IL BASKET FEMMINILE PROFUMA DI CRESCITA E RESILIENZA

Le piccole cestiste della PFPi – Under 15 lottano a Pisa per costruirsi un futuro migliore fuori e dentro al campo. Il gioco una passione da condividere per aiutare e aiutarsi.

APPROFONDIMENTO
Francesca Franceschi
IL BASKET FEMMINILE PROFUMA DI CRESCITA E RESILIENZA

Le piccole cestiste della PFPi – Under 15 lottano a Pisa per costruirsi un futuro migliore fuori e dentro al campo. Il gioco una passione da condividere per aiutare e aiutarsi.

Integrazione, parità di genere e lotta agli stereotipi. E ancora educazione sul campo, rispetto e piccoli ma potenti semi dI resilienza piantati e sbocciati in un periodo difficile. Profuma di crescita umana la Pallacanestro femminile Pisa che, grazie alla sua squadra Under 15, ha dato – con un esempio concreto – la dimostrazione del fine più nobile dello sport. Tendersi la mano, aiutarsi quando un solo componente della squadra non ce la fa, costruire un fortino solido e avanzare compattamente tutte insieme. Anche quando qualcuno dice che il basket “non è uno sport da femminucce”, anche quando l’isolamento forzato e il lockdown fanno perdere palestra e punti di riferimento importanti. Specie per le ragazze che, a soli 15 anni, vedono nella pallacanestro non solo lo sport e la valvola di sfogo ma anche il porto sicuro e l’isola felice dove poter crescere insieme. Ma si sa, la forza delle donne, si sprigiona fin dalla tenera età. E le cestiste della Pallacanestro femminile non si sono fatte abbattere da alcuna intemperia e, proprio in un momento complicato, hanno sprigionato tutta la capacità di adattamento e di resistenza di cui erano capaci. La palestra chiude? Non c’è più un campo dove allenarsi? E loro, munite di schede fornite dall’allenatore, si sono allenate all’aria aperta. Campi di fortuna, giardini messi a disposizione dai genitori, campetto prestato gentilmente dalla Nuova Periferia Polivalente di Ghezzano e altri spazi out-door trovati casualmente con un pizzico di ingegno. Quello che contava era non smettere di allenarsi ma, soprattutto, non alienarsi perdendo quel virtuoso cerchio magico che solo le squadre affiatate riescono a costruire.

E la storia delle piccole atlete, se vogliamo, è molto simile a quella della nascita della loro società che, per la città di Pisa e, più in generale, per il basket rosa, rappresenta una realtà importantissima. Per la prima volta, infatti, la società Pallacanestro femminile Pisa è riuscita, pochi mesi prima dell’inizio della pandemia da Covid-19, nell’impresa che nessuno era ancora riuscito a compiere: fondere le due squadre rivali storiche pisane, la IES Pisa e il GMV Ghezzano, e unirle in un’unica realtà. Punto di connessione? Laura Guerrini, ex cestista con una carriera sportiva fino alla A2, che ha giocato in entrambe le società e, attualmente, ricopre la carica di presidente della nuova realtà.

“È andata proprio così – conferma Guerrini -. Negli ultimi anni il numero delle ragazze che praticano basket, almeno nel nostro territorio, non è altissimo e quindi sia I.E.S. sia GMV riscontravano non pochi problemi a partecipare con un numero sufficiente di giocatrici ai vari campionati giovanili. Da qui l’idea di fare una fusione e dar vita ad un unico soggetto, la PFPi, per non disperdere il patrimonio di ragazzi amanti di questo sport”.

Ma la parte più bella di queste storia – scritta dalle quindicenni amanti della palla a spicchi guidate da Coach Michele Masi – non è solo e prettamente quella sportiva.

Nella palestra del complesso Concetto Marchesi a Pisa si respira, infatti, aria di crescita e di affiancamento umano ed empatico. I venti che soffiano infatti non sono certamente caldi e confortevoli e, dopo due anni di isolamento, sostenere nel complicato periodo adolescenziale le piccole cestiste, è stata ed è una prerogativa della PFPI che è letteralmente scesa in campo non solo per fare canestro bensì per fortificare quel collante prezioso che rischiava di andare perso a causa della lontananza forzata dalla palestra.

Ed ecco che la società, in punta di piedi, ha fatto la sua parte e ha dato il via ad una serie di iniziative volte a far ritrovare la serenità mentale e a favorire un percorso di crescita per le sue cestiste più piccole.

Durante gli allenamenti, infatti, a bordo campo c’è anche una psicologa specializzata in disturbi comportamentali per questa fascia di età. “La professionista – spiega Guerrini – non fa colloqui individuali ma semplicemente supervisiona, osserva le dinamiche relazioni, guarda le nostre ragazze in campo e i loro modi di interagire per capire quanto gli effetti dell’isolamento forzato hanno inciso sulle loro vite. I genitori sanno che, qualora avessero bisogno, possono chiamarla e rivolgersi a lei per consulti specifici. Adesso intraprenderemo anche un percorso importante di educazione alimentare, fondamentale nel periodo adolescenziale, e proseguiremo la strada che abbiamo tracciato nel mondo del sociale e del volontariato”.

E il cerchio perfetto qui si chiude. Sport motore di crescita umana, sport inteso quale campo fertile dove poter seminare oggi piantine piccole per dar vita agli alberi robusti del domani. In questi due anni infatti le giovani cestiste hanno dato il loro contributo distribuendo in pediatria i pensierini di Natale, sostenendo “Respirando”, l’associazione al fianco delle famiglie con bambini medicalmente complessi e bisognosi di presidi medici necessari per la loro sopravvivenza e il progetto i Sogni di Jo, una bambina speciale che ha bisogno di aiuti concreti per potersi curare

E i risultati?

Si trovano nelle parole delle giovani cestiste che hanno voluto inviare un messaggio scritto per gridare ad alta voce e all’unisono che giocare a basket non è solo passione ma “è la carica, la chiave di volta per affrontare la quotidianità col sorriso. Siamo unite. La squadra si aiuta e si sostiene sia fuori che dentro al campo e questo è l’aspetto che ci piace di più. La prima partita che abbiamo vinto ci ha viste con le lacrime di commozione agli occhi. Siamo passate da non avere una palestra a vincere. Oggi ci guardiamo e siamo più sensibili, più forti, più tenaci. In due parole: siamo ricche. Perché la partita più importante l’abbiamo già vinta: grazie al basket viviamo in armonia”