IL “CACCIATORE” DEI JET PRIVATI DEI VIP

21 anni, studente di Information Technology all’Università della Florida Centrale, è diventato famoso per le sue segnalazioni sull’abuso di voli privati da parte dei vip.

APPROFONDIMENTO
Alessio Ramaccioni
IL “CACCIATORE” DEI JET PRIVATI DEI VIP

21 anni, studente di Information Technology all’Università della Florida Centrale, è diventato famoso per le sue segnalazioni sull’abuso di voli privati da parte dei vip.

Il tema dell’utilizzo eccessivo di jet privati, che contribuiscono senza dubbio all’incremento di emissioni inquinanti nell’atmosfera, è entrato nel dibattito sull’urgenza di adottare pratiche sostenibili da tempo. I voli aerei sono una importante fonte di emissioni di CO₂: volare produce infatti 285 grammi di CO₂ per ogni passeggero per ogni chilometro percorso, con una media di circa 90 persone per ogni volo. Per farsi un’idea più chiara sull’entità delle emissioni, è utile il paragone con un’auto, che produce 42 per passeggero per chilometro. Secondo le stime di Supporting European Aviation, ad esempio, nel mese di luglio 2019, solo in Europa, il traffico aereo di circa 1 milione di voli avrebbe generato 20,7 milioni di tonnellate di CO₂.

Numeri enormi, che ovviamente sarebbe opportuno abbattere. Partendo, magari, limitando l’utilizzo dei jet privati, che secondo Greenpeace (anche qui, per fare un esempio su tanti), sono veri e propri “killer ambientali”: causano infatti emissioni di gas serra considerate circa 10 volte superiori a quelle di un volo per passeggero per chilometro, e 50 volte superiori a un viaggio in treno. Un vip che utilizzi in maniera costante il proprio jet privato, dunque, non fa proprio una bella figura: nel caso che si sappia, ovviamente. Ed è forse per questo motivo che lo “star system” cerca di evitare il tema.

Ma, purtroppo per chi possiede ed utilizza un aereo privato, c’è chi – in nome della sostenibilità, della coerenza e soprattutto della trasparenza delle informazioni pubbliche – si è messo a monitorare l’utilizzo di questi mezzi di traporto. Il più famoso, al momento, è Jack Sweeney, uno studente di Information Technology di 21 anni della Florida, Stati Uniti. Alla passione per la tecnologia, Jack ne affianca anche una – significativa – per l’aviazione. La sovrapposizione di questi due interessi, insieme a quello nei confronti di Elon Musk – l’imprenditore hi tech visionario e multi miliardario più famoso al mondo – lo ha portato a sviluppare una competenza molto particolare.

Jack Sweeney

Jack, infatti, è diventato un vero e proprio “cacciatore di voli privati”: utilizzando l’ADS-B, un sistema di comunicazione e di identificazione automatico che trasmette identità, posizione e altre informazioni su ogni singolo aeromobile, “traccia” il volo degli aerei. Per farlo, il 21enne ha programmato una serie di “bot” che si concentravano sui dati di volo dei jet privati dei vip – identificabili proprio attraverso l’ADS-B – per poi pubblicarli sui social. E dunque gli spostamenti di VIP del calibro dello stesso Elon Musk, ma anche di Jeff BezosMark ZuckerbergBill GatesDonald Trump, di alcuni oligarchi russi, ma anche di pop star come ad esempio Taylor Swift, sono diventati di pubblico dominio.

Il che, in alcuni casi, non ha fatto piacere ai diretti interessati: Elon Musk, sempre lui, ha deciso di bloccare l’account su X-Twitter di Jack Sweeney, mentre Taylor Swift ha inviato, tramite i suoi legali, una diffida formale a proseguire l’attività di monitoraggio. I due VIP contestano allo studente di aver diffuso dati sensibili, mettendo a rischio la loro incolumità personale. Per Sweeney, ovviamente, la questione è diversa: i personaggi da lui segnalati sono stati costretti a gestire le critiche dovute all’utilizzo di mezzi così inquinanti, che magari avrebbero potuto essere gestiti con maggiore parsimonia ed attenzione all’ambiente. In particolare Taylor Swift ha dovuto fronteggiare una campagna mediatica e social che, evidentemente, non ha gradito.

Ma Jack Sweeney non sembra avere intenzione di desistere: nonostante le diffide, proseguirà nella sua attività di “cacciatore di jet privati”. Perché? Come da lui stesso dichiarato in una serie di interviste, per voglia di condividere le informazioni pubbliche e per sensibilizzare l’attenzione sull’utilizzo eccessivo di jet privati. Ma non solo: anche perché non gli piace “chi li usa e dice di non farlo”.