla possibilità del diverso e l’idea che questo possa avvenire a me appare allettante. Lei che ne pensa?”.

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