I SEGUGI IN CAMPO PER LE DIAGNOSI PRECOCI DI MALATTIE UMANE

Diverse ricerche recenti hanno dimostrato che i cani possono rilevare malattie mortali come malaria, crisi narcolettiche, tumori o virus come il Covid-19 dal semplice odore del respiro, del sudore o dell’urina delle persone. Questa capacità potrebbe essere utilizzata in futuro come metodo di diagnosi precoce.

AMBIENTE
Chiara Grasso
I SEGUGI IN CAMPO PER LE DIAGNOSI PRECOCI DI MALATTIE UMANE

Diverse ricerche recenti hanno dimostrato che i cani possono rilevare malattie mortali come malaria, crisi narcolettiche, tumori o virus come il Covid-19 dal semplice odore del respiro, del sudore o dell’urina delle persone. Questa capacità potrebbe essere utilizzata in futuro come metodo di diagnosi precoce.

Riescono a riconoscere e rilevare una singola goccia di sostanza in una quantità di liquido pari a 20 piscine olimpioniche. Hanno circa 220 milioni di cellule olfattive: 40 volte il numero di cellule olfattive dell’uomo, con una sensibilità olfattiva da 1.000 a 100.000 volte più potente di quella dell’Homo sapiens. No! Non stiamo parlando di supereroi o di alieni, ma dei nostri amici cani. Alexandra Horowitz, nel suo libro “Una questione di naso” (Ed. Sonda, 2018) per far capire ai lettori quanto sia potente l’olfatto del cane ci fa immaginare di entrare in una stanza in cui hanno appena sfornato delle dolci girelle. Noi esseri umani entriamo e subito sentiamo il profumo, anche abbastanza forte, ma non sappiamo quanto tempo fa siano state sfornate le girelle e se siano ancora nella stanza. I cani appena entrano, insieme a noi è come se sentissero 1.000 miliardi di girelle e sanno esattamente se l’odore appartiene al passato (le girelle sono state spostate) o al presente (sono ancora nella stanza).
Insomma, che davvero non si tratti di un supereroe, forse non siamo più sicuri. Ma la magia dell’olfatto dei cani non finisce qui. Sono infatti innumerevoli i ruoli di pubblica sicurezza che i cani ricoprono proprio grazie al loro olfatto: dalla rilevazione di mine, di bombe, di esplosivi, di droga, di dispersi, di malintenzionati…e ora anche di malattie. Ebbene sì! Sono sempre di più le ricerche scientifiche nel campo medico ed etologico che stanno scoprendo le potenzialità canine di rilevare e riconoscere malattie potenzialmente mortali.

Il tutto è nato alla fine degli anni ‘80, quando una donna si era recata dal medico sostenendo che il suo cane avesse un’ossessione con una lesione cutanea della signora. L’interesse smodato del cane per quella lesione era fondato: la donna aveva infatti un melanoma maligno. Da qui nacque l’ipotesi che i cani potessero essere in grado di rilevare tumori maligni sulla base dell’odore. Tale ipotesi, a seguito di questo racconto aneddotico è stata avanzata per la prima volta da Williams e Pembroke in una lettera al Lancet nel 1989 e da allora i ricercatori di tutto il mondo non hanno smesso di fare ricerche sul tema. Se davvero i cani potessero essere utili nel diagnosticare preventivamente tumori e malattie mortali, questo farebbe risparmiare tempo sacro per la cura di tali patologie, la cui diagnosi precoce potrebbe essere l’unica salvezza. Inoltre, la rilevazione tramite l’olfatto del cane eviterebbe diagnosi invasive, dispendiose e in alcuni casi anche nocive.

Ma come fanno a riconoscere una malattia?
Anche se noi non ce ne accorgiamo, il nostro corpo è in continuo rilascio di odori, ormoni e particelle a nostro olfatto impercettibili, ma per un animale sono in realtà chiari segnali comunicativi. Ricordiamoci, infatti, che gli animali non comunicano come noi, con parole, sguardi ed emoticon. Il loro canale comunicativo principale, soprattutto per i cani, è l’olfatto, tramite il quale percepiscono il mondo intorno a loro.
Nel caso dei tumori, per esempio, le cellule malate odorano in modo diverso.
“Per prima cosa, i cani non possono dirci esattamente cosa stanno annusando”, afferma Kirsten Moysich, PhD, illustre professore di oncologia ed epidemiologia al Roswell Park. “Sappiamo che il cancro provoca uno stato di disordine nelle cellule. Vi sono prove crescenti che livelli elevati di una “firma” di composti organici volatili (COV), noti anche come odoranti, sono associati alla crescita della malattia e al conseguente accumulo di detriti cellulari e tessuto morto in decomposizione”.

Alla luce di queste considerazioni, i cani possono essere addestrati a fiutare i marcatori delle malattie che potrebbero anche passare inosservati con i test medici. In uno studio del 2006, cinque cani sono stati addestrati a rilevare il cancro sulla base di campioni di fiato. Una volta addestrati, i cani sono stati in grado di rilevare il cancro al seno con l’88% di precisione, e il cancro ai polmoni con il 99% di precisione, in tutti e quattro gli stadi delle malattie “I cani hanno qualcosa chiamato neofilia, il che significa che sono attratti da odori nuovi e interessanti”, afferma Claire Guest, che gestisce Medical Detection Dogs, un’organizzazione di beneficenza di dieci anni dedicata a sostenere la ricerca sul lavoro di biorilevazione canina.

L’olfatto dei cani potrebbe essere così fondamentale nella diagnosi medica che un’area di ricerca promettente presso l’Israel Institute of Technology mira a sviluppare sensori e nanotecnologie che imitano il senso dell’olfatto altamente sviluppato dei cani per rilevare piccoli cambiamenti olfattivi nelle cellule dei malati di cancro. I ricercatori stanno testando due tipi dei suoi “nasi elettronici” NA-NOSE per convalidare l’efficacia dei dispositivi per rilevare odori specifici nel respiro di pazienti con vari tipi di tumori maligni.

Ad oggi, è stato dimostrato che i cani possono rilevare le seguenti tipologie di tumore:

  • Cancro al seno e cancro ai polmoni, annusando il respiro dei pazienti
  • Cancro alla vescica e cancro alla prostata, annusando l’urina dei pazienti.
  • Cancro del colon-retto, annusando la respirazione espirata dei pazienti e i loro campioni di feci.
  • Tumori ovarici, annusando campioni di tumore del paziente e campioni di sangue.
  • Cancro cervicale, annusando campioni bioptici di pazienti.

Ma non è tutto! Perché l’olfatto dei cani sembra essere utilissimo anche per rilevare altre malattie come la malaria, la narcolessia e di recente anche la SARS-COVID2.

Una ricerca, finanziata dalla Bill & Melinda Gates Foundation e condotta in collaborazione con alcune strutture del Gambia ha dimostrato che i cani possono diagnosticare con il 70% di esattezza i portatori del parassita P. falciparum, la malaria, semplicemente annusando dei calzini usati!  L’OMS ha avvertito nel suo ultimo rapporto sulla malaria che i progressi decennali nella lotta alla malattia sono in stallo e rischiano di essere reversibili. Ogni anno uccide mezzo milione di persone, soprattutto bambini. “La fase successiva è capire quanto possano essere efficaci ed esatti i cani in circostanze naturali con persone reali”, ha affermato James Logan, capo del dipartimento di controllo delle malattie presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine, che ha collaborato alla ricerca. “Se si dimostrassero abbastanza abili, i cani potrebbero diventare uno strumento di screening di routine e non invasivo. Potrebbero essere particolarmente utili durante i mesi secchi, quando ci sono poche zanzare e pochissima trasmissione della malattia, ma il parassita è rintanato negli ospiti umani che non mostrano alcun sintomo. Trovare queste persone è attualmente molto difficile”, afferma Logan.

Mentre uno studio pubblicato nel 2013, ha scoperto che due cani addestrati hanno rilevato 11 su 12 pazienti con narcolessia utilizzando campioni di sudore, dimostrando che i cani possono rilevare un odore distinto per il disturbo. La cosa più importante è che i cani possono fornire un avviso fino a cinque minuti prima che si verifichi un attacco, dando al loro conduttore la possibilità di raggiungere un luogo o una posizione sicura prima che avvenga l’evento narcolettico.

Gli stessi avvisi canini sembrano funzionare anche per prevedere le emicranie. Uno studio ha scoperto attraverso un sondaggio che il 54% dei malati di emicrania con cani ha notato cambiamenti nel comportamento dei loro animali domestici durante o prima dell’emicrania. Quasi il 60% di questi soggetti ha indicato che il loro cane li aveva avvisati dell’insorgenza di un mal di testa, di solito un’ora o due prima.

E sebbene non sia ancora chiaro quali sostanze nelle urine producano l’odore apparentemente caratteristico del COVID-19, alcune recentissime ricerche stanno dimostrando che i cani possano rilevare anche il famoso virus degli ultimi anni. Visto che la SARS-CoV-2 non solo attacca i polmoni, ma provoca anche danni ai vasi sanguigni, ai reni e ad altri organi, si presume che anche l’odore delle urine dei pazienti cambi, così come in caso di diabete, Parkinson, epilessia e tantissime altre patologie.

Insomma, per i cani non è altro che un gioco, o meglio fare qualcosa di divertente con il proprio compagno umano. Che si tratti di trovare della cocaina dentro un borsone in un aeroporto, un bambino disperso sotto le macerie o di annusare l’urina di un malato di tumore per i cani il concetto non cambia: essere utile al proprio amico bipede e guadagnarsi un bocconcino se il problema viene risolto dignitosamente. Se solo sapessero quanto sono fondamentali per noi. Se solo sapessero quanto le nostre vite (oltre che la nostra felicità) dipende da loro, se solo sapessero di essere davvero dei supereroi…chissà se accetterebbero di essere trattati come moltissimi umani li trattano. Ciò detto, senza farci prendere dall’ansia e dall’ipocondria, la prossima volta che il nostro cane si ossessiona con l’annusare una nostra parte del corpo…facciamoci caso!