MALATTIA D’AMORE

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale

RUBRICA
Stefano Grifoni
MALATTIA D’AMORE

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale

Basta vado via, non ne posso più” disse Denis rivolgendosi alla sua mamma. “Tu vuoi più bene a lui” indicando il fratellastro “l’ho capito da tempo. Da quando ti sei sposata io non ho avuto più un ruolo in questa famiglia.” “Se vuoi andare vai e non tornare più” disse il patrigno. “Non abbiamo bisogno di uno come te in questa casa!”.

Denis raccolse le sue poche cose e se ne andò. Aveva le lacrime agli occhi mentre guardava la sua mamma che non lo aveva difeso né gli aveva impedito di andare via. Uscendo sbatté la porta, scese le scale di corsa e poi sul portone si fermò un attimo ansimando. “E ora dove vado? Dove posso andare? Si chiese a voce alta. Forse Luigi mi può ospitare, pensò, se non ha qualche altro amico in casa. Non si sentiva bene e aveva un forte mal di testa da quando aveva sospeso la terapia antivirale. Denis era arrivato con la mamma giovanissima in Italia dal Brasile circa 14 anni fa e aveva avuto problemi ad integrarsi nel paese dove abitava vicino a Firenze.

Era un bel ragazzo e dopo qualche anno cominciò a frequentare un uomo, poi un altro e poi un altro ancora e capì che a lui piacevano gli uomini. Dopo qualche anno la madre sposò un signore e dopo un anno nacque un figlio. Da quel momento Denis non ebbe più pace litigando giornalmente con il fratellastro e con il patrigno, capiva che non lo volevano con loro forse per le sue abitudini notturne.

Luigi è l’unico che mi può ospitare, pensò. Lo chiamò al telefono e Luigi lo invitò ad andare da lui. “Ma che ti succede” chiese Luigi. “Non potevo rimanere a casa non faccio altro che litigare poi ho deciso domani di andare a Firenze. Grazie di avermi accolto nella tua casa per stasera, non sapevo dove andare”. Con Luigi parlarono tutto il tempo e poi al mattino dopo una nottata insonne per il mal di testa e la febbre, Denis prese il treno per Firenze. Al suo arrivo alla stazione lo aspettava una sua carissima amica, Andrea. “Ciao Denis che piacere rivederti”. Poi Andrea gli mise una mano sulla fronte. “Denis hai la febbre” gli disse. “Possibile ho sospeso le terapie per l’HIV da un paio di giorni. Ma devo star bene perché…

Quando arrivò in pronto soccorso Denis fu subito sottoposto ad un tampone per Covid che risultò negativo. Poi l’infettivologo gli consigliò di riprendere le cure per l’HIV e di trattenersi per effettuare ulteriori accertamenti. Denis non volle rimanere in ospedale e dopo qualche ora con Andrea tornarono finalmente a casa. Mentre stavano parlando squillò il cellulare di Denis. “Si certo, anzi grazie per la sollecitudine… ci sarò”. “Andrea domani devo andare a Milano. Mi hanno chiamato dall’ospedale per fare le visite e fissare l’intervento per cambiare sesso. Ho già deciso.”

La cena per tutti e due fu noiosa, si dissero le stesse cose di sempre e cercarono inutilmente di spiegare il perché di tanti avvenimenti che erano successi ma come altre volte non trovarono spiegazioni. Denis fu il primo ad alzarsi dal tavolo. “Se hai finito Andrea andiamo”. Quando arrivò a Milano lo aspettava un uomo con il quale aveva vissuto in precedenza. “Ciao amore come stai? Ti vedo un po’ sciupata, il tuo bel visino… un po’ bianco, ma stai male?” “Non mi sento bene” disse all’uomo Denis, “è già qualche giorno che ho la febbre e il mal di testa”. “Santo cielo disse l’uomo ma non avrai il Covid? No! ho già fatto un tampone ieri a Firenze. Sono venuto perché mi hanno chiamato dall’ospedale per l’intervento”.

A Milano Denis continuò per qualche giorno la sua vita poi l’uomo con il quale abitava gli disse: “Senti Denis penso che è meglio se tu torni a Firenze dalla tua amica perché non stai per niente bene. Non mangi, fai una vita che è uno schifo”. Denis capì che aveva ragione e con il capo chino disse: “Domani mattina torno a Firenze e vado al pronto soccorso per farmi visitare. Ho paura di aver l’AIDS e per questo devo rimandare anche l’intervento. Peccato!”.

L’ambulanza arrivò alla stazione perché un passeggero proveniente da Milano si era sentito male. Denis scese dalla carrozza accompagnato dal personale del treno e salì sul lettino dell’ambulanza. In pronto soccorso arrivò che era in coma e non rispondeva. La febbre era molto alta. Dopo una consulenza infettivologica fu sottoposto a una serie di accertamenti strumentali. La risposta della puntura lombare per il prelievo del liquor cerebrale pose il sospetto di una meningite. Furono iniziate le cure ma Denis non si risvegliava. Quando la madre arrivò in ospedale e lo vide si commosse: “Povero figlio mio prima o poi doveva succedere. Non si curava per la malattia che aveva e soprattutto non usava protezioni. Ha sempre percorso strade senza attenzione e senza ritorno. Ora non c’è più tempo forse la sua anima lo farà vivere ancora. Le cose che ha fatto, le ha fatte per amore”.