IBRIDE O ELETTRICHE, LA SOSTENIBILITÀ AL VOLANTE DEL BEL PAESE

Gli Italiani cercano di cambiare le abitudini nella scelta dell’automobile, la mobilità elettrica e ibrida acquista un peso maggiore. Ma senza ecoincentivi statali il mercato vacilla e i dubbi da frugare sono ancora tanti perché si arrivi a una diffusione di massa.

AMBIENTE
Sara Stefanini
IBRIDE O ELETTRICHE, LA SOSTENIBILITÀ AL VOLANTE DEL BEL PAESE

Gli Italiani cercano di cambiare le abitudini nella scelta dell’automobile, la mobilità elettrica e ibrida acquista un peso maggiore. Ma senza ecoincentivi statali il mercato vacilla e i dubbi da frugare sono ancora tanti perché si arrivi a una diffusione di massa.

Dati interessanti sul nuovo approccio degli italiani alla mobilità nel panorama automotive arrivano dall’Osservatorio E-Mobility 2021 Nomisma. La mobilità elettrica acquista un peso sempre maggiore nel nostro Paese. Anche se le vendite non sono paragonabili a quelle fatte registrare in altri Paesi europei e in particolare in quelli del Nord Europa. Un numero crescente di automobilisti italiani si interessa di auto elettriche e ibride e questo evidenzia come i temi legati alla mobilità sostenibile e alla transizione ecologica attirino sempre più l’attenzione e come prestino una cura crescente nella scelta dei veicoli da acquistare. Seppure il mercato dell’auto non è ancora uscito dalla crisi,  il 2021 è stato per le vetture elettriche e ibride un anno positivo; secondo i dati ufficiali, in Italia sono state immatricolati oltre 476.000 nuovi veicoli di questo tipo, vale a dire il 38% delle auto totali vendute. Tuttavia nel 2021 in Italia sono state vendute in totale tra elettriche, ibride, benzina e diesel 1.458.000 vetture, ben 460 mila unità in meno rispetto al periodo pre-pandemia. Un segno meno rispetto al 2020 pari al 23%.

Le auto ibride solo nello scorso mese hanno rappresentato il 30,1% del mercato, chiudendo l’anno al 29%, con le “full” hybrid al 6,9% e le “mild” al 22,1%. Nel 2021 inoltre sono salite le vendite di auto elettrificate, basti pensare che a dicembre le elettriche hanno raggiunto il 7% e le plug-in il 6,4%. Nel totale anno le elettriche hanno chiuso il 2021 al 4,6% e le plug-in al 4,7% del totale, con 136.854 vetture complessivamente immatricolate.

Eppure c’è un ma. La scelta green di un’automobile sottostà a molteplici fattori: innanzitutto, le difficoltà di approvvigionamento di materie prime e componenti, come i microchip. Poi la fine degli ecobonus come incentivo per l’acquisto di queste auto avvenuta a ottobre scorso  da parte del Governo che ha deciso di ignorare il settore. Scelta che si rifletterà nella drammatica riduzione di immatricolazioni di vetture elettriche e ibride plug-in nel 2022. Senza contare la cosiddetta ansia da ricarica per la mancanza di  infrastrutture da ricarica. Non è un caso se chi oggi acquista un’auto elettrica lo fa principalmente perché ha a disposizione una stazione di ricarica domestica e usufruisce della ricarica in mobilità molto poco frequentemente.

Le associazioni di categoria si augurano che i Ministeri dello Sviluppo economico e dell’Economia e delle Finanze intervengano con il  rifinanziamento degli incentivi in quanto stimano che in assenza di questi ultimi, nel 2022 la quota di mercato in Italia dei veicoli a zero e basse emissioni scenderà al 5 per cento circa. Da questo si desume che le scelte ecosostenibili in tema di mobilità su gomma siano dettate principalmente da ragioni di natura economica: ciò che spinge all’acquisto di un auto a trazione elettrica soprattutto in città è la possibilità di accedere alle zone a traffico limitato (ZTL) senza limitazioni di alcun tipo, il parcheggio gratuito e il consumo chilometrico, l’abbattimento del costo del bollo. Anche se per buona parte degli automobilisti – circa il 40% – l’acquisto di un’auto elettrica è dettato da ragioni di sostenibilità ecologica.

Ma i dubbi degli automobilisti italiani a riguardano delle auto elettriche e delle plug-in hybrid sono ancora molteplici. E seppure sempre più attratti dalle vetture a trazione elettrica, allo stesso tempo, nutrono diffidenze e timori. A partire dal costo delle auto elettriche ritenuto ancora troppo elevato e l’autonomia contenuta rispetto al chilometraggio garantito dalle con motore a combustione interna. Due fattori che, però, dovrebbero trovare presto una soluzione sul fronte dell’autonomia, visto che già ci sono modelli capaci di percorrere più di 500 km con singola carica e che cominciano a spianare la strada alla diffusione di massa di auto full electric.

Ma sempre in tema di ma nella scelta consapevole di un veicolo  green c’è la scarsa conoscenza e la scarsa informazione su come funzionano esattamente le auto elettriche e ibride “alla spina”, di come si ricaricano e quali le differenze tra le varie tipologie di motorizzazione. Questa scarsa informazione contribuisce a far crescere dubbi attorno al mondo dell’elettrico. Nonostante il 72% degli intervistati si dica pronto ad acquistare un’auto elettrica o ibrida in futuro, il 43% nutre seri dubbi sul fronte dell’autonomia delle auto elettriche, della loro ricarica e della durata. Mentre il 21% non ha chiari costi e tempi di manutenzione delle auto elettriche che invece, secondo una ricerca statunitense, nei primi anni di vita del veicolo sono superiori a quelli delle auto endotermiche.

È sbagliato quindi pensare che l’aumento delle immatricolazioni bastino a spingere la diffusione di massa delle auto elettriche, nonostante le buone intenzioni, l’aumento dell’offerta e la regolamentazione dei governi mondiali attraverso i diversi proclami anti-inquinamento.