I ricchi vivono più a lungo dei poveri

Il Vanderbilt University Medical Center rivela che, confrontando lo stile di vita e il reddito di circa 80mila persone di diversa estrazione sociale, i poveri muoiono molti anni prima dei ricchi.

SALUTE
Francesca Danila Toscano
I ricchi vivono più a lungo dei poveri

Il Vanderbilt University Medical Center rivela che, confrontando lo stile di vita e il reddito di circa 80mila persone di diversa estrazione sociale, i poveri muoiono molti anni prima dei ricchi.

La povertà si estende a macchia di leopardo, in tutto il mondo, da nord a sud. Sono miliardi le persone che vivono una vita che non può esser definita tale, senza cibo, senza assistenza medica e senza una casa.

La povertà è un fenomeno complesso, dunque, che dipende da numerosi fattori. Non è legato solamente alla mancanza di reddito ma è anche collegato con l’accesso alle opportunità e pertanto con la possibilità di partecipare alla vita economica e sociale del paese.

Una recente ricerca ha affermato che coloro che guadagnano meno di 15.000 dollari l’anno muoiono in media più di 10 anni prima rispetto a quelle con un reddito annuo superiore a 50.000 dollari.

Ricchi e poveri a confronto

Lo studio è stato condotto dal Vanderbilt University Medical Center, ed è stato pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine. Il campione di partecipanti ha incluso 86.000 adulti tra i 40 e i 79 anni nel Southern Community Cohort Study in corso, la maggior parte è stata reclutata nei centri sanitari comunitari di ben 12 Stati del Sud-Est, tra il 2002 e il 2009.

Più della metà dei partecipanti allo studio ha dichiarato un reddito familiare annuo inferiore a 15.000 dollari. Nei questionari compilati dai partecipanti sono stati raccolti dati inerenti al loro stato di salute e sullo stile di vita e fattori comportamentali associati al rischio di malattia e di morte, tra cui il fumo di sigaretta, il consumo di alcol, l’attività fisica e la qualità degli alimenti consumati.

L’obiettivo era quello di ottenere una valutazione dell’impatto della povertà estrema sulla mortalità in una popolazione a basso reddito e razzialmente diversificata.

I dati

Nel gruppo si sono verificati 19.749 decessi, avvenuti in circa 18 anni dal momento in cui i partecipanti hanno iniziato la collaborazione. Gli individui del gruppo a basso reddito con un punteggio di stile di vita basso, in relazione ai fattori di rischio scoperti nel questionario, avevano un aumento di mortalità di 6,1 volte, rispetto a quelli del gruppo a più alto reddito con un miglior punteggio di stile di vita.

“Poiché le comunità a basso reddito tendono ad avere una disponibilità limitata di opzioni alimentari sane e un minore accesso all’assistenza sanitaria o ad ambienti sicuri e percorribili a piedi che favoriscono un regolare esercizio fisico, incoraggiare comportamenti e stili di vita sani non è sufficiente a mitigare completamente gli effetti negativi della povertà sulla mortalità”, hanno affermato i ricercatori.

La disparità nell’aspettativa di vita era diversa anche in base alla loro differenza razziale. Nel gruppo dei partecipanti ad alto reddito, i bianchi morivano dopo rispetto ai neri. Si è verificato il contrario invece, nel gruppo a basso reddito. Nel gruppo di persone benestanti, l’età media della morte era di 82,7 anni per i bianchi e 81,2 anni per i neri. Nel gruppo a basso reddito, l’età media di fine vita era di 67,8 anni per le persone bianche e di 70,9 anni per quelle nere.

Questo problema non si verifica esclusivamente in America, ma possiamo notarlo in tutto il Pianeta. Per affrontare le disparità razziali e di reddito nella mortalità c’è bisogno di un approccio globale.

La stima effettuata dai ricercatori è allarmante. Bisogna valutare strategie politiche adatte e interventi mirati per ridurre la mortalità e le disparità sanitarie, altrimenti il rischio di assistere a un ulteriore allargamento dei divari è molto alto.